Scritto: Martedì, 07 Agosto 2018 18:02 Ultima modifica: Giovedì, 13 Settembre 2018 18:48

Ryugu da 850 metri di altezza


Ecco le immagini straordinarie riprese da Hayabusa-2 al momento del massimo avvicinamento all'asteroide, la notte scorsa.

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Immagine grandangolare (ONC-W1) a sinistra e, a destra, dettaglio ripreso con la ONC-T Immagine grandangolare (ONC-W1) a sinistra e, a destra, dettaglio ripreso con la ONC-T Image credit:JAXA, University Tokyo, Koichi University, Rikkyo University, Nagoya University, Chiba Institute of Technology, Meiji University, University of Aizu, AIST. - Processing: M. Di Lorenzo

 Hayabusa-2 ha completato con successo la manovra "Gravity-Measurement Operation" che permetterà una determinazione accurata della massa dell'asteroide e quindi della sua densità. In pratica, nelle prime ore di ieri la sonda ha abbandonato di nuovo la sua "home position" a 20 km da Ryugu, dandosi una spinta verso l'asteroide a una velocità di circa 30 cm/s; questa velocità è andata leggermente crescendo a causa della debole gravità di Ryugu. Intorno alle 13:30 (ora italiana), i motori sono stati riaccesi per annullare la velocità relativa e, di fatto, la sonda si è lasciata cadere verso Ryugu da circa 6000 metri di altezza. Questa caduta libera ha portato Hayabusa2 ad avvicinarsi a soli 851 metri dalla superficie (misura effettuata con il laser-altimetro), quota raggiunta intorno all' una e 10. Subito dopo, per evitare lo schianto, la sonda ha riacceso i motori impartendo una velocità di risalita di 0,2 m/s.

 Qui sotto il filmato relativo alla fase di caduta libera, si tratta in pratica della continuazione del precedente, stavolta con 22 frames ripresi tra le 16:23 di ieri e le 2:13 di stamane (Tempo Universale, a cui vanno aggiunte 2 ore per conoscere l'ora italiana legale):

20180806cs

Filmato "ritagliato" basato sulle ultime immagini ONC-W1, opportunamente allineate - Credit: JAXA - Processing: M. Di Lorenzo

 Come si vede, dopo un moto accelerato verso l'asteroide (primi 15 frames), intorno alle 23:30 UTC c'è stato un "rimbalzo" evidentemente dovuto alla riaccensione dei motori, necessaria per evitare lo schianto! L'immagine più ravvicinata, ripresa alle 23:23 UT (l'una e 23 ora italiana) mostra un evidente gradiente di luminosità sulla sinistra, dove l'asteroide tende ad essere decisamente più chiaro. Questo non è un difetto ma è una ben nota conseguenza della ripresa ad "angolo di fase nullo", cioè con illuminazione frontale: la polvere di regolite che copre Ryugu, infatti, tende a "riflettere" la luce nella stessa direzione da cui arriva, un pò come farebbe un catarinfrangente. Si tenga presente che queste sono immagini grandangolari (paragonabili a quella ripresa con una focale intorno ai 30mm con una macchina fotografica tradizionale), anche se nell'animazione ho tolto i 112 pixel più esterni (gli originali misurano 512x512 pixel).

 Poco prima di raggiungere la minima altezza, quando si trovava a circa 1000 metri, la sonda ha scattato alcune foto con la telecamera a maggior risoluzione, la ONC-T (camera telescopica per la navigazione ottica) riprendendo dettagli dell'ordine di 11 cm/pixel. L'immagine in apertura mostra la prima di queste riprese, insieme a un'immagine "di contesto" ripresa quasi nello stesso istante dalla telecamera grandangolare; questo serve a capire che la regione inquadrata è vicina all'equatore. Si vedono sassi di tutte le dimensioni, da poche decine di centimetri a svariati metri, e alcuni di essi sembrano mostrare anche delle fratture o un bordo acuminato; evidente la presenza diffusa di materiale molto fine che in parte ricopre i sassi (presumibilmente regolite, come sulla Luna e su altri corpi privi di atmosfera). Rispetto all'immagine originale, qui ho effettuato una serie di interventi per correggere la forte vignettatura che la rendeva più scura ai bordi e, naturalmente, ho amplificato al massimo i dettagli, anche a costo di veder apparire alcuni artefatti dovuti alla compressione e non reali.

1 km ONC T b

Image credit:JAXA, University Tokyo, Koichi University, Rikkyo University, Nagoya University, Chiba Institute of Technology, Meiji University, University of Aizu, AIST. - Processing: M. Di Lorenzo

 La seconda immagine riportata qui sopra mostra dettagli ancora più intriganti, con quelle che sembrano enormi concrezioni stratificate nella parte inferiore. I geologi avranno parecchio da fare per spiegare simili formazioni su un corpo che, in teoria, dovrebbe essere geologicamente inerte e indifferenziato... Le due regioni fotografate, come si inyuisce, sono praticamente adiacenti ma l'assenza di una minima sovrapposizione impedisce purtroppo di montarle insieme per realizzare un mosaico continuo.

 Di seguito, un grafico che mostra l'andamento pianificato dell'operazione (presentato durante la conferenza stampa del 19 luglio):

GMO plan

 Adesso Hayabusa-2 sta risalendo ma, ovviamente, il suo moto risulta rallentato ancora dalla gravità del vicino asteroide (alle 5:30 di stamattina era a 3 km da esso e saliva a 12 cm/s). In effetti, come si vede dal grafico, era stata pianificata una ulteriore spinta per incrementare la velocità e permettere alla sonda di raggiungere la "home position" entro domani; tuttavia, dato che in queste ore il Giappone rischia di essere investito da un violento tifone che potrebbe impedire le comunicazioni con la sonda e ostacolare le operazioni a Terra, nella tarda mattinata di oggi i piani sono stati rivisti e si è deciso di effettuare un rientro più lento, in modo da raggiungere la "home position" solo il 10 agosto. Questa modifica dei piani è stata ironicamente battezzata “Typhoon Avoidance Manoeuvre”!

 

Riferimenti:
http://www.hayabusa2.jaxa.jp/en/topics/20180807e/index.html
http://www.hayabusa2.jaxa.jp/en/enjoy/material/press/Hayabusa2_Press20180719_ver7_en.pdf

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Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

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