Scritto: Martedì, 02 Febbraio 2016 06:02 Ultima modifica: Mercoledì, 15 Agosto 2018 08:22

Hayabusa 2: successo per l'Optical Link Experiment


Durante la manovra a gravità assistita attorno alla Terra del 3 dicembre 2015, la sonda giapponese Hayabusa 2 ha eseguito con successo l'Optical Link Experiment. Lo ha dichiarato l'Agenzia Spaziale Giapponese JAXA in una breve press realease.

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Hayabusa 2: successo per l'Optical Link Experiment Credit: JAXA

Prima e dopo lo swing-by, l'altimetro laser LIDAR a bordo della sonda ha eseguito un test di comunicazione ottica.
LIDAR permetterà ad Hayabusa 2 di rilevare dati utili alla navigazione con una precisione di +/- 5 metri da un'altezza di 25 chilometri e +/- 1 metro da un'altitudine di 30 metri ma permetterà anche di produrre misure accurate dell'albedo superficiale e, in modalità "Dust-Count", rileverà l'intensità della luce diffusa causata dalla polvere in prossimità dell'asteroide.

Il 3 dicembre, la stazione di Mt. Stromlo al SERC (Space Environment Research Centre), in Australia, ha inviato un fascio laser ad Hayabusa 2 quando la sonda si trovava a 6.700.000 chilometri dalla Terra, ricevuto con successo da LIDAR (un esperimento simile, ma bidirezionale, era stato condotto dalla sonda della NASA LADEE mentre era in orbita attorno alla Luna).

Hayabusa 2 è diretta verso l'asteroide 1999 JU3Ryugu, e lo raggiungerà nel 2018.
Ryugu, il cui è nome legato ad un'antica storia giapponese, è un asteroide di tipo C. Ha un'orbita molto simile a quella di Itokawa, incontrato dall'omonima missione lanciata nel 2003, che occasionalmente lo porta vicino alla Terra, tanto da essere considerato un asteroide potenzialmente pericoloso (Near Earth Object - NEO). Misura circa 920 metri, ha una forma teorizzata piuttosto sferica, il suo periodo di rotazione è di circa 7,6 ore e l'albedo stimato è 0,06.

Hayabusa 2 sta viaggiando accompagnata da un piccolo rover di costruzione giapponese, MINERVA, e da un lander, MASCOT (Mobile Asteroid Surface Scout), realizzato dall'Agenzia Spaziale Tedesca (DLR), il cui compito sarà quello di esplorare il sito candidato per il prelievo dei campioni.

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Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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