Scritto: Domenica, 22 Marzo 2015 11:03 Ultima modifica: Domenica, 22 Marzo 2015 20:21

Scoprendo Cerere: primi risultati di Dawn presentati alla LPSC 2015


L'indagine vera e propria di Cerere da parte della sonda Dawn deve ancora iniziare, eppure i primi risultati già sorprendono e deliziano gli scienziati planetari.

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Modello topografico digitale di Cerere, le zone più chiare sono quelle più elevate rispetto alla forma media Modello topografico digitale di Cerere, le zone più chiare sono quelle più elevate rispetto alla forma media Credit: NASA / JPL / UCLA / MPS / DLR / IDA / unmannedspaceflight.com user "JohnVV"

 Dopo aver catturato immagini sufficienti al rilascio della prima mappa ufficiale, ora la sonda sta attraversando il lato notturno. La prima vista globale è sicuramente ancora a bassa risoluzione ma ha comunque consentito di creare il primo digital elevation model di Cerere (disponibile sul Planetary Data System), riportato qui sopra in una elaborazione a "toni di grigio" dell'utente JohnVV del forum unmannedspaceflight.com:

 Chris Russell, del team di missione, ha aperto la sessione dedicata a Cerere al LPSC 2015, esclamando: "è molto diversa da Vesta". Con l'occasione, sono stati presentati i primi toponimi. Già nel mese di ottobre l'IAU (Working Group for Planetary System Nomenclature) aveva delineato le linee guida, ad esempio i crateri dovranno avere nomi di divinità legate all'agricoltura. Così, Russell ha mostrato il seguente schema provvisorio con Cerere divisa in quadranti; successivamente questi nomi verranno assegnati al cratere più importante di ciascuna area di appartenenza.

Cerere - nomenclatura

 Ma c'è una caratteristica in particolare che sta intrigando scienziati ed appassionati, la "Doppia Macchia Bianca", che si trova all'interno di un cratere di 80 km di diametro. Solo fino al mese di febbraio, le migliori immagini disponibili erano le riprese del telescopio spaziale Hubble dalle quali si percepiva una certa sfericità ed una zona più brillante del resto della superficie. Ma quando Dawn ha superato tale risoluzione, ha scoperto straordinarie sorprendenti nuove caratteristiche. Non solo quella che era stata soprannominata la "Macchia Bianca" era in realtà doppia, ma da un attento esame delle immagine prese durante un'intera rotazione del pianeta nano (che dura circa nove ore), aveva manifestato una certa variabilità man mano che la zona entrava in ombra. E, come se non bastasse, le immagini più recenti mostravano una specie di pennacchio provenire dalla superficie. Le domande a questo punto sono inevitabili: Cerere è un modo attivo? Ha uno strato di ghiaccio d'acqua proprio sotto la superficie?

Andreas Nathues del Max Planck Institute for Solar System Research in Germania, ne ha parlato alla conferenza, dicendo: "Quello che è incredibile è che si può vedere la caratteristica anche quando il bordo del cratere è di fronte al campo visivo [cioè, possiamo vederla ancora quando Cerere ha ruotato ed il bordo del cratere, coprendo il fondo, dovrebbe bloccare la luce N.d.R.]. Per questo crediamo che potrebbe essere un qualche tipo di degassamento. Ma abbiamo bisogno di una risoluzione più alta e altri dati per confermarlo". "Durante il giorno," ha continuato Nathues, "la caratteristica evolve in luminosità. Al tramonto diventa più debole, fino a scomparire del tutto a tarda sera. Associamo questo ad un'attività di tipo cometario". A quanto pare, la luminosità della Doppia Macchia Bianca aumenta notevolmente con il filtro da 550 nanometri intorno a mezzogiorno locale.

