Scritto: Martedì, 01 Dicembre 2015 17:56 Ultima modifica: Mercoledì, 02 Dicembre 2015 05:27

Dawn is going down (ci siamo quasi!)


Mancano pochi giorni all'arrivo di Dawn nella sua quarta e ultima orbita di mappatura intorno a Cerere. Da lì, la sonda godrà una vista 4 volte più dettagliata della superficie del pianeta nano.

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La spirale che sta portando Dawn dall'orbita HAMO all'orbita LAMO (evidenziate in verde) La spirale che sta portando Dawn dall'orbita HAMO all'orbita LAMO (evidenziate in verde) Image credit: NASA/JPL-Caltech

 Ci siamo: la manovra iniziata lo scorso 23 Ottobre, quando Dawn aveva abbandonato l'orbita High Altitude Mapping (HAMO) nella quale aveva passato 2 mesi scattando emozionanti immagini, si concluderà all'inizio della prossima settimana, quando i motori a ioni si spegneranno definitivamente; allora, la sonda si troverà nella Low Altitude Mapping Orbit (LAMO) a soli 385 km di altezza media sopra la superficie di Cerere, orbitandogli intorno con una velocità di 272 m/s (circa 980 km/h) e un periodo di poco inferiore alle 5.5 ore. Dato che questa quota è più bassa della precedente del 74%, i dettagli fotografati saranno quasi 4 volte più fini (per la precisione, 36 metri/pixel); inoltre, da questa quota, sarà finalmente possibile ottenere informazioni significative sulla composizione superficiale e profonda del pianeta nano, grazie ai rivelatori di neutroni e raggi gamma e grazie alle perturbazioni orbitali sulla sonda.

Dawn1201g

 Andamento di altezza e velocità durante la discesa di Dawn (tratto dal Mission Log)

 Come ha spiegato nel suo ultimo "Dawn Journal" Marc Rayman (capo ingegnere e direttore della missione), rispetto ai piani fatti nei mesi scorsi l'orbita LAMO verrà raggiunta prima e con un numero minore di orbite, grazie agli sforzi di ottimizzazione del team a terra (118 orbite invece di 160 e 40 giorni invece di 60). Inoltre, la quota finale sarà leggermente più alta del previsto (385 km invece di 375) e questo affinamento deriva dal fatto che adesso conosciamo meglio sia la gravità che la topografia di Cerere.  Raggiunta la quota stabilita intorno a Lunedi prossimo (come si arguisce anche dal grafico qui sopra), probabilmente saranno necessarie ulteriori piccole manovre correttive (TCM) nei giorni successivi (12-14 Dicembre); la sonda si muoverà su una traiettoria polare, andando da Nord a Sud sull'emisfero illuminato di Cerere e in senso contrario sul lato in ombra.

 Dawn potrebbe riprendere alcune immagini "test" e trasmetterle a Terra già il giorno 11. Il giorno 15 (o prima se la TCM non sarà necessaria), si prevede di riattivare i "reaction weel" che controlleranno l'orientamento della sonda e che non vengono adoperati da quando Dawn ha abbandonato Vesta. A causa dei noti malfunzionamenti di queste ruote/volani controllati elettricamente, gli ingegneri hanno escogitato una modalità operativa "ibrida" in cui useranno anche i piccoli razzi di manovra alimentati da idrazina. Questo è necessario perchè, stando su un'orbita così bassa, la sonda deve essere ri-orientata spesso per effettuare le osservazioni e deve anche far fronte al momento non più trascurabile introdotto dalla forza gravitazionale di Cerere sui lunghi pannelli solari. Naturalmente, una volta che i giroscopi saranno completamente fuori uso e l'idrazina nei serbatoi sarà esaurita, il destino della sonda sarà segnato!

Di seguito una collezione di splendide immagini, la maggior parte delle quali pubblicate negli ultimi giorni nella galleria Dawn e scattate il 14 Ottobre, nella fase finale di HAMO orbit, con una angolazione diversa da quella usuale (nadir).

PIA20129

Image credit: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA - Processing: M. Di Lorenzo (DILO)

 Qui sopra, il giovane cratere Haulan (nome di una divinità hawaiiana) con un diametro di 31 km, una sorta di catena montuosa centrale e un gran numero di "bright spots" ovvero depositi di materiale chiaro su una porzione del bordo interno. Qui sotto, invece, un complesso di crateri con età diverse, la cui sequenza di formazione è facilmente deducibile dal fatto che quelli più recenti coprono parzialmente quelli precedenti; il cratere più grande è Geshtin (77 kilometri, dal nome di una divinità sumera).

PIA20000 11

PIA20000 - Image credit: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA - Processing: M. Di Lorenzo (DILO)

Qui sotto riportiamo una nuova immagine della regione vicina al polo sud, nei pressi del grande cratere Urvara le cui propaggini si vedono in alto a sinistra; rispetto al mosaico pubblicato in precedenza, qui l'illuminazione è meno radente e si vedono più dettagli nei crateri.

PIA20128

PIA 20128 - Image credit: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA 

E concludiamo con l'ultima immagine HAMO, pubblicata poche ore fa, con l'ormai familiare monte Ahuna di forma tronco-conica e alto 6 km:

Cono

PIA 20130 - Image credit: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA - Processing: M. Di Lorenzo (DILO)

 

Fonti:
- http://dawnblog.jpl.nasa.gov/2015/11/30/dawn-journal-november-30/
-
http://dawn.jpl.nasa.gov/multimedia/images/

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Read 1596 times Ultima modifica Mercoledì, 02 Dicembre 2015 05:27
Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

https://www.facebook.com/marco.lorenzo.58 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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