Scritto: Domenica, 09 Settembre 2018 09:45 Ultima modifica: Martedì, 11 Settembre 2018 16:43

Hayabusa 2 pronta al touchdown!


Mercoledi è prevista la prova generale di avvicinamento, in vista del contatto con prelievo di materiale dalla superficie di Ryugu, da riportare a Terra nel 2020.

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Sequenza di immagini termografiche riprese con il Thermal Infrared Imager (TIR) durante una rotazione completa dell'asteroide (vedi testo). Sequenza di immagini termografiche riprese con il Thermal Infrared Imager (TIR) durante una rotazione completa dell'asteroide (vedi testo). Provided by: JAXA / Ashikaga University / Rikkyo University / Chiba Institute of Technology / The University of Aizu / Hokkaido University of Education / Hokkaido Kitamihito High School / National Institute of Advanced Industrial Science and Technology -

 Ormai ci siamo! Dopodomani, l'indomita sonda targata Sol Levante si avvicinerà fino quasi a toccare la superficie di Ryugu, l'asteroide NEO raggiunto all'inizio di questa estate, dopo un viaggio durato 3,5 anni. A questo primo tentativo ne seguirà un altro a metà Ottobre e, alla fine di quel mese, è previsto il primo touchdown vero e proprio. Intanto, il 21 settembre, dovrebbe avvenire il rilascio e l'atterraggio dei mini-rover Minerva-II

 L'ultimo Mission Status (risalente a 5 giorni fa) racconta che Hayabusa2 ha completato le operazioni all'interno del "Box-B"; come già spiegato in passato, questo significa che la sonda è rimasta alla distanza di circa 20 km da Ryugu, spostandosi però lateralmente fino a 9km dalla "home position" (Box-A). Dopo essere tornata nel Box-A, Ieri la sonda dovrebbe avere iniziato già la discesa verso Ryugu, in vista del primo "touchdown rehearsal"; il veicolo dovrebbe arrivare nelle prossime ore a soli 30 metri dall'asteroide, o anche meno, acquisendo immagini più dettagliate intorno al luogo candidato per il touchdown (L08). Naturalmente, durante la delicata operazione Hayabusa-2 si servirà del laser-altimetro per brevi distanze LRF (Laser Range Finder), usandolo per la prima volta da quando è stato lanciato.

 Di seguito, una sequenza di immagini dettagliate dei tre luoghi scelti per il primo touchdown (L08 è il sito primario, L07 e M04 sono quelli di riserva). La sequenza è stata scattata da distanza ravvicinata (Box-C) il 20 luglio e abbraccia un arco di tempo di 2 ore, durante il quale l'asteroide ha compiuto una rotazione di 94°. Rispetto all'originale, le immagini sono state processate per evidenziare meglio i dettagli e le differenze di constrasto locale.

Landing rot

Image credit: JAXA, University of Tokyo, Kochi University, Rikkyo University, Nagoya University, Chiba Institute of Technology, Meiji University. University of Aizu, AIST - Processing: M. Di Lorenzo

 In apertura, invece, è mostrata una sequenza di termografie TIR durante una intera rotazione lo scorso 30 giugno; la scala arbitraria è sulla destra, con in rosso le regioni più calde (circa 100 °C) e in blu quelle a circa 20 °C. I 10 frames sono spaziati da una rotazione di circa 36° e sono tratti dall'animazione qui sotto; rispetto all'originale, ho cercato di eliminare l' "effetto pixel" senza distruggere i dettagli e aumentando leggermente il contrasto e la saturazione per apprezzare meglio le differenze di temperatura. Anche queste rilevazioni termiche sono state importanti nella scelta del luogo di atterraggio della sonda e dei vari rover, date le stringenti specifiche di funzionamento.

tir thermography 20180630s

Provided by: JAXA / Ashikaga University / Rikkyo University / Chiba Institute of Technology / The University of Aizu / Hokkaido University of Education / Hokkaido Kitamihito High School / National Institute of Advanced Industrial Science and Technology

 Un altro criterio fondamentale per la scelta dei siti è stata la distribuzione dei massi, soprattutto di quelli medio-grandi e più pericolosi, con diametro tra otto e dieci metri abbondanti; le seguenti immagini mostrano la loro distribuzione sulle due facce dell'asteroide.

Boulders

Image credit: JAXA, University of Tokyo, Kochi University, Rikkyo University, Nagoya University, Chiba Institute of Technology, Meiji University. University of Aizu, AIST - Processing: M. Di Lorenzo

 Infine, la sequenza di immagini sottostanti ritrae l'estremità a "tromba" del dispositivo "campionatore", che dovrà prelevare i campioni dalla superficie. Su Hayabusa-2 è installata una videocamera compatta chiamata anche CAM-H, frutto di una donazione che ha fotografato questo dispositivo il 14 agosto (immagine a destra), mostrando che è in ottime condizioni. Lo stesso dettaglio era stato fotografato (al centro) durante il test di un dispositivo laser chiamato LRF-S2 nell'aprile scorso; il laser servirà a misurare la distanza dalla punta della tromba del campionatore dalla superficie dell'asteroide. La foto a sinistra ritraeva invece il dispositivo il 5 dicembre 2014 (solo due giorni dopo il lancio); le differenze sono da imputare alla diversa illuminazione.

Corno

Image credit: JAXA, University of Tokyo, Kochi University, Rikkyo University, Nagoya University, Chiba Institute of Technology, Meiji University. University of Aizu, AIST - Processing: M. Di Lorenzo

 

Riferimenti:
http://www.hayabusa2.jaxa.jp/en/topics/20180906e/index.html
http://www.hayabusa2.jaxa.jp/en/topics/20180907e/index.html
http://www.hayabusa2.jaxa.jp/topics/20180905/

 

Letto: 836 volta/e Ultima modifica Martedì, 11 Settembre 2018 16:43
Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

https://www.facebook.com/marco.lorenzo.58 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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