Scritto: Lunedì, 29 Aprile 2013 21:16 Ultima modifica: Martedì, 30 Aprile 2013 06:18

Il grande uragano nell'esagono di Saturno osservato nel visibile dalla sonda della NASA Cassini


La sonda della NASA Cassini ha fornito le prime immagini nelle lunghezze d'onda del visibile del grande uragano che infuria sul polo nord di Saturno.

Le foto e i video mostrano un occhio del ciclone largo 2.000 chilometri, 20 volte più grande rispetto all'occhio medio dei cicloni terrestri.

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La sonda della NASA Cassini ha fornito le prime immagini nelle lunghezze d'onda del visibile del grande uragano che infuria sul polo nord di Saturno.

Le foto e i video mostrano un occhio del ciclone largo 2.000 chilometri, 20 volte più grande rispetto all'occhio medio dei cicloni terrestri: sottili nubi luminose sul bordo più esterno viaggiano a 150 metri al secondo e altri vortici ruotano all'interno di un singolare modello a sei facce, conosciuto come l'esagono.

"Siamo rimasti perplessi quando abbiamo visto questo vortice perché sembra così simile agli uragani sulla Terra", ha detto Andrew Ingersoll del team della NASA Cassini al California Institute of Technology di Pasadena. "Ma è su Saturno, in una scala molto più grande e in qualche modo continua grazie alle piccole quantità di vapore acqueo dell'atmosfera di idrogeno di Saturno".

Saturn Vortex W00077191 - 97

Saturn Vortex W00077191 - 97
"Courtesy NASA/JPL-California Institute of Tecnology." processing 2di7 & titanio44

Quest'immagine è una nostra elaborazione ottenuta assemblando i filtri nelle lunghezze d'onda del visibile delle foto scattate dalla wide-angle camera della Cassini il 27 novembre 2012, quando la sonda si trovava a circa 418.000 chilometri dal pianeta. La scala è 28,6 chilometri per pixel. Qui trovate il processing ufficiale.

L'uragano di Saturno, su scala gigante, aiuterà gli scienziati a studiare gli uragani terrestri che traggono energia dall'acqua calda dell'oceano. Anche se su Saturno non c'è un grosso bacino d'acqua vicino, il vortice potrebbero spiegare i meccanismi con cui il vapore acqueo presente in atmosfera può generare e sostenere gli uragani terrestri.

Saturno - vortice al polo nord infrarosso

Saturno - vortice al polo nord infrarosso
Credit: NASA/JPL-Caltech/SSI

Quest'altra composizione è stata ottenuta sempre con gli scatti della wide-angle camera della sonda Cassini il 27 novembre scorso ma nelle lunghezze d'onda infrarosse. Nella foto, in falsi colori, il blu sono le lunghezze d'onda a 890 nanometri, il verde quelle a 728 nanometri e il rosso quelle a 752 nanometri. Questo schema, su Saturno, corrisponde a diverse altitudini: il rosso indica quindi una zona profonda mentre il verde nubi a quote più alte. Gli anelli, dove non è presente metano, risultano blu brillanti. La scala dell'immagine è 22 chilometri per pixel.

Le analogie.
Sia gli uragani terrestri che la tempesta esagonale di Saturno hanno un occhio centrale senza nuvole: allo stesso modo, hanno delle nuvole alte che formano una sorta di muro intorno all'occhio e altre nuvole alte intorno all'occhio che ruotano in senso antiorario nell'emisfero settentrionale del pianeta.

Le differenze.
Una delle principali differenze è che l'uragano su Saturno è molto più grande rispetto a quelli che si generano sulla Terra e gira sorprendentemente veloce.
Gli uragani terrestri tendono a muoversi mentre l'uragano di Saturno è bloccato sul polo nord: sulla Terra, gli uragani tendono ad andare alla deriva verso nord a causa delle forze che agiscono sui vortici con la rotazione del pianeta. Quello di Saturno è invece già tanto a nord che non può andare da nessun'altra parte.
"L'uragano polare non ha altro posto dove andare e questo è probabilmente il motivo per cui è bloccato al polo", ha dichiarato Kunio Sayanagi, del team Cassini presso l'Università di Hampton Hampton, in Virginia.

Gli scienziati ritengono che questa tempesta infuri da anni.

Quando Cassini arrivò nel sistema di Saturno nel 2004, il polo nord era buio perché nel bel mezzo dell'inverno. Durante quel periodo, gli spettrometri a bordo della sonda rilevarono un grande vortice polare ma per poterlo osservare in luce visibile, si doveva aspettare l'equinozio dell'agosto 2009, quando la luce del Sole iniziò ad inondare l'emisfero nord del pianeta. Tuttavia, per riprendere immagini mirate c'era ancora da attendere: la Cassini doveva seguire un'orbita adatta per osservare i poli.

La sonda cambia la sua inclinazione orbitale per campagne scientifiche di questo tipo solo una volta ogni qualche anno. Poiché la Cassini utilizza i flyby intorno a Titano per cambiare l'angolo della sua orbita, le traiettorie inclinate richiedono un'attenta supervisione e una lungimirante pianificazione.

Letto: 2367 volta/e Ultima modifica Martedì, 30 Aprile 2013 06:18
Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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