Scritto: Mercoledì, 26 Aprile 2017 09:49 Ultima modifica: Giovedì, 27 Aprile 2017 06:51

Cerere modellata dal ghiaccio


Uno studio rivela il ruolo importante del ghiaccio sub-superficiale nel modellare l'aspetto del pianeta nano. Intanto, dopo gli ultimi aggiustamenti, Dawn ha finalmente raggiunto la sua orbita finale XMO4.

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Cerere modellata dal ghiaccio Image credit: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA

Uno studio appena pubblicato sulla rivista Nature Geoscience mette in relazione le numerose frane fotografate su Cerere con la presenza abbondante di acqua sotto la superficie..

"Le immagini di Dawn mostrano frequenti smottamenti, molti dei quali simili a quelli sulla Terra, che rafforzano l'idea che una gran quantità di ghiaccio d'acqua sia coinvolta in questi processi", racconta Britney Schmidt, che ha diretto lo studio.

I ricercatori hanno classificato questi flussi di detriti in tre tipologie distinte, esemplificate nella figura d'apertura.

A sinistra, c'è un esempio di flusso relativamente grande e rotondo, con un gradone alle estremità. Questa tipologia somiglia a un ghiacciaio roccioso o una frana di ghiaccio sulla Terra e si incontra principalmente alle alte latitudini, dove si ritiene esserci la maggiore quantità di ghiaccio vicino superficie di Cerere.
Al centro, un esempio di flusso del secondo tipo, generalmente più sottile e lungo rispetto al tipo I; sono il tipo di frana più comune su Cerere, simili alle valanghe terrestri.
Infine, a destra, il terzo tipo osservato nel cratere Datan. Gli autori dello studio attribuiscono questo tipo di frane a ghiaccio fuso, anche se gli scienziati non sanno se effettivamente contengono acqua liquida. Gli autori ritengono siano correlate con crateri di impatto e assomigliano al materiale fluido espulso dai crateri nelle regioni ghiacciate di Marte e Ganimede.

 In base alla forma e alla distribuzione delle frane su Cerere, gli autori dello studio stimano che il ghiaccio entro poche decine di metri di profondità possa variare dal 10 al 50 per cento in volume. "Questo tipo di flussi non sono visibili su corpi come Vesta, che Dawn studiato dal 2011 al 2012, perché la regolite è priva di acqua" ha detto Carol Raymond, vice-ricercatore principale la missione Dawn a Pasadena, California.

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Immagine di navigazione che mostra l'emisfero sud di Cerere, ripreso il 17 Aprile da 45000 km di distanza - Image credit: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA


 Nel frattempo, la sonda DAWN ha completato il drastico cambiamento di orbita iniziato lo scorso 22 Febraio. Nell'ultimo aggiornamento avevo riferito sull'inizio della terza e più critica manovra per ruotare il piano dell'orbita di quasi 90°, dopo che le precedenti manovre avevano innalzato la quota. Il 13 Aprile, questo terzo "burning" si è concluso e il team di navigazione, dopo aver analizzato la nuova orbita tramite i segnali inviati a Terra dalla sonda, ha stabilito che erano necessari altre due accensioni il 22 e il 23-24 Aprile; la prima spinta è durata circa 5 ore e la seconda poco più di 4, lasciando praticamente vuoto il serbatoio di Xeno. Adesso Dawn è in corsa per raggiungere il suo obiettivo di riprendere il cratere Occator illuminato frontalmente (in "opposizione") il giorno 29.

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Andamento della quota e dell'energia potenziale di Dawn, aggiornato al 21 Aprile - Credit: "Mission Status" di M. Rayman sul sito Dawn - Processing M.Di Lorenzo (DILO)

 

Riferimenti:
- https://www.jpl.nasa.gov/news/news.php?feature=6820
-
https://dawn.jpl.nasa.gov/mission/status.html

Altre informazioni su questo articolo

Read 1381 times Ultima modifica Giovedì, 27 Aprile 2017 06:51
Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

https://www.facebook.com/marco.lorenzo.58 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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