Scritto: Domenica, 15 Agosto 2021 05:00 Ultima modifica: Domenica, 15 Agosto 2021 08:28

Cerere: altri indizi da Occator


C'è una crosta di acqua ghiacciata sotto al cratere Occator su Cerere. A confermarlo i dati acquisiti dal Gamma Ray and Neutron Detector (GRaND) a bordo della navicella della NASA Dawn che per tre anni ha visitato il pianeta nano.

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Cerere: altri indizi da Occator Crediti: NASA/JPL-CalTech/UCLA/MPS/DLR/IDA

Nell'articolo, pubblicato sul Geophysical Research Letters, guidato da Tom Prettyman, scienziato senior del Planetary Science Institute, il team ha ricavato una mappa dettagliata della concentrazione di idrogeno.

Lo spettrometro GRaND ha trovato elevate concentrazioni di idrogeno all'interno e intorno a Occator, un grande e giovane cratere di 92 chilometri di diametro, "dove il ghiaccio vicino alla superficie non è previsto", si legge nel documento. L'eccesso di idrogeno, secondo gli autori, può essere spiegato dalla presenza di acqua e ghiaccio d'acqua nel sottosuolo, esposta ed espulsa nel momento in cui è stato scavato il cratere stesso.

La concentrazione di idrogeno è stata determinata con lo strumento in base al flusso di dispersione di neutroni a bassa energia prodotti dall'interazione dei raggi cosmici galattici con la regolite di Cerere.
I risultati confermano che la crosta esterna di Cerere è ricca di ghiaccio e che il ghiaccio d'acqua può sopravvivere a profondità inferiori al metro all'interno dei bacini da impatto, anche su corpi ghiacciati senza atmosfera.

cerere idrogeno occatorDistribuzione dell'idrogeno nel sottosuolo nel sottosulo di Cerere. (a) Mappa equirettangolare dell'idrogeno equivalente in acqua; (b) Distribuzione dell'idrogeno in (a) è tracciata per i meridiani selezionati; (c) Dati a bassa quota che rivelano elevate concentrazioni di idrogeno dentro e intorno al cratere Occator.

"Pensiamo che il ghiaccio sia sopravvissuto nel sottosuolo poco profondo durante i circa 20 milioni di anni successivi alla formazione di Occator. Le somiglianze tra la distribuzione globale dell'idrogeno e il modello di distribuzione dei grandi crateri suggeriscono che i processi da impatto hanno portato il ghiaccio in superficie altrove su Cerere. il processo è accompagnato dalla perdita di ghiaccio per sublimazione causata dal riscaldamento della superficie da parte della luce solare", ha detto Prettyman.

"L'impatto che ha formato Occator avrebbe scavato materiali crostali fino a 10 chilometri di profondità. Quindi, i dati osservati nella concentrazione di idrogeno all'interno del cratere e della coltre di materiale espulso supportano la nostra interpretazione che la crosta sia ricca di ghiaccio. I risultati rafforzano l'idea emergente che Cerere sia un corpo differenziato in cui il ghiaccio si è separato dalla roccia per formare un guscio esterno ghiacciato e un oceano subcrostale", ha detto Prettyman.

"Corpi più piccoli e ricchi di acqua, compresi i corpi genitori dei meteoriti condriti carboniosi, potrebbero non aver subito differenziazione. Quindi, i risultati potrebbero avere implicazioni per l'evoluzione dei corpi ghiacciati, piccoli e grandi", ha detto Prettyman. "Più in generale, come mondo oceanico, Cerere potrebbe essere abitabile ed è quindi un obiettivo attraente per le missioni future".

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Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore e l'image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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