Scritto: Mercoledì, 13 Luglio 2016 08:41 Ultima modifica: Giovedì, 14 Luglio 2016 09:12

Juno: la JunoCam invia la prima immagine dal sistema di Giove


La fotocamera JunoCam ha inviato a Terra la prima immagine di Giove con tre dei quattro satelliti galileiani, Io, Europa e Ganimede, ripresa dopo l'arrivo in orbita della sonda della NASA Juno attorno al gigante del nostro Sistema Solare 

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Questa è una delle prime immagini riprese dalla JunoCam non appena lo strumento è stato riacceso dopo l'inserimento nell'orbita gioviana. Questa è una delle prime immagini riprese dalla JunoCam non appena lo strumento è stato riacceso dopo l'inserimento nell'orbita gioviana. Credit: NASA/JPL-Caltech/SwRI/MSSS - Processing by Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

L'immagine è una delle prime scattate quando lo strumento è stato riacceso dopo il blackout programmato e necessario per affrontare la pericolosa manovra di inserimento nell'orbita gioviana del 5 luglio. La buona notizia è che, a giudicare dai risultati, la JunoCam è sopravvissuta al primo passaggio nell'ostile ambiente di radiazioni di Giove.

La foto risale al 10 luglio alle 5:30 UTC quando la sonda era a 4,3 milioni di chilometri dal pianeta.
In apertura una nostra rielaborazione dell'originale assemblato sul sito NASA, in cui abbiamo migliorato l'allineamento dei colori ed i dettagli dell'atmosfera nuvolosa di Giove, compresa la "Grande Macchia Rossa". L'immagine è disponibile sul nostro album di Flicker.
Qui sotto la ricostruzione della scena con Solar System Simulator.

Juno: simulazione 10 luglio 2016 5:30 UTC

Per le prime immagini ad alta risoluzione dovremo aspettare ancora alcune settimane: "Non vediamo l'ora di vedere la prima vista dei poli di Giove", ha detto Scott Bolton, ricercatore principale presso il Southwest Research Institute.
"Le prime immagini ad alta risoluzione del pianeta saranno catturate il 27 agosto, quando Juno farà il suo prossimo passaggio ravvicinato", ha aggiunto Candy Hansen, del Planetary Science Institute, Tucson, Arizona.

La JunoCam non è considerata uno strumento scientifico: anche se le sue immagini saranno utili al team, il suo scopo è sensibilizzare e coinvolgere il pubblico. Per questo la sua schermatura non è al pari di quella utilizzata in altre parti della sonda e potrà resistere alle radiazioni solo per 8 orbite, sulle 37 totali previste per la missione, prima di iniziare a subire dei danni.

In media, ad ogni orbita la JunoCam invierà a Terra circa 40 megabyte di dati.
La risoluzione spaziale va da circa 3 km/pixel per il massimo avvicinamento, a circa 1.800 km/pixel quando la sonda si trova nel punto più lontano dell'orbita ed il pianeta occupa solo circa 75 pixel nelle immagini.
La JunoCam utilizza un sensore CMOS 1600x1200 pixel sul quale sono alloggiati direttamente quattro filtri colore: blu (420-520 nm), verde (500-600 nm), rosso / vicino-IR (600-800 nm) e la banda di assorbimento del metano (890 nm).
I tempi di esposizione tipici sono di circa 1/80 di secondo per le bande visibili e circa 1/2 secondo per la banda del metano.

Quando il rilascio delle immagini inizierà con un flusso costante, i dati saranno consultabili a questo link.

Altre informazioni su questo articolo

Read 1768 times Ultima modifica Giovedì, 14 Luglio 2016 09:12
Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing.
Dedico il tempo libero alla mia dolcissima bimba Sofia Vega, a questo sito (creato nel 2012 in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte) ed al processing delle immagini raw scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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