Scritto: Giovedì, 01 Agosto 2013 05:32 Ultima modifica: Giovedì, 01 Agosto 2013 06:18

La variabilità dei geyser di Encelado: influenzati dall'orbita della luna


In base ai dati della sonda della NASA Cassini, gli scienziati hanno scoperto che i geyser di Encelado sono influenzati dall'orbita della luna stessa e dalla sua vicinanza con Saturno.

Il nuovo studio, pubblicato questa settimana sulla rivista Nature, mostra, per la prima volta, in modo chiaro ed inequivocabile le variazioni dei pennacchi del polo sud della luna.

La scoperta, così, aggiunge ulteriori prove che, sotto la sua crosta ghiacciata, si nasconde un oceano di acqua liquida.

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Saturno 2006 - getti di Encelado

Credit: NASA/JPL-Caltech/University of Arizona/Cornell/SSI

In base ai dati della sonda della NASA Cassini, gli scienziati hanno scoperto che i geyser di Encelado sono influenzati dall'orbita della luna stessa e dalla sua vicinanza con Saturno.

Il nuovo studio, pubblicato questa settimana sulla rivista Nature, mostra, per la prima volta, in modo chiaro ed inequivocabile le variazioni dei pennacchi del polo sud della luna.

La scoperta, così, aggiunge ulteriori prove che, sotto la sua crosta ghiacciata, si nasconde un oceano di acqua liquida.

"I getti di Encelado apparentemente funzionano come gli ugelli degli impianti di irrigazione dei giardini", spiega Matt Hedman, autore principale del documento e scienziato della squadra Cassini, con sede presso la Cornell University di Ithaca, New York.
"Gli ugelli sono quasi chiusi quando Encelado è più vicino a Saturno e sono più aperti quando la luna è più distante. Riteniamo che questo comportamento abbia a che fare con l'influenza gravitazionale del pianeta".

La sonda della NASA Cassini, che orbita nel sistema di Saturno dal 2004, ha scoperto i geyser di Encelado nel 2005.
Dalle fratture sulla superfie della luna, chiamate "tiger stripes", viene sparato nello spazio un mix di ghiaccio d'acqua e particelle organiche.

"Il modo con cui i getti reagiscono così sensibilmente alle mutevoli sollecitazioni impresse su Encelado, suggerisce che provengono da un grande corpo d'acqua allo stato liquido", ha detto Cassini del NASA Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, in California.
"L'acqua liquida è stata fondamentale per lo sviluppo della vita sulla Terra così, queste scoperte, ci fanno chiedere se la vita esiste ovunque sia presente acqua allo stato liquido".

Dei getti di Encelado se ne era parlato anche in occasione del 44° Lunar and Planetary Science Conference tenutosi a Houston in Texas nel mese di marzo: gli scienziati avevano già ipotizzato che queste fontane zampillanti arrivassero da un mare salato di acqua liquida, situato 10 chilometri sotto il ghiaccio che ricopre la superficie della luna.

Tuttavia, pur avendo ipotizzato per anni la variabilità dei getti nel corso del tempo, i ricercatori non erano ancora stati in grado di dimostrare che il loro andamento segue un modello ben riconoscibile.

Hedman e il suo team hanno analizzato i dati in ifrarosso su lungo periodo ottenuti dallo spettrometro VIMS a bordo della sonda Cassini, che raccolto oltre 200 immagini dei geyser tra il 2005 e il 2012.

I pennacchi erano sensibilimente più deboli quando la luna si trovava vicino a Saturno, mentre diventando fino a 3 / 4 volte più luminosi quando la luna era più lontano.

Integrando queste informazioni con i modelli che descrivono l'influenza gravitazione di Saturno su Encellado e come la luna viene contratta e allungata dalla gravità del pianeta, i ricercatori hanno determinato che, quando l'influenza gravitazionale è più forte, le tiger stripes si riducono e così diminuisce anche il materiale espulso dai geyser; al contrario, quando la luna è più distante dal pianeta e l'inflenza gravitazionale è minore, le tiger stripes si dilatano e i pennacchi eruttano più materiale.

Nell'immagine in apertura è rappresentata l'orbita di Encelado utilizzando come base il mosaico di immagini ripreso dalla sonda Cassini nel 2006 (mentre siamo in attesa della complessa composizione ripresa il 19 luglio scorso in occasione dell'evento "Wave at Saturn", in cui è stata ripresa anche la Terra).
Nell'ingrandimento a sinistra, Encelado è più distante dal pianeta e i geyser rendono la luna molto più luminosa rispetto all'immagine di destra, quando è più vicina a Saturno.

Letto: 4970 volta/e Ultima modifica Giovedì, 01 Agosto 2013 06:18
Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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