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Immagine ripresa il 28 Marzo da una distanza di 48000 km. Si noti il cratere Occator in alto, vicino al terminatore.
Immagine ripresa il 28 Marzo da una distanza di 48000 km. Si noti il cratere Occator in alto, vicino al terminatore. Image credit: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA

La sonda Dawn è ormai nella fase conclusiva del suo ultimo cambiamento d'orbita. Nel frattempo, un nuovo studio getta luce sull'origine della tenue atmosfera di Cerere, collegandola all'attività solare.

 Lo scorso 4 Aprile, Dawn ha nuovamente acceso i suoi motori a ioni per effettuare la terza delle quattro manovre che la porteranno nell'orbita finale, denominata XMO-4 e di cui ho ampiamente parlato in un precedente articolo. Questa accensione durerà 8.5 giorni e sarà la più lunga, consentendo di ruotare il piano orbitale di quasi 90°. Questo tipo di manovra è molto più efficace e meno dispendiosa se la sonda si trova lontano da Cerere e si muove lentamente, in un campo gravitazionale più debole; in effetti, graze alle due accensioni precedenti, Dawn è finita a una distanza di ben 53000 km dal pianeta nano (contro gli 8400 km di 45 giorni fa) muovendosi a soli 71 km/h rispetto ad esso. La quarta accensione, nella seconda metà di Aprile, servirà solo ad "aggiustare" questa orbita.

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Andamento dell'altezza e dell'energia potenziale per unità di massa della sonda Dawn negli ultimi 5 mesi. - Dati tratti da dawn.jpl.nasa.gov - Processing: M. Di Lorenzo (DILO)

 Nel suo ultimo Dawn Journal, il capo missione Marc Rayman spiega che, se tutto andrà secondo i piani, il prossimo 29 Aprile Dawn si ritroverà a fotografare la celebre "Cerealia Facula" all'interno di Occator, illuminata frontalmente dal Sole (situazione che gli astronomi chiamano "opposizione"). Certamente le immagini riprese da 20000 km di distanza non avranno la stessa risoluzione raggiunta nel 2016, quando la sonda era 50 volte più vicina alla superficie; tuttavia, forniranno importanti infomazioni su come la luce viene riflessa dalla macchia al variare dell'angolo di illuminazione, cosa direttamente legata alla composizione e alla granulosità del materiale (per i dettagli sull'argomento, fare riferimento al suddetto Journal).

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Il cratere Occator fotografato il 18/10/2016 da una altezza di 1480 km (orbita LAMO). Image credit: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA


 Una scoperta importante, arrivata nei giorni scorsi, riguarda la tenue atmosfera di Cerere, ricca di molecole d'acqua ma la cui presenza era sempre risultata evanescente. In effetti, prima dell'arrivo di Dawn, le osservazioni fatte da diversi osservatori orbitanti (IUE, Hubble e Herschel) avevano fornito risultati contradditori sull'esistenza di questa "esosfera" di vapore acqueo, positivi in certi momenti e negativi in altri. Dawn ha poi rivelato abbondante presenza di idrogeno, presumibilmente dovuto a ghiaccio d'acqua presente in prossimità della superficie, specialmente ad elevate latitudini, come mostrato nella seguente immagine.

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Distribuzione dell'acqua vicino alla superficie in base alle misure Dawn (blu indica una concentrazione maggiore). Image credit: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA/PSI

 Adesso uno studio apparso su Astrophysical Journal Letters suggerisce che questa atmosfera temporanea e sfuggente possa essere collegata con l'attività del Sole. In particolare, appare esserci una correlazione tra la componente di vapor acqueo e di ossidrile (OH) nell'esosfera di Cerere e la presenza di protoni energetici nel vento solare, dovuti a eruzioni solari. In effetti, i protoni con energie comprese tra qualche decina of keV e oltre 100 MeV sono capaci di fare un'azione di "sputtering" delle molecole d'acqua vicine alla superficie, strappandole e facendole confluire nell'esosfera in modo più efficace di quanto saprebbe fare il fenomeno di sublimazione del ghiaccio.

"Pensiamo che l'apparire dell'atmosfera transiente di Cerere sia il prodotto dell'attività solare" ha detto Michaela Villarreal, primo firmatario dell'articolo. "I nostri risultati hanno implicazioni anche per altri corpi del sistema solare ricchi di acqua e privi di atmosfera, incluse le regioni polari della Luna e alcuni asteroidi, dove potrebbe succedere la stessa cosa" ha detto Chris Russell del team Dawn.

 

Riferimenti:
- https://www.jpl.nasa.gov/news/news.php?feature=6802
-
http://dawn.jpl.nasa.gov/mission/journal_03_30_17.html

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Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

Sito web: https://www.facebook.com/marco.lorenzo.58
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