Martedì 21 Novembre 2017
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Cassini: tutte le immagini dell'ultimo incontro con Encelado

Questo mosaico di Encelado è stato ripreso dalla Narrow Angle Camera della sonda della NASA Cassini furante il flyby E-20
Questo mosaico di Encelado è stato ripreso dalla Narrow Angle Camera della sonda della NASA Cassini furante il flyby E-20 Credit: NASA/JPL/Space Science Institute - Processing: Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

Il ventesimo sorvolo su Encelado della sonda della NASA Cassini ha trasmesso a Terra nuove incredibili immagini della luna di Saturno.

Era molto tempo che non vedevamo la superficie ghiacciata di Encelado così da vicino (il flyby precedente, l'E-19, risale al 2 maggio 2012) ma è la prima volta in cui il terreno dell'emisfero settentrionale viene mostrato nitidamente e a questa risoluzione.

Quando la Cassini arrivò nel sistema di Saturno nel 2004, era passato da poco il solstizio d'estate nell'emisfero sud di Saturno e di tutte le sue lune, mentre le regioni settentrionali erano avvolte nell'inverno. Così, la maggior parte dei sorvoli su Encelado si sono concentrati sul polo sud, soprattutto dal 2005, quando furono scoperti i geyser provenire dalle profonde fessure chiamate tiger stripes ("graffi di tigre"). Nel 2009, con l'equinozio, i primi raggi di Sole iniziarono ad illuminare i territori del nord ma solo ora, che la missione volge al termine, la luce sta arrivando davvero.

Il flyby è iniziato con una sequenza della Narrow Angle Camera, del sistema di imaging ISS (Imaging Science Subsystem), durante la fase di avvicinamento, quando Encelado stava transitando ancora davanti a Saturno.

Encelado: E-20 flyby simulazione

La composizione in apertura fa parte di questo set iniziale di foto. E' stata ottenuta con tre frame nei filtri infrarosso, verde ed ultravioletto.
Nonostante Encelado si trovi davanti al pianeta, lo sfondo sembra nero a causa dell'albedo elevato della superficie della luna e dell'ombra degli anelli di Saturno in secondo piano.

Dopo una manciata di minuti (i sorvoli avvengono piuttosto velocemente) la Cassini si è avvicinata vertiginosamente a 1.838 chilometri dalla superficie della luna, svelando un mondo di crateri, di colate di ghiaccio, profonde fratture e graffi che corrono da una parte all'altra come una ragnatela.

Il mosaico qui sotto è centrato su una fossa chiamata al-Yaman Sulci.
E' formato da tre frame ciascuno ripreso in infrarosso, verde ed ultravioletto che quello che conferisce il colore violaceo al ghiaccio riflettente.

Encelado - flyby E-20 emisfero settentrionale (al-Yaman Sulci)

Encelado - flyby E-20 emisfero settentrionale (al-Yaman Sulci)
Credit: NASA/JPL/Space Science Institute - Processing: Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

La composizione dovrebbe avere una risoluzione di circa 100 metri per pixel o forse poco meno.
Il consiglio è quello di osservare la foto al massimo delle dimensioni (il download è disponibile nella nostra galery): c'è una geologia strepitosa da scoprire.
Oltre ad evidenti segni di dilatazioni e contrazioni, si notano vere e proprie colate arrