Scritto: Mercoledì, 20 Maggio 2015 21:34 Ultima modifica: Giovedì, 21 Maggio 2015 05:21

La doppia macchia brillante da vicino!


Pubblicata una nuova spettacolare ripresa di Cerere e della sua caratteristica più enigmatica.

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dettaglio dell'immagine sottostante (processata per attenuare gli artefatti jpeg ed evidenziare le strutture più luminose) dettaglio dell'immagine sottostante (processata per attenuare gli artefatti jpeg ed evidenziare le strutture più luminose) credits: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA - Processing: M. Di Lorenzo (DILO)

 Come si può vedere nel nostro Mission Log aggiornato in tempo reale, la sonda Dawn sta effettuando una complessa manovra di avvicinamento al pianeta nano muovendosi a spirare dall'orbita iniziale RC3 alla futura orbita "Survey", 3 volte più bassa, che verrà raggiunta nel giro di una quindicina di giorni.

 Nella notte tra Sabato e Domenica, tuttavia, la sonda ha effettuato una breve pausa nella spinta dei motori (la cosiddetta OpNav8) e ne ha approfittato per scattare una immagine dell'emisfero settentrionale da una distanza di 7200 km, dunque con una risoluzione di 0.72 km/pixel (quasi un fattore 2 di miglioramento rispetto a quelle finora scattate da RC3); si noti che adesso Cerere non entra più completamente nel campo inquadrato dalla Framing Camera di bordo (l'orbita precedente era stata scelta proprio per evitare questo problema). Anche se la qualità dell'immagine non è perfetta a causa della compressione jpeg (nonostante il formato di pubblicazione sia il TIFF), è possibile distinguere nuovi dettagli della enigmatica doppia macchia bianca (o bright spot 5) di cui abbiamo già parlato spesso.

PIA19559 modest

Immagine ripresa il 16/17 Maggio da 7200 km di altezza - NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA

 Adesso si intravede una sorta di struttura a raggiera intorno alla macchia principale (a sinistra) mentre la macchia oblunga secondaria risulta in realtà doppia; inoltre, tutto intorno, ci sono almeno 6 altre piccole macchie quasi puntiformi a questa risoluzione (prima se ne erano viste chiaramente la metà). Nell'immmagine elaborata e ingrandita che proponiamo in apertura si intravedono anche quelli che sembrano dei piccoli rilievi intorno alla macchia principale, forse una piattaforma leggermente sopraelevata e illuminata dal riverbero luminoso della macchia con elevato albedo. Guardando invece l'immagine globale qui sopra, si può notare un curioso allineamento tra le strutture "di faglia" che corrono quasi orizzontalmente da destra e attraversano in pieno il cratere contenente le macchie; in effetti, la summenzionata struttura "a raggiera" della macchia principale tende ad essere allineata con la direzione di questa faglia e anche con l'asse maggiore della macchia secondaria... questo potrebbe far pensare a una genesi comune, anche se è ancora presto per azzardare ipotesi. Qui sotto c'è una versione ancora più spinta e "solarizzata" per evidenziare sia i dettagli più scuri che quelli più luminosi (questi ultimi in negativo):

machi

Credits: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA - Processing: M. Di Lorenzo (DILO)

 Pochi giorni fa era stata pubblicata anche un'altra suggestiva vista "in controluce" con la falce di Cerere butterata di crateri e che ricorda vagamente un formaggio groviera....

PIA19550 modest

Immagine ripresa il 30 Aprile da 13500 km di altezza - NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA

Riferimenti:
- http://photojournal.jpl.nasa.gov/catalog/PIA19559
- http://photojournal.jpl.nasa.gov/catalog/PIA19550

Read 2480 times Ultima modifica Giovedì, 21 Maggio 2015 05:21
Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

https://www.facebook.com/marco.lorenzo.58 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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3 commenti

  • Comment Link Marco Di Lorenzo (DILO) Giovedì, 21 Maggio 2015 14:50 posted by Marco Di Lorenzo (DILO)

    Giuste osservazioni, Giuseppe. Purtroppo fare un confronto tra la luminosità dei pixel non è molto utile, sia perchè le macchie sono probabilmente sovraesposte (almeno quella principale), sia perchè non conosciamo la curva di traferimento (o gamma correction) utilizzata per rappresentare l'immagine a 8 bit mentre l'originale dovrebbe averne 14 (http://sbn.psi.edu/archive/dawn/fc/DWNVFC2_1A/CATALOG/fc2_instrument.cat)

  • Comment Link Giuseppe Giovedì, 21 Maggio 2015 10:59 posted by Giuseppe

    ciao Marco, quindi la macchia luminosa principale dovrebbe avere un diametro intorno agli 8/10 km, non proprio un sassolino quindi! E Ceres è pieno di altre zone molto brillanti con configurazioni diverse, affascinanti ipotesi tra ghiaccio (può essere stabile in superficie?) e sale, vederemo. Una domanda circa il grado di luminosità di tali macchie. Le immagini che vediamo sono a scala di grigio a 8bit classiche (con TIFF compressi jpg, [orribili] problemi di larghezza di banda?) quindi abbiamo 256 livelli di grigio. un pixel nella zona luminosa è chiaramente sovraesposto (255) la superficie del cratere circa 100/105 (immagine dell'articolo) sembrerebbe quindi che il rapporto di luminosità tra zona brillante e superficie sia 2,5:1, ovviamente non è così.. 8bit sono pochi per valutare, o esistono immagini con maggiore range disponibili? (HDR) Ho la sensazione che spesso ci sia un effetto "glow" intorno a tali macchie, come se la loro luminosità effettiva fosse molto alta e sembrerebbe non decadere molto a secondo della posizione del sole. In sintesi: come fare a valutare correttamente la luminosità/riflettenza di tale aree per confermare o meno l'ipotesi ghiaccio/sale? Grazie.

  • Comment Link marco Giovedì, 21 Maggio 2015 08:59 posted by marco

    sempre più convinto dell'ipotesi criovulcano che sputa tutto intorno ghiaccio.

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