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Cassini: inizia ufficialmente il Grand Finale

Una foto raw del polo nord di Saturno ripresa dalla Cassini durante la prima immersione del Grand Finale il 27 aprile 2017.
Una foto raw del polo nord di Saturno ripresa dalla Cassini durante la prima immersione del Grand Finale il 27 aprile 2017. Crediti: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute

Momenti di apprensione, ieri, per la prima orbita dell'ultima fase della missione, Grand Finale, della sonda della NASA Cassini. Una stretta traiettoria ha portato la sonda ad immergersi nel vuoto inesplorato tra Saturno e gli anelli.

"Nessun veicolo spaziale è mai stato così vicino a Saturno prima. Potevamo fare affidamento solo sulle previsioni basate sulla nostra esperienza e conoscenza degli altri anelli di Saturno ma ora sono lieto di annunciare che Cassini lo ha superato proprio come abbiamo pianificato ed è uscita dall'altro lato in ottima forma", ha dichiarato Earl Maize, i Project Manager al JPL.
La sonda ha lasciato tutti con il fiato sospeso durante la manovra rimanendo quasi un giorno senza poter comunicare con la Terra: il contatto è stato poi puntualmente ristabilito dall'antenna di Goldstone del Deep Space Network alle 6:56 UTC di ieri mattina, prima con l'invio di un segnale portante di conferma, poi trasmettendo tutti i dati raccolti. Grande l'entusiasmo in sala controllo.

@CassiniSaturn
 We did it! Cassini is in contact with Earth and sending back data after a successful dive through the gap between Saturn and its rings.

L'orbita della Cassini è stata sensibilmente modificata dall'ultimo fly-by attorno a Titano del 22 aprile: quella di ieri è stata la prima delle 22 orbite che guideranno la sonda all'immersione finale nell'atmosfera di Saturno il prossimo 15 settembre.
L'incontro con la luna, non solo ha dato l'opportunità al team di scrutare con il radar ancora una volta la curiosa caratteristica nota come "Isola Magica", ma ha fornito alla Cassini un importate aumento di velocità di 860,5 metri al secondo rispetto a Saturno. L'apoasse, cioè il punto più lontano da Saturno dove inizia ogni orbita, è stato raggiunto il 23 aprile alle 3:46 UTC che, tecnicamente, rappresenta l'esatto momento in cui è iniziato il Grand Finale (anche se i veri festeggiamenti sono stati rimandati al momento più emozionante!).

Mentre attraversava il vuoto tra Saturno e gli anelli, la Cassini si è avvicinata a soli 3.000 chilometri dalle nuvole del pianeta, dove la pressione atmosferica è paragonabile a quella terrestre al livello del mare, ed a circa 300 chilometri dal bordo più interno degli anelli.
Questo spazio è largo 2.000 chilometri ed abbastanza libero da particelle, tuttavia, se qualche granello avesse colpito la sonda mentre viaggiava alla velocità di 124.000 chilometri orari rispetto a Saturno, avrebbe potuto fare qualche danno. Come precauzione, quindi, l'antenna ad alto gadagno a forma di piatto è stata girata come fosse uno scudo nella direzione di arrivo delle particelle, lasciando la Cassini senza la possibilità di comunicare con la Terra, da sola nel sistema di Saturno per circa 20 ore.

Il prossimo passaggio da brivido è previsto per il 2 maggio.

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Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
In cerca di una nuova occupazione, negli ultimi anni mi sono occupata di digital advertising, web e video analytics.
Dedico il tempo libero alla mia dolcissima bimba Sofia Vega, a questo sito (creato nel 2012 in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte) ed al processing delle immagini raw scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

Sito web: https://twitter.com/EliBonora
Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

2 commenti

  • Link al commento Marco Di Lorenzo (DILO) Sabato, 06 Maggio 2017 13:24 inviato da Marco Di Lorenzo (DILO)

    In realtà, nell'articolo ci si riferisce ad un luogo 3000 km SOPRA il livello in cui la pressione atmosferica è uguale a quella terrestre, altrimenti è chiaro che la sonda avrebbe terminato prematuramente la sua missione...

  • Link al commento Spleen Venerdì, 05 Maggio 2017 15:00 inviato da Spleen

    Temo ci sia un errore, non è possibile che la sonda sia sfrecciava a quelle velocità in una zona in cui l'atmosfera produce una pressione pari alla nostra a livello del mare! Anche velocità 3 volte a quella del suono sono quasi impossibili da raggiungere a bassa quota per un oggetto aerodinamico figuriamoci per una sonda che va almeno 10 volte più veloce!

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