Scritto: Venerdì, 04 Novembre 2016 11:03 Ultima modifica: Sabato, 05 Novembre 2016 08:54

Tornano le lune maggiori di Saturno tra le immagini della Cassini


Mentre la Cassini continua a sfruttare i fly-by attorno a Titano per aumentare l'inclinazione della sua orbita rispetto al piano degli anelli di Saturno, a fine ottobre non è mancata l'occasione di fotografare ancora una volta alcune delle lune principali del pianeta.

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Questa immagine in infrarosso è stata ottenuta con uno stack di 3 frame ripresi il 29 ottobre 2016. Nella foto sono stati ripresi diversi sistemi nuvolosi. Questa immagine in infrarosso è stata ottenuta con uno stack di 3 frame ripresi il 29 ottobre 2016. Nella foto sono stati ripresi diversi sistemi nuvolosi. Crediti: NASA/JPL-Caltech - Processing: Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

Tra il 22 ed il 23 ottobre, mentre la sonda raggiungeva il periasse dell'orbita 246 (Rev 246), la traiettoria ha tagliato i percorsi di diversi satelliti ghiacciati, come Dione, Mima, Teti e Encelado.
Le osservazioni sono state utilizzate per mappare le variazioni di colore nelle regioni polari delle lune, nonché per cercare eventuali geyser su Dione riprendendone solo la falce illuminata (non dimentichiamo, infatti, che Dione forse un tempo era come Encelado ed ospitava un oceano sotterraneo).

Tutti questi satelliti erano stati sorvolati per l'ultima volta dalla Cassini lo scorso anno (Dione, 17 agosto 2015; Mima, 30 settembre 2015; Teti, 11 aprile 2015; Encelado, 19 dicembre 2015;) ma alcuni "incontri non mirati" ("non-targeted encounter"), come quello di fine ottobre, seppur da distanze ben maggiori, ci regalano ancora spettacolari immagini. Ecco alcuni degli ultimi processing, tutti disponibili nella nostra gallery.

Dione 22 ottobre 2016 (N00270404-05-07)

Dione 22 ottobre 2016 (N00270404-05-07)
Crediti: NASA/JPL-Caltech
Processing: Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

Dione 23 ottobre 2016 (N00270600--02)

Dione 23 ottobre 2016 (N00270600--02)
Crediti: NASA/JPL-Caltech
Processing: Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

 Mima 22 ottobre 2016 (N00270579-80-83)

Mima 22 ottobre 2016 (N00270579-80-83)
Crediti: NASA/JPL-Caltech
Processing: Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

Mima 23 ottobre 2016 (N00270594-95-96)

 Mima 23 ottobre 2016 (N00270594-95-96)
Crediti: NASA/JPL-Caltech
Processing: Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

Teti 22 ottobre 2016 (N00270546-49-50)

Teti 22 ottobre 2016 (N00270546-49-50)
Crediti: NASA/JPL-Caltech
Processing: Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

Encelado 22 ottobre 2016 (N00270493-96-97)

Encelado 22 ottobre 2016 (N00270493-96-97)
Crediti: NASA/JPL-Caltech
Processing: Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

In apertura, invece, un'immagine in infrarosso di Titano ottenuta impilando insieme i primi tre frame di un'interessante sequenza ripresa tra le 19:13 UTC del 29 e le 06:16 UTC del 30 ottobre. Con una vista sui laghi ed i mari del polo nord della grande luna di Saturno, la Cassini è riuscita a riprendere diversi sistemi nuvolosi in dissolvenza. Il più evidente è al centro delle foto, alle alte latitudini (tra 49 e 55 gradi di latitudine nord), mentre un altro punto bianco appare tra Neagh Lacus e Punga Mare. Qui sotto l'intero video, ce copre circa 11 ore ed è formato da 92 frame ripresi a distanza di circa 20 minuti l'uno dall'altro, disponibile anche sul nostro canale di YouTube.

Nuvole su Titano 29-30 ottobre 2016 gif-movie

Crediti: NASA/JPL-Caltech
Processing: Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

Si tratta di nubi di metano nella troposfera, la parte più bassa dell'atmosfera, che appaiono bianche a questa lunghezza d'onda e potrebbero essere indicative dei cambiamenti stagionali.
La loro velocità è stata calcolata tra i 7 ed i 10 metri al secondo per la striatura centrale e tra 1 ed i 2 metri al secondo per il piccolo sistema nuvoloso nella regione dei laghi.

Il 13 novembre la Cassini eseguirà il suo penultimo fly-by attorno a Titano (T-124), analizzando con il Radio Science Subsystem i tre grandi mari del polo nord: Punga Mare, Ligeia Mare e Kraken Mare.
Generalmente la sonda invia i segnali radio sulla superficie della luna per riceverli nuovamente ma in questo caso l'angolo di rimbalzo sarà ottuso per cui entrerà il campo un terzo giocatore, la Terra, dove le stazioni del Deep Space Network della NASA cattureranno le informazioni che avranno viaggiato per circa un'ora e mezza alla velocità della luce, durante un perfetto gioco sincronizzato mentre il nostro pianeta e Saturno orbitano attorno al Sole a velocità diverse, Titano orbita attorno a Saturno e la Cassini stessa si sposta lungo la sua traiettoria.

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Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing.
Dedico il tempo libero alla mia dolcissima bimba Sofia Vega, a questo sito (creato nel 2012 in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte) ed al processing delle immagini raw scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

https://twitter.com/EliBonora | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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