Scritto: Giovedì, 08 Ottobre 2015 18:01 Ultima modifica: Venerdì, 09 Ottobre 2015 06:26

Cielo azzurro e ghiaccio rosso su Plutone


Le nuove immagini multispettrali appena pubblicate ci raccontano di un mondo colorato, con il ghiaccio d'acqua concentrato nelle regioni dove più abbondano i rossi depositi di "toline".

Rate this item
(0 votes)
Mappa della distribuzione di ghiaccio d'acqua (in azzurro) nelle regioni Cthulhu e Sputink viste dallo strumento "Ralph" Mappa della distribuzione di ghiaccio d'acqua (in azzurro) nelle regioni Cthulhu e Sputink viste dallo strumento "Ralph" Credits: NASA/JHUAPL/SwRI

 Cominciamo dall'immagine qui sopra, si tratta dell'unione di riprese fatte nel visibile con la Multispectral Visible Imaging Camera (MVIC) e di dati raccolti con spettroscopia infrarossa dal "Linear Etalon Imaging Spectral Array" (LEISA); quest'ultimo strumento ha rivelato la presenza di ghiaccio d'acqua (evidenziato in azzurro) e i segnali più forti in tal senso appaiono concentrati lungo la "Fossa di Virgilio", appena ad ovest del cratere Elliot (sul lato sinistro dell'immagine ingrandita) e anche dalla "Viking Terra" nella parte superiore. Un importante affioramento si osserva anche nelle "Montagne di Barè" sulla destra, insieme a numerosi affioramenti molto più piccoli, per lo più associati a crateri da impatto e a valli tra le montagne. La scena abbraccia circa 450 chilometri (tutti nomi delle località sono informali e devono essere ancora approvati dalla IAU).

 "Vaste regioni su Plutone non mostrano ghiaccio d'acqua" ha detto Jason Cook, membro del SwRI, “forse perchè è mascherato da altri ghiacci più volatili su gran parte della superficie. Capire perchè l'acqua appare esattamente lì e non altrove è una sfida che stiamo affrontando”. Un aspetto curioso della scoperta è che le zone con una presenza d'acqua più evidente coincidono con le aree di colore rosso brillante nelle immagini a colori recentemente rilasciate. "Sono sorpreso di un colore così rossastro" ha dichiarato Silvia Protopapa, membro scientifico dell'università del Maryland, “non abbiamo ancora compreso che relazione c'è tra il ghiaccio d'acqua e le toline* coloranti sulla superficie di Plutone”.

 La seconda, splendida immagine riportata qui sotto ritrae per la prima volta a colori le nebbie e i gas che avvolgono il pianeta nano, viste in controluce da Ralph/MVIC.

blue skies on pluto final 2

L'atmosfera di Plutone ripresa da Ralph/Multispectral Visible Imaging Camera (MVIC) - Credits: NASA/JHUAPL/SwRI

“Non ci saremmo mai aspettati di vedere un cielo azzurro nella fascia di Kuiper, è magnifico!” ha esclamato Alan Stern, principal investigator di New Horizons presso il Southwest Research Institute (SwRI) di Boulder, Colorado.

 Il particolato che forma la nebbia è probabilmente grigio o rosso di per sè, ma il modo in cui diffonde la luce blu ha catturato l'attenzione degli scienziati. "La sorprendente tonalità ci racconta qualcosa sulle dimensioni e sulla composizione delle particelle" ha spiegato Carly Howett, del SwRI. “Un cielo blu, spesso, è il risultato della diffusione della luce solare da parte di particelle molto piccole e, sulla Terra, queste particelle sono le minuscole molecole di azoto. Su Plutone, sembrano particelle simili a fuliggine e relativamente più grandi, ma comunque piccole in assoluto, le famose toline*.

 Gli scienziati ritengono che le toline si formino nell'alta atmosfera, dove la luce solare ultravioletta dissocia le molecole di azoto e metano consentendo loro di reagire per formare complessi ionizzati; quando si ricombinano, generano macro-molecole molto complesse, un processo osservato per la prima volta nell'alta atmosfera di Titano. Le macro-molecole poi interagiscono e continuano a crescere fino a formare particolato; i gas volatili condensano su du esse e ne ricoprono la superficie con ghiaccio prima che esse abbiano il tempo di cadere attraverso l'atmosfera, dove poi contribuiscono alla colorazione rossastra di Plutone.

 

* Le toline si formano per irraggiamento da parte della radiazione ultravioletta solare di composti organici semplici come metano o etano, spesso combinati con sostanze inorganiche quali l'azoto molecolare. Non esistono in natura sulla Terra. Si veda l'articolo di Elisabetta sull'argomento.

Riferimenti:
http://www.nasa.gov/nh/nh-finds-blue-skies-and-water-ice-on-pluto

Letto: 2291 volta/e Ultima modifica Venerdì, 09 Ottobre 2015 06:26
Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

https://www.facebook.com/marco.lorenzo.58 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Lascia un commento

I campi con l'asterisco (*) sono obbligatori. Il codice HTML non è abilitato.

Seguici!

Newsletter

Abilita il javascript per inviare questo modulo

Immagine del giorno

NEO news

NEO News

Ultimo aggiornamento: 24 gennaio 2021. Notizie e aggiornamenti sugli asteroidi che passano vicini a noi, sulla...

StatisticaMENTE

COVID-19 update

COVID-19 update

Periodico aggiornamento sulla curva di contagio in...

Curiosity odometry

Curiosity odometry

Aggiornato il 22 gennaio [updated on Jan,22]...

ISS height

ISS height

Aggiornamento del 20 Gennaio [Last ...

HST orbit

HST orbit

Aggiornamento del 20 gennaio [Last updat...

Insight statistics

Insight statistics

[aggiornato al 19/1/21 - Sol 762] - Mete...

Mars Attacks!

Mars Attacks!

 Dove si trovano le tre sonde lanciate a Lugl...

[LIBRO] Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno

Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno di Elisabetta BonoraLa pubblicazione ripercorre le gesta della missione interplanetaria NASA / ESA / ASI Cassini–Huygens, che esplorò Saturno e le sue lune dal 2004 al 2017. Le principali fasi del progetto, del lungo viaggio durato sette anni e della missione ultradecennale sono raccontate con semplicità e passione allo scopo di divulgare e ricordare una delle imprese spaziali robotiche più affascinanti ideate dall’uomo. Le meravigliose foto scattate dalla sonda nel sistema di Saturno, elaborate e processate dall’autrice, sono parte centrale della narrazione. Immagini uniche che hanno reso popolare e familiare un angolo remoto del nostro Sistema Solare. 244 pagine.

Acquista