Scritto: Venerdì, 22 Ottobre 2021 04:35 Ultima modifica: Venerdì, 22 Ottobre 2021 05:28

Una mappa delle valli fluviali di Titano per Dragonfly


Un gruppo di astronomi, guidato dalla Cornell University, ha realizzato nuove mappe delle valli fluviali di Titano, la luna di Saturno, ottenute con i dati acquisti nelle ultime fasi della missione Cassini. Questo sarà uno strumento fondamentale per l'esplorazione futura.

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Un'immagine radar della sonda Cassini dei fiumi e affluenti di metano ed etano liquido di Titano. Un'immagine radar della sonda Cassini dei fiumi e affluenti di metano ed etano liquido di Titano. Crediti: NASA/JPL/Fornito

Il lavoro, pubblicato sul Planetary Science Journal, ha confrontato questi dati con analoghi sui fiumi terrestri, studiati con un radar come la Cassini ha fatto su Titano.
La luna di saturno sarà la destinazione della missione Dragonfly, il primo drone che ne studierà la superficie, visitando luoghi diversi.

Come l'acqua scolpisce e modella la Terra, il metano liquido e l'etano riempiono i laghi, i fiumi e i torrenti su Titano. Modellano i canali e le loro valli.
Comprendere come funziona la rete fluviale è la chiave per sapere come funziona il sistema di trasporto dei sedimenti e la geologia sottostante.
"I sistemi di canali sono il cuore dei percorsi di trasporto dei sedimenti di Titano", ha affermato Alex Hayes, professore di astronomia presso il College of Arts and Sciences. “Ci dicono come il materiale organico viene instradato attorno alla superficie di Titano e identificano i luoghi in cui il materiale potrebbe essere concentrato vicino a caratteristiche tettoniche o forse anche criovulcaniche".
"Inoltre, quei materiali possono essere trasportati nell'oceano interno di acqua liquida di Titano o, in alternativa, mescolati con acqua liquida che viene trasportata in superficie", ha detto Hayes.
Titano è l'unico altro posto nel Sistema Solare, oltre alla Terra, con un sistema idrologico attualmente attivo, che include pioggia, canali, laghi e mari.
Tuttavia, la mappatura della luna si è rilevata difficile dall'orbita a causa della spessa atmosfera che la avvolge e delle foschie.

La Cassini ha orbitato diverse volte attorno a Titano, che è stata fondamentale per modellare il percorso della sonda: più grande del pianeta Mercurio, con la sua massa ha permesso di alterare significativamente l'orbita della navicella e di scegliere una varietà di percorsi. Passare dietro alla luna significava aumentare la velocità, passare davanti serviva a rallentare, volare sui poli a cambiare l'inclinazione e l'orientamento dell'orbita: una combinazione quasi infinita di scelte (per un approfondimento si rimanda al mio libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno"). Durante questi fly-by, il radar ad apertura sintetica (SAR) a bordo della sonda ha scrutato molte volte attraverso le nuvole ma non tutti i dati sono risultati chiari.

Quindi, gli scienziati della Cornell University, guidati dalla neolaureata Julia Miller, hanno costruito un modello efficace per interpretare le informazioni.
Sulla Terra, la geomorfologia fluviale è tipicamente studiata con dati topografici e immagini visibili ad alta risoluzione, ma ciò non era disponibile per Titano. Quindi, il team ha usato immagini radar terrestri e le ha degradate per farle corrispondere alle immagini radar Cassini di Titano.
Confrontando i set ottenuti, la squadra ha elaborato una mappa preliminare con una risoluzione di circa 1 chilometro.

"Sebbene la qualità e la quantità delle immagini SAR di Cassini pongano limiti significativi alla loro utilità per l'indagine sulle reti fluviali", ha affermato Miller, "possono ancora essere utilizzate per comprendere il paesaggio di Titano a un livello fondamentale".
Le forme del fiume dicono molto. "Puoi usare una sorta di aspetto del fiume per provare a dire alcune cose sul tipo di materiale che sta attraversando, o quanto ripide sono le superfici, o semplicemente cosa è successo in quella regione", ha detto Miller. "Questo è usare i fiumi come punto di partenza, per poi, idealmente, imparare di più sul pianeta". Di sicuro il lavoro è ancora rozzo ma è un ottimo punto di partenza per la futura missione Dragonfly su Titano dovrebbe essere lanciata nel 2027 e dovrebbe arrivare su Titano nel 2034.

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Letto: 258 volta/e Ultima modifica Venerdì, 22 Ottobre 2021 05:28

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Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore e l'image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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