Scritto: Venerdì, 16 Dicembre 2016 12:31 Ultima modifica: Sabato, 17 Dicembre 2016 09:05

#AGU16 Cerere è ricca di ghiaccio d'acqua


Anche se a prima vista sembra un mondo piuttosto grigio, i dati mostrano che la superficie di Cerere è ricca di idrogeno con concentrazioni più elevate alle medio-alte latitudini, coerentemente con grandi distese di ghiaccio d'acqua. Gli scienziati hanno presentato i risultati all'American Geophysical Union.

Rate this item
(0 votes)

"Il ghiccio d'acqua non è localizzato solo in alcuni crateri. E' in tutto il pianeta nano, più vicino alla superficie per latitudini elevate", ha commentato Thomas Prettyman, ricercatore principale del Gamma Ray and Neutron Detector (GRaND), lo strumento a bordo della sonda della NASA Dawn che misura il numero e l'energia dei raggi gamma e dei neutroni provenienti dal pianeta nano.
I neutroni vengono prodotti quando i raggi cosmici interagiscono con la superficie di Cerere: alcuni vengono assorbiti mentre altri sfuggono. Questi vengono rallentati o diminuiscono in presenza di idrogeno il quale, a sua volta, su Cerere viene associato all'acqua ghiacciata. I ricercatori sospettano si tratti di uno strato di materiali rocciosi porosi in cui il ghiaccio riempie i vuoti.
"Questi risultati confermano le previsioni fatte quasi tre decenni fa e cioè che il ghiaccio può sopravvivere per miliardi di anni appena sotto la superficie di Cerere", ha detto Prettyman nel report. "E rafforza l'idea che il ghiaccio è presente anche sotto la superficie di altri asteroidi della fascia principale", ha aggiunto.

Concentrazioni di ferro, idrogeno, potassio e carbonio forniscono ulteriori prove che il rivestimento del pianeta nano è stato alterato dall'acqua liquida proveniente dal suo interno.
Gli scienziati teorizzano che il decadimento degli elementi radioattivi nel nucleo produca abbastanza calore da guidare il processo di alterazione.

Un altro studio condotto, da Thomas Platz del Max Planck Institute for Solar System Research in Germania, si focalizza sui crateri costantemente in ombra nell'emisfero settentrionale di Cerere.
Gli scienziati ne hanno esaminati a centinaia. Vengono chiamati "cold traps" (trappole fredde) e si trovano a circa -160 gradi Celsius. Sono così freddi da riuscire a trattenere il ghiaccio per un miliardo di anni. Dieci tra i bacini da impatto presi in esami presentano materiale luminoso esposto ed in uno di questi lo spettrometro ad infrarossi di Dawn ha confermato la presenza di ghiaccio. Ciò suggerisce che il ghiaccio d'acqua può sopravvivere nei crateri scuri e freddi di Cerere, proprio come accade sulla Luna ed addirittura su Mercurio.
"Siamo interessati a scoprire da dove è arrivato questo ghiaccio e come è riuscito a durare così a lungo", ha detto il co-autore Norbert Schorghofer dell'Università delle Hawaii. "Potrebbe provenire dalla crosta di Cerere ricca di ghiaccio d'acqua, o potrebbe essere stato consegnato dallo spazio".

Cerere - cold trap

 Un filmato ripreso da DAWN che ritrae un cratere il cui fondo risulta perennemente in ombra. Simili strutture sono considerate "trappole fredde" che possono preservare ghiaccio d'acqua a lungo.
Crediti: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA

Indipendentemente dalla sua origine, le molecole di acqua su Cerere hanno la possibilità di saltellare dalle regioni più calde ai poli: queste potrebbero ricadere ed accumularsi nelle "cold traps". Una prova di questo meccanismo potrebbe essere la tenue atmosfera di vapore acqueo rilevata dal telescopio Herschel tra il 2012 ed il 2013.

I famosi "Bright Spots" all'interno del cratere Occator, invece, non sarebbero ghiaccio d'acqua ma piuttosto un mix altamente riflettente a base di sale.
Qui sotto un incredibile video realizzato dal Centro Aerospaziale Tedesco (DLR)

A luglio, la sonda della NASA Dawn ha iniziato la sua missione estesa ed è attualmente in un'orbita ellittica attorno al pianeta nano che la porta, nel punto più basso, a 7.200 chilometri dalla superficie.

Altre informazioni su questo articolo

Letto: 1521 volta/e Ultima modifica Sabato, 17 Dicembre 2016 09:05
Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

https://twitter.com/EliBonora | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Lascia un commento

I campi con l'asterisco (*) sono obbligatori. Il codice HTML non è abilitato.

Seguici!

Newsletter

Abilita il javascript per inviare questo modulo

Immagine del giorno

NEO news

NEO News

Ultimo aggiornamento: 20 gennaio 2021. Notizie e aggiornamenti sugli asteroidi che passano vicini a noi...

StatisticaMENTE

COVID-19 update

COVID-19 update

Periodico aggiornamento sulla curva di contagio in...

ISS height

ISS height

Aggiornamento del 20 Gennaio [Last ...

HST orbit

HST orbit

Aggiornamento del 20 gennaio [Last updat...

Insight statistics

Insight statistics

[aggiornato al 19/1/21 - Sol 762] - Mete...

Mars Attacks!

Mars Attacks!

 Dove si trovano le tre sonde lanciate a Lugl...

Curiosity odometry

Curiosity odometry

Aggiornato il 10 gennaio [updated on Jan,10]...

[LIBRO] Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno

Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno di Elisabetta BonoraLa pubblicazione ripercorre le gesta della missione interplanetaria NASA / ESA / ASI Cassini–Huygens, che esplorò Saturno e le sue lune dal 2004 al 2017. Le principali fasi del progetto, del lungo viaggio durato sette anni e della missione ultradecennale sono raccontate con semplicità e passione allo scopo di divulgare e ricordare una delle imprese spaziali robotiche più affascinanti ideate dall’uomo. Le meravigliose foto scattate dalla sonda nel sistema di Saturno, elaborate e processate dall’autrice, sono parte centrale della narrazione. Immagini uniche che hanno reso popolare e familiare un angolo remoto del nostro Sistema Solare. 244 pagine.

Acquista