Scritto: Martedì, 16 Settembre 2014 20:25 Ultima modifica: Martedì, 16 Settembre 2014 22:02

L'esagono di settembre


La sonda della NASA Cassini ha iniziato il mese di settembre esplorando il polo nord di Saturno (ad agosto, invece, aveva osservato il polo sud).

Le fotocamere Narrow Angle Camera e Wide Angle Camera dellImaging Science Subsystem (ISS) hanno acquisito immagini coprendo range temporali di oltre 24 ore.

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Saturn W00089492-93-94 (red grn bl) - on September 12, 2014

Saturn W00089492-93-94 (red grn bl) - on September 12, 2014
Credit: NASA/JPL/Space Science Institute - Processing: 2di7 & titanio44

La sonda della NASA Cassini ha iniziato il mese di settembre esplorando il polo nord di Saturno (ad agosto, invece, aveva osservato il polo sud).

Le fotocamere Narrow Angle Camera e Wide Angle Camera dellImaging Science Subsystem (ISS) hanno acquisito immagini coprendo range temporali di oltre 24 ore.

Una spettacolare sequenza dell'esagono al polo nord del pianeta, è stata ripresa il 10 settembre, da una distanza di circa 2,6 milioni di chilometri.
La Narrow Angle Camera ha ripetuto per cinque volte una lunga sequenza di filtri (CL1 CB1, CL1 MT1, CL1 IR3, IR4 CL2, IR2 CL2, UV2 CL2, RED CL2, CL1 BL2, P120 UV3, P60 UV3, P0 UV3, CL1 CB3, CL1 MT3, CL1 GRN, CL1 MT2, P120 BC2, P60 CB2, IRP0 CB2, CL1 CB2).

Tra questi abbiamo scelto di combinare il RED CL2, CL1 GRN e CL1 CB3 (in cui l'occhio del ciclone appare piuttosto definito) per ottenere una vista in falsi colori e una breve animazione.>

Saturn's hexagon gif-movie taken on September 10, 2014 (red, grn, cb3 filters)

Saturn's hexagon gif-movie taken on September 10, 2014 (red, grn, cb3 filters)
Credit: NASA/JPL/Space Science Institute - Processing: 2di7 & titanio44

L'esagono di Saturno si estende per circa 30.000 chilometri: è una corrente a getto con venti di circa 322 chilometri orari e una massiccia tempesta in rotazione al centro, il cui occhio è circa 50 volte più grande di un occhio di un uragano medio sulla Terra.

E' una caratteristica unica nel suo genere in tutto il Sistema Solare.

Quando la Cassini arrivò in orbita intorno a Saturno nel 2004, il polo nord era buio e nel bel mezzo dell'inverno. Durante quel periodo, gli spettrometri a bordo della sonda rilevarono un grande vortice polare che, però, non fu osservato nel visibile prima dell'equinozio dell'agosto 2009, quando la luce del Sole iniziò ad inondare l'emisfero nord del pianeta.

A fine dello scorso anno, con l'inizio della primavera settentrionale, è iniziato il momento migliore per osservarlo perché il Sole ha iniziato ad illuminarne l'interno.

Piccoli vortici rotanti ovali girano in senso opposto all'esagono: alcuni, i più piccoli, vengono trascinati dalla corrente a getto ma il più grande si estende per circa 3.500 chilometri, circa il doppio del più grande uragano terrestre.

Il jet stream esagonale si comporta come una barriera che assomiglia al buco dell'ozono antartico della Terra.
La forma del buco dell'ozono antartico, infatti, è delimitata da una corrente a getto analoga.
In inverno i processi chimici distruggono l'ozono e la corrente a getto impedisce un rifornimento di ozono dall'esterno, così come i grandi aerosol presenti nell'atmosfera di Saturno non riescono ad attraversare la corrente a getto esagonale.

Saturn south pole - "track" gifmovie N00228250-55 cropped rescaled detail, NO rotate, NO shift - Credit: NASA/JPL/Space Science Institute - Processing: 2di7 & titanio44Alcuni dei frame del 10 settembre hanno anche contribuito a svelare un piccolo mistero.

Quando la Cassini aveva ripreso il polo sud del pianeta lo scorso 19 agosto, alcune immagini, quelle con i filtri con i filtri CB1 CL1 (635 nm), CB2 CL1 (751 nm), MT1 CL1 (619 nm) e MT2 CL1 (727 nm), mostravano una curiosa traccia scura, una sorta di capello.

Una traccia molto simile è visibile anche negli ultimi frame CL1 BL2 (440 nm).

L'immagine che segue è la prima della serie (N00229361) rielaborata da Marco Di Lorenzo per mettere in risalto il dettaglio.

N00229361

Quindi, è evidente che questa caratteristica è qualcosa sull'ottica (si intravedono anche altre tracce simili), che rimane più o meno visibile a seconda del filtro utilizzato, dell'incidenza della luce e dell'albedo del target fotografato.

Anche l'apparente movimento potrebbe essere giustificato da una diversa sfocatura ed illuminazione.

Il 12 settembre la Wide Angle Camera ha ripreso una panoramica più ampia dell'emisfero settentrionale del pianeta, da una distanza di circa 2,3 milioni di chilometri. Utilizzando i filtri red, green e blue abbiamo ottenuto la vista in colori naturali in apertura di questo post.

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Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing.
Dedico il tempo libero alla mia dolcissima bimba Sofia Vega, a questo sito (creato nel 2012 in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte) ed al processing delle immagini raw scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno

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Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno di Elisabetta Bonora

 

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