Scritto: Venerdì, 12 Agosto 2016 18:39 Ultima modifica: Venerdì, 12 Agosto 2016 19:55

Cassini: gli idrocarburi scorrono nei canyon di Titano


Gli idrocarburi scorrono nei canyon della grande luna di Saturno Titano. La scoperta arriva dall'analisi dei dati rilevati dal radar a bordo della sonda Cassini durante il fly-by di maggio 2013, focalizzato sull'osservazione dei canali che si snodano dal grande mare del nord, Ligeia Mare.

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Cassini: gli idrocarburi scorrono nei canyon di Titano Crediti: NASA/JPL-Caltech/ASI

Le immagini hanno mostrato che i canyon, in particolare la rete chiamata Vid Flumina, sono generalmente stretti, non più larghi di mezzo chilometro; profondi dai 240 ai 570 metri ed inclinati di circa 40 gradi. Nelle riprese radar appaiono scuri, proprio come i mari ricchi di metano, suggerendo che anche essi contengono idrocarburi ma finora non era stato possibile ottenere alcuna prova diretta.

Vid Flumina ripreso dal radar della sonda Cassini

Vid Flumina in un'immagine radar della sonda Cassini
Crediti: NASA/JPL-Caltech/ASI

Il radar della Cassini viene spesso utilizzato come strumento di imaging ma a maggio 2013 è stato attivato come altimetro, cioè ha inviato onde radio sulla superficie della luna per misurare l'altezza delle caratteristiche topografiche. Fondamentale è stato determinare come il segnale veniva riflesso dall'interno dei canali.
Lo strumento ha osservato un luccichio, tipico di una superficie estremamente liscia, simile a quello che si genera sui mari di idrocarburi, mentre i tempi degli echi radar che rimbalzavano sui bordi e sul fondo dei canyon hanno fornito una misura diretta della loro profondità.

Questi profondi canali dimostrano che un qualche tipo di processo deve aver agito per un lungo periodo su Titano o deve aver eroso la superficie molto più velocemente in quelle zone.
"E' probabile che una combinazione di forze ha contribuito alla formazione dei profondi cayon ma al momento non sono chiari i processi coinvolti", ha detto nel report Valerio Poggiali, dell'Università di Roma La Sapienza, autore principale dello studio pubblicato sulla rivista Geophysical Research Letters.

"La Terra è calda e rocciosa con fiumi di acqua, mentre il Titano è freddo e gelido con fiumi di metano. Eppure è notevole che troviamo caratteristiche simili in entrambi i mondi", ha commentato Alex Hayes della Cornell University, co-autore del documento.

I dati altimetrici hanno anche mostrato che il liquido nei canyon intorno al Ligeia Mare è allo stesso livello del mare ma in altri punti è decine di metri più alto: i ricercatori credono che si tratti di affluenti che sfociano nei canali principali.

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Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing.
Dedico il tempo libero alla mia dolcissima bimba Sofia Vega, a questo sito (creato nel 2012 in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte) ed al processing delle immagini raw scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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