Scritto: Venerdì, 11 Marzo 2016 23:33 Ultima modifica: Sabato, 12 Marzo 2016 14:59

Un anno intorno a Cerere


Pochi giorni fa, la sonda Dawn ha celebrato l'anniversario della sua cattura gravitazionale da parte di Cerere; ormai sono 3 mesi che ha raggiunto l'orbita più bassa e da lì continua ad inviare spettacolari immagini...

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Geometria della congiunzione di Cerere avvenuta la settimana scorsa.
Geometria della congiunzione di Cerere avvenuta la settimana scorsa.
Credit: NASA/JPL-Caltech

 Come molti ricorderanno, il 6 Marzo 2015, alle 13.39 ora italiana la velocità della sonda Dawn, grazie alla lieve spinta dei motori a ioni, divenne inferiore alla velocità di fuga da Cerere (poco più di 45 m/s a una distanza di circa 62000 km), diventando il primo satellite artificiale attorno ad un pianeta nano.

 Quasi esattamente un anno dopo, lo scorso 4 marzo, Cerere ha raggiunto la congiunzione, in posizione opposta alla Terra rispetto al Sole; Dawn è giunta a 591 milioni di km da noi è non sarà mai così lontana in futuro (la prossima congiunzione ci sarà nel 2025, quando la missione sarà finita da un pezzo); l'allineamento è mostrato dalla grafica in apertura, dove è possibile apprezzare anche la traiettoria completa percorsa dalla sonda in oltre 9 anni. Durante questa incredibile traversata, i motori a ioni della sonda hanno funzionato con successo per 2018 giorni (almeno fino all'8 Gennaio), trasferendo alla sonda un cambiamento di velocità cumulativo pari a 11 km/s (39600 kilometri orari), confrontabile con la velocità di fuga da terra e quindi con la spinta inizialmente impartita dal vettore Delta-2 per portarla da Terra nello spazio!

 Come spiegato dall'ingegnere capo e direttore della missione M.Rayman, alla fine di Febbraio Dawn aveva già inanellato circa 370 orbite da quando, il 7 dicembre scorso, aveva raggiunto la quota LAMO. In questo modo ha fotografato il 99.6% dell'intera superficie con una risoluzione di 35 m/pixel.

 La durata futura della missione dipende essenzialmente dal buon funzionamento delle "reaction weel" (i volani per il controllo dell'assetto) e dalle di idrazina che viene utilizzata dai retrorazzi per far fronte al malfunzionamento delle altre due reaction weel (l'ultima si è fermata quando Dawn era ancora in orbita attorno a Vesta, 3.5 anni fa). Questa modalità di controllo "ibrido" della sonda si è rivelata particolarmente efficace e dovrebbe garantire l'operatività di Dawn almeno fino alla fine di Giugno (data prevista per il completamento della missione primaria). Ammesso che non insorgano nuovi problemi e che le due reaction weel continuino a funzionare, al ritmo attuale la missione potrebbe proseguire fino all'inizio del prossimo anno, quando l'idrazina sarà completamente esaurita; una eventuale estensione dipende ovviamente anche dalla decisione che prenderà la NASA sull'effettivo finanziamento, considerando le numerose altre missioni in corso, tutte importanti... Sarebbe bello poter riaccendere i motori a ioni e poter dedicare gli ultimi mesi dell'esplorazione a una ripresa ancor più ravvicinata della superficie di Cerere, magari dimezzando l'altezza attuale, ma questa manovra non è prevista dalla NASA anche perchè si teme che, se abbandonata su un'orbita così bassa, la sonda possa presto precipitare su Cerere contaminandone la superficie e compromettendo i risultati di future esplorazioni.

  Perciò dobbiamo probabilmente accontantarci dei 35 m/pixel che ci regala l'orbita LAMO, a 385 km di altezza. Di seguito, unaselezione delle più belle immagini inviate ultimamente dalla sonda, sempre in attesa (spasmodica) della vista dettagliata di Occator e del suo "bright spot".

 Cominciamo la carrellata con questa suggestiva porzione di terreno nella regione polare settentrionale; l'illuminazione radente conferisce ulteriore drammaticità al terreno fortemente craterizzato.

PIA20395

PIA20395.jpg - Image credit: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA

L'immagine sottostante, di cui avevamo già pubblicato la versione 3D "a volo d'uccello", è estratta da un mosaico che riprende la regione attorno alla celebre montagna Ahuna, con un diametro di circa 20 km e la cui altezza è stata recentemente corretta scendendo a 4 km rispetto alla pianura circostante. La genesi di questo rilievo, così isolato e diverso dal terreno circostante, rimane oggetto di speculazioni.

PIA20348a

Porzione di PIA20348.jpg - il Nord è a sinistra - Image credit: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA - processing: M. Di Lorenzo (DILO)

 L'immagine sottostante si riferisce invece alla zona a Nord-Est del grande cratere Yalode (il cui bordo con fratture è visibile in bassa a sinistra) e mostra una affascinante "bright spot" diffuso, apparentemente non legato a un evento di impatto come in genere avviene.

PIA20398a

PIA20398 - Image credit: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA

Letto: 4690 volta/e Ultima modifica Sabato, 12 Marzo 2016 14:59

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Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

https://www.facebook.com/marco.lorenzo.58 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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