Scritto: Venerdì, 18 Ottobre 2013 06:08 Ultima modifica: Venerdì, 18 Ottobre 2013 07:10

NASA Cassini: gli anelli all'ombra di Saturno


La sonda della NASA Cassini, il 19 luglio scorso, aveva ripreso un grande mosaico completo di Saturno e del suo sistema di anelli.

L'evento, chiamato "Wave at Saturn", aveva avuto un gran seguito e, in uno scatto, era stata fotografata anche la Terra (19 LUGLIO 2013, LA TERRA E LA LUNA INSIEME IN UNA FOTO RICORDO SCATTATA DALLA SONDA CASSINI19 LUGLIO 2013, UN GIORNiO SPECIALE: LA TERRA E LA LUNA NELLE FOTO DELLE SONDE CASSINI E MESSENGER).

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19 July 2013 Saturn Mosaic Wave At Saturn

19 July 2013 Saturn Mosaic Wave At Saturn
Credit: NASA/JPL/Space Science Institute - Processing: 2di7 & titanio44

La sonda della NASA Cassini, il 19 luglio scorso, aveva ripreso un grande mosaico completo di Saturno e del suo sistema di anelli.

L'evento, chiamato "Wave at Saturn", aveva avuto un gran seguito e, in uno scatto, era stata fotografata anche la Terra (19 LUGLIO 2013, LA TERRA E LA LUNA INSIEME IN UNA FOTO RICORDO SCATTATA DALLA SONDA CASSINI - 19 LUGLIO 2013, UN GIORNiO SPECIALE: LA TERRA E LA LUNA NELLE FOTO DELLE SONDE CASSINI E MESSENGER).

Oltre a creare uno scorcio suggestivo del nostro Sistema Solare, le immagini retroilluminate del pianeta permettono agli scienziati di evidenziare caratteristiche altrimenti invisibili, soprattutto per quanto riguarda i flebili anelli F, G e E: quando il Sole è dietro a Saturno, le fini particelle che li compongono, risaltano come la nebbia illuminata dai fari di un veicolo.

Nel mese di agosto avevamo pubblicato la nostra versione completa del mosaico (in apertura), forse ancora l'unica a colori disponibile in rete, spiegando che assemblare questi scatti era stata un'impresa piuttosto ardua.
La Cassini infatti, oltre a variare necessariamente l'angolo di visuale, era stata costretta anche ad adottare tecniche diverse, modificando notevolmente l'esposizione, per riprendere ora il pianeta in primo piano, ora gli anelli più deboli.

Dopo innumerevoli tentativi, avevamo capito che per assemblare insieme tutte queste immagini, bisognava scegliere una strada: un risultato scientifico, in termini di dettaglio e differenze cromatiche non poteva sposarsi con un'immagine da cartolina.
Abbiamo così cercato un compromesso, puntando sul lato più suggestivo e panoramico della composizione.

Ma oltre alle immagini nel visibile, con i filtri rgb, la Cassini aveva ripreso Saturno anche in infrarosso ed ultravioletto.

Nella composizione qui sotto abbiamo accostato le due elaborazioni disponibili sul sito ufficiale.

Le foto in controluce ed in infrarosso mostrano il pianeta in modo completamente diverso: quando Saturno blocca la luce del Sole, le sottili particelle degli anelli più flebili diventano visibili lasciando passare un bagliore diffuso, mentre gli anelli più densi, al contrario, bloccano la luce solare.

L'anello C, ad esempio, appare particolarmente brillante perché la sua composizione, prevalentemente ghiaccio d'acqua, lo fa risultare traslucido; l'anello B, uno dei più facili da vedere da Terra, appare, invece, piuttosto buio perché è talmente denso da bloccare tutta la luce del Sole.

Cassini Saturn - infrared rings
Credit:NASA/JPL-Caltech/University of Arizona/Cornell

L'immagine in alto è un'elaborazione contrastata, della fascia centrale del grande mosaico, degli scatti ottenuti dallo spettrometro di mappatura visibile e infrarossa VIMS a bordo della Cassini.
Il target era a 540 chilometri di distanza e la composizione comprende Saturno e gli anelli fino all'anello E, estendendosi su un'area di circa 8.000 chilometri.
I colori vivaci riescono a mettere in evidenza caratteristiche altrimenti non visibili: il blu corrisponde ad una radiazione tra i 1,5 e i 1,19 micron, il verde ad un range di 1,9 - 2,1 micron e il rosso dai 4,88 ai 5,06 micron.
L'immagine in basso copre, invece, un'area di 16.000 chilometri, allungata ed esageratamente contrastata per mettere in evidenza ulteriori dettagli.

Questi dati aiuteranno gli scienziati ad ottenere maggiori informazioni sulle particelle che compongono gli anelli G, D, E e F, sulla loro dimensione e distribuzione; offriranno informazioni termiche ed indizi sulla loro composizione chimica.

Letto: 1447 volta/e Ultima modifica Venerdì, 18 Ottobre 2013 07:10
Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

https://twitter.com/EliBonora | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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