Scritto: Giovedì, 10 Ottobre 2013 13:47 Ultima modifica: Domenica, 07 Giugno 2015 11:21

NASA Juno prossima tappa Giove: le foto ricordo del flyby


Il 9 ottobre avrei voluto seguire dal vivo lo storico flyby della sonda della NASA Juno e catturare almeno una foto ricordo ma purtroppo le condizioni meteorologiche il Liguria erano tutt'altro che favorevoli: vedere quel puntino luminoso muoversi in cielo e l'idea che, di li a poco, sarebbe stato fiondato verso il pianeta più grande del nostro Sistema Solare, mi avrebbe riempito di emozione (e anche un po' di invidia!).

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NASA Juno

Credit: NASA/JPL-Caltech

Alle ore 21:21 (19:21 GMT), Juno si trovava al suo massimo avvicinamento, a 559 chilometri sopra l'oceano, a 200 chilometri dalla costa sud-orientale del Sud Africa, spostata di soli 2 chilometri rispetto al centro del corridoio designato per la traiettoria.

Il flyby era necessario per imprimere alla sonda la velocità necessaria a raggiungere Giove il 4 luglio del 2016 e integrare la spinta ricevuta al momento del lancio dal vettore Atlas V, il 5 agosto 2011, dalla stazione di Cape Canaveral Air Force, Florida.

La manovra a gravità assistita dovrebbe aver portato la velocità da 126.000 chilometri orari a circa 140.000 chilometri orari.

La sonda, però, poco prima dell'approccio, è entrata inaspettatamente in safe-mode, lo stato di protezione in cui passa un veicolo spaziale quando rileva un problema.
Il team è riuscito a stabile di nuovo il collegamento 25 minuti più tardi, quando Juno è uscita dal cono d'ombra della Terra.
Non sono ancora chiari i motivi scatenanti ma Juno gode di ottima salute.
Il flyby a "fionda gravitazionale" è stato un evento totalmente passivo in termini di propulsione, quindi la modalità provvisoria non poteva in alcun modo influire sulla traiettoria e ora Juno punta dritta verso Giove.

Il team di missione aveva pianificato anche qualche foto ricordo della Luna e della Terra, sperando di catturare immagini mozzafiato del momento in cui è visibile l'anello luminoso che separa l'emisfero in ombra da quello illuminato dal Sole.

Era stata programmata una sequenza di scatti alle 18:54, 18:57, 18:59, 19:02, 19:03, 19:06, 19:08, 19:11, 19:12, 19:15 UTC.

Le prime immagini pubblicate sono state quelle della Luna ma ieri, la squadra ancora non sapeva se l'operazione aveva avuto successo.

Questa mattina, però, ho notato che nella pagina dedicata stanno comparendo anche le foto della Terra e ci sono ancora posizioni vuote. Non mi resta che aspettare le prossime ore!

L'immagine riportata qui sotto è la versione ufficiale appena inserita in catalogo: è lo scatto delle 19:06 UTC, con filtro metano ed esposizione di 3,2 ms.

Juno riprende la Terra

Credit: NASA/JPL/SwRI/MSSS

Nel frattempo sul sito spaceweather.com è disponibile una bella galleria con le foto ricordo del flyby scattate dagli astronomi di tutto il mondo: spaceweathergallery.com/index.php?title=juno

Read 6395 times Ultima modifica Domenica, 07 Giugno 2015 11:21
Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing.
Dedico il tempo libero alla mia dolcissima bimba Sofia Vega, a questo sito (creato nel 2012 in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte) ed al processing delle immagini raw scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

https://twitter.com/EliBonora | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

2 commenti

  • Comment Link Elisabetta Bonora Venerdì, 11 Ottobre 2013 17:31 posted by Elisabetta Bonora

    Ciao Luca, sembra in bianco e nero ma non lo è, o meglio, non esattamente.
    Nella maggior parte dei casi le sonde e i rover in giro per il Sistema Solare, scattano diverse immagini ad uno stesso target, a precise lunghezze d'onda (tranne Curiosity che ha a bordo delle fotocamere simili a quelle in commercio http://www.aliveuniverse.today/articoli/100-le-variazioni-cromatiche-della-mastcam).
    Normalmente, però, la fotocamera acquisisce uno più scatti a lunghezze d'onda diverse: queste foto eseguite in un rage ristretto e ben definito, sono molto utili da un un punto di vista scientifico e possono spaziare dall'infrarosso all'ultravioletto.
    La foto pubblicata, ad esempio, è stata ripresa con un filtro "metano" quindi è nella gamma del vicino infrarosso (centrata sui 890 nm) ma spesso si hanno a disposizione anche riprese con il filtro rosso, verde e blu (cioè nel visibile dell'occhio umano) che, sovrapposte, restituiscono l'immagine a colori.
    Una addizione evidente dei filtri rgb la trovi qui: un'altra immagine di Juno http://www.msss.com/junocam_efb/images/efb01-merge.jpg. Dato che il bersaglio è in movimento, la sonda è in movimento (e anche in rotazione), può capitare qualche imprecisione!

  • Comment Link Collazzo Luca Venerdì, 11 Ottobre 2013 16:33 posted by Collazzo Luca

    Ma xkè la foto è in bianco e nero???

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