Cerere - rotazione

L'animazione è compasta con 27 immagini riprese durante la Rotation Characterization 2
Credit: NASA / JPL / UCLA / MPS / DLR / IDA / Emily Lakdawalla

 Purtroppo l'esatta struttura interna di Cerere ancora non è nota ma è chiaro che non deve essere un corpo interamente roccioso dal momento in cui la sua densità è troppo bassa. Se su Cerere esistesse davvero un degassamento attivo, allora sarebbe un bel problema per i modelli attuali e le varie classificazioni. Alcune voci di corridoio sembrano già catalogare il pianeta nano più simile ad una cometa che ad un asteroide (una distinzione che ultimanete sembra non trovare pace!). Ma ci sono anche altre ipotesi ancora al vaglio che non sono state escluse del tutto, come il cri-vulcanesimo e una potenziale abitabilità di Cerere che, proprio come altri corpi ghiacciati del nostro Sistema Solare, Europa ed Encelado, potrebbe ospitare acqua sotto la superficie ghiacciata.

 In ogni caso, non mancherà molto per avere qualche risposta: nel mese di aprile Dawn la sarà abbastanza vicino da iniziare una dettagliata campagna di imaging.

 Qui sotto vediamo un assemblaggio di immagini quotidiane generate dal simulatore "MYSTC" sul sito della missione ed è chiaro come la sonda, nelle ultime settimane, si sia allontanata progressivamente dal pianeta nano dopo averne attraversato il terminatore. La distanza massima è stata raggiunta Giovedi sera, intorno alle 21, e adesso la sonda sta tornando indietro sotto la costante spinta dei motori a ioni e con l'aiuto della gravità di Cerere (questo filmato è il naturale proseguimento di quello presentato nell'articolo precedente, in occasione della cattura gravitazionale di 15 giorni fa).

Animazione1

Vista simulata di Cerere come apparirebbe dalla sonda Dawn durante la fase di momentaneo allontanamento. Source: simulatore "Mystic" (di G.J. Whiffen - JPL). Processing: M. Di Lorenzo

 Sul sito "Polpular Science" (PopSci) c'è anche un divertente disegno esplicativo che mostra come mai finora abbiamo visto Cerere quasi completamente in ombra. "E' stato il percorso più rapido" ha spiegato Marc Rayman.

Traiettoria Dawn

Credit: Sarah Fecht/Popular Science

 Dawn è stata lanciata nel 2007 ed ha seguito una traiettoria in senso antiorario (in rosso); questo mese ha raggiunto Cerere, che si muove anch'essa in senso antiorario, nella fascia di asteroidi tra Marte e Giove. Tra non molto, come si vede dallo schema, Dawn raggiungerà il lato illuminato dal Sole e quindi inizierà il momento buono per la scienza.

 Tra un mese esatto, dopo questo "giro di boa" dietro Cerere, Dawn si trasferirà nella prima orbita "RC3" ad una altitudine di circa 13500 km. A quell'altezza, impiegherà 15 giorni per circumnavigare il pianeta nano e dal momento che un emisfero di Cerere è nel buio, oltre una settimana sarà passata nelle tenebre. Ma quando si avvicinerà ancora, il giro diventerà più veloce ed i periodi che trascorrerà nella zona scura saranno più brevi ma più frequenti, come mostrato nello schema sottostante. L'orbita finale LAMO sarà a meno di 400km di altezza e verrà raggiunta ad autunno inoltrato e ci regalerà una risoluzione di 35 m/pixel, circa 1000 volte quella raggiunta dal telescopio Hubble!

MissionCeres

La sequenza di orbite empre più ravvicinate prevista intorno a Cerere. Credits: C. T. Russell et al, - LPSC2015

Nota: Si ringrazia Elisabetta Bonora che è l'autrice principale dell'articolo!

Riferimenti:
- http://phys.org/news/2015-03-dawn-distant-ceres-habitability.html
- http://www.planetary.org/blogs/emily-lakdawalla/2015/03191629-lpsc-2015-dawn-at-ceres.html
http://www.hou.usra.edu/meetings/lpsc2015/pdf/1131.pdf

Letto: 3013 volta/e Ultima modifica Domenica, 22 Marzo 2015 20:21
Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

https://www.facebook.com/marco.lorenzo.58 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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