Scritto: Giovedì, 09 Marzo 2017 05:28 Ultima modifica: Giovedì, 09 Marzo 2017 07:44

Quanti anni ha il Bright Spot di Cerere?


L'area luminosa al centro del grande cratere Occator sul pianeta nano Cerere ha solo 4 milioni di anni, secondo uno studio appena pubblicato sull'Astronomical Journal.
I ricercatori, guidati da Andreas Nathues del Max Planck Institute for Solar System Research (MPS) in Germania, sono giunti a questa conclusione analizzando i dati rilevati dalla Framing Camera (FC) e dallo spettrometro a bordo della sonda della NASA Dawn.

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Cerealia Facula al centro del cratere Occator sul pianeta nano Cerere. Intorno, altre aree luminose chiamate Vinalia Faculae. Cerealia Facula al centro del cratere Occator sul pianeta nano Cerere. Intorno, altre aree luminose chiamate Vinalia Faculae. Crediti: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA/PSI/LPI

"Il centro brillante del cratere, così come la distribuzione e la natura del materiale luminoso, suggerisce che Occator è stato teatro di esplosioni eruttive di salamoie dal sottosuolo per un lungo periodo, fino a poco tempo fa. Cerere è così il corpo più vicino al Sole che mostra attività criogenica", si legge nel comunicato.

Dawn ha orbitato attorno al pianeta nano, nella fascia principale degli asteroidi tra Marte e Giove, per quasi due anni passando svariati mesi (da settembre 2015 a dicembre 2016) nella cosiddetta Low Altitude Mapping Orbit (LAMO), una bassa orbita che ha portato la sonda a soli 375 chilometri dalla superficie. Da tale distanza, gli strumenti di imaging hanno prodotto foto incredibilmente dettagliate con una risoluzione di 35 metri per pixel.

Il cratere Occator si trova nell'emisfero settentrionale di Cerere e misura 92 chilometri di diametro.
Mentre il bordo è caratterizzato da ripidi pendii ed altezze fino a 750 metri, al centro è presente un pozzo centrale di 11 chilometri che all'interno ospita la famosa cupola brillante. Denominata Cerealia Facula, è larga 3 chilometri ed alta fino a 400 metri con evidenti segni di fratture.
"Questa cupola contiene il materiale più brillante di Cerere", ha dichiarato Thomas Platz, scienziato MPS. I dati dello spettrometro hanno rilevato che è formata da un mix di sali, con un'alta concentrazione di carbonati (prevalentemente carbonato di sodio e bicarbonato di sodio).
L'area centrale è costellata da altri punti luminosi più tenui, chiamati Vinalia Faculae, che devono avere una composizione analoga ma distribuita in uno strato più sottile.

Nathues ed il suo team interpretano il pozzo centrale come il residuo di un picco roccioso che deve essersi formato a seguito dell'impatto che ha creato il cratere circa 34 milioni di anni fa. Il materiale luminoso di riempimento, invece, avrebbe solo 4 milioni di anni. I ricercatori sono giunti a questa conclusione con la "conta dei crateri", un metodo basato sul semplice assunto che una superficie più craterizzata è stata bombardata da più meteoriti e quindi è presumibilmente più antica.
"L'età e l'aspetto del materiale che circonda la cupola luminosa indicano che Cerealia Facula si è formata a seguito di un processo eruttivo ricorrente, che ha anche scagliato il materiale nelle regioni più esterne della fossa centrale", ha dichiarato Nathues.
"Un singolo evento eruttivo è piuttosto improbabile" ha aggiunto. "La teoria trova sostegno nel sistema di Giove dove le lune Callisto e Ganimede mostrano cupole simili, interpretate dai ricercatori come depositi vulcanici". Gli scienziati MPS suppongono che su Cerere deve aver operato un meccanismo simile. Dopo l'impatto, la salamoia salata, che potrebbe trovarsi sotto la crosta in uno strato continuo o in patch isolate, si sarebbe avvicinata alla superficie (i sali sarebbero ciò che resta di un oceano sotterraneo o di pozze d'acqua localizzate). La bassa pressione dell'acqua avrebbe quindi consentito ai gas disciolti, come metano e biossido di carbonio, di sfuggire creando dei camini attraverso i quali anche la salamoia avrebbe raggiunto l'esterno, depositandosi e formando gradualmente la cupola, con l'ultima eruzione avvenuta 4 milioni di anni fa. Naturalmente, questo non significa che l'attività criogenica sia completamente cessata su Cerere perché potrebbe essere ancora attiva ma con livelli molto più bassi. D'altra parte, le osservazioni di Dawn e di altri telescopi hanno identificato una strana nebbiolina vicino alla superficie del pianeta nano e significative variazioni di luminosità guidate dal ciclo notturno e diurno che potrebbero indicare un qualche processo di sublimazione.

Dawn si sta ora dirigendo verso l'orbita finale (XMO-4) a 20.000 chilometri dalla superficie di Cerere.
Con il Sole alle spalle ed il pianeta nano in opposizione, la sonda avrà la possibilità di studiare la riflettività dei depositi da una nuova geometria. La prima osservazione di Occator illuminato frontalmente è attesa per il 29 aprile.

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Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing.
Dedico il tempo libero alla mia dolcissima bimba Sofia Vega, a questo sito (creato nel 2012 in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte) ed al processing delle immagini raw scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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