Scritto: Lunedì, 20 Agosto 2018 10:14 Ultima modifica: Martedì, 21 Agosto 2018 05:31

Hayabusa 2: selezionati i luoghi di atterraggio per MASCOT


Sono stati selezionati i 10 siti di possibile atterraggio per il rover europeo su Ryugu, previsto ai primi di Ottobre. Intanto ora sappiamo quanto è grande l'asteroide...

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I siti candidati (in azzurro) con i possibili luoghi di ricaduta dopo il primo impatto (in blu) I siti candidati (in azzurro) con i possibili luoghi di ricaduta dopo il primo impatto (in blu) credit: CNES/Jaxa

 Il lander MASCOT (Mobile Asteroid surface SCOuT) è il più grosso degli oggetti che verranno rilasciati sulla superficie dell'asteroide Ryugu. Si tratta di un dispositivo grande quanto una scatola di scarpe (un parallelepipedo di 28 × 29 × 21 cm), con una massa di quasi 10 kg. E' stato sviluppato dalle agenzie spaziali tedesca e francrese (DLR e CNES) in collaborazione con Jaxa e verrà rilasciato tra 2,5 mesi quando la sonda si porterà a un'altezza di soli 60-100 metri dalla superficie.

mascot

Ricostrzione artistica di MASCOT sulla superficie di Ryugu, con l'apertura nell'involucro che ne mostra alcuni strumenti (MasCam e Mara) - Credit: DLR

 Lo scorso 14 agosto, esperti delle tre agenzie spaziali coinvolte si sono riuniti a Tolosa (in Francia) per selezionare i possibili siti di atterraggio, facendo tesoro delle immagini ad alta risoluzione e delle altre informazioni raccolte durante la discesa. I 10 siti selezionati, battezzati con sigle che vanno da MA-1 a MA-10 (dove il numero non riflette in alcun modo una graduatoria o una preferenza), si trovano tutti a latitudini medio-basse (tra 20° e 30°), 4 nell'emisfero settentrionale e 6 in quello meridionale.

 L'immagine di apertura, ricavata da una serie di simulazioni di tipo "Montecarlo" sui possibili rimbalzi del rover, mostra in azzurro le regioni di possibile primo impatto e in blu quelle in cui il rover finirebbe per fermarsi stabilmente dopo una serie di rimbalzi nella debolissima gravità dell'asteroide, almeno mille volte più bassa di quella terrestre. Come si vede, dopo il primo contatto con la superficie il lander potrebbe rimbalzare e stabilizzarsi in luoghi le cui coordinate distano anche 30° in longitudine e 20° in latitudine, il che corrisponde a distanze dell'ordine di 200 metri!

 “Sappiamo che MASCOT rimbalzerà sulla superficie come un dado sul tavolo da gioco, perciò abbiamo bisogno di conoscere al meglio come è fatto il luogo di atterraggio” ha dichiarato Laurence Lorda, coordinatore del team di meccanica orbitale del CNES. Il criterio di scelta si è basato sulla topografia superficiale (con bassa densità di massi o dirupi) e su considerazioni legati alla dinamica dell'atterraggio, alle condizioni di illuminazione, alla temperatura e alle comunicazioni; i poli andavano esclusi da questo punto di vista, poichè avrebbero reso difficoltose le comunicazioni con Hayabusa-2 che fungerà da ripetitore per trasmettere a terra i dati raccolti da Mascot.

 MASCOT dovrebbe rimanere in attività per circa 16 ore (che corrispondono a 2 giorni su Ryugu) prima di esaurire le batterie. Si sposterà e farà numerose misure con i suoi strumenti, di cui parleremo meglio in seguito (una ottima descrizione la si può comunque trovare nella serie di articoli scritti da Michele Diodati).

 Una curiosità: contrariamente a quello che si potrebbe pensare, il rover MASCOT non è dotato di ruote o zampe e per muoversi sulla superficie (o per cambiare orientamento) utilizzerà un ingegnoso sistema meccanico che sfrutta la bassissima gravità e la conservazione del momento angolare. In pratica, un piccolo motore elettrico azionerà un braccio meccanico interno (vagamente simile ad un piccolo martello); esso, per reazione, farà ruotare il rover nel verso opposto, costringendolo a compiere anche dei lunghi salti; il sistema non è molto diverso da quello che permette la vibrazione del cellulare.

Martello

Il dispositivo per la rotazione di MASCOT (a destra il motore elettrico, a sinstra il "volano asimmetrico" rotante) - Credit: DLR

 Torniamo un attimo al'immagine in apertura. Essa, in realtà, ci dice anche altre cose molto interessanti; in particolare, ci dà finalmente informazioni sulle dimensioni effettive dell'asteroide, mai rese pubbliche finora (anche se difficile da credere, tutt'ora le uniche stime che si trovano in rete si riferiscono all'epoca pre-Hayabusa-2!). La scala a destra fornisce i valori estremi del raggio, a partire da un "centroide" presumibilmente giacente sull'asse di rotazione. Si va da un minimo di 381 metri (a latitudini medio-alte), a 528 metri, a basse latitudini. Guardando le curve di livello e le sfumature di grigio, probabilmente il punto più "depresso" cade intorno a 230° di longitudine e +60° di latitudine, mentre quello più elevato è sull'equatore, a 320° di latitudine. Le regioni polari hanno un raggio intermedio, dell'ordine di 450 metri; il raggio medio equatoriale, invece, dovrebbe essere vicino a 500 metri.

 A questo punto, si può provare a fare una stima approssimativa del volume di Ryugu. Se ne approssimiamo la forma irregolare con quella di un doppio cono, con raggio di base di 530 metri e altezza di 450m, si ricava V= 2/3 π bh = 2,65·108 m3. Questo valore corrisponde al volume di una sfera di quasi 800 metri, che potrebbe essere considerato il diametro medio di Ryugu.

 

https://twitter.com/hashtag/asteroidlanding
https://presse.cnes.fr/en/exploration-asteroid-ryugu-hayabusa2-choice-landing-site-mascot-surface-scout
https://www.dlr.de/dlr/en/desktopdefault.aspx/tabid-10081/151_read-29344/#/gallery/31672
https://spazio-tempo-luce-energia.it/hayabusa2-o-il-trionfo-dellautomazione-8-11-b44721cb8d4c
https://spazio-tempo-luce-energia.it/hayabusa2-o-il-trionfo-dellautomazione-10-11-f7c50001d415

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Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

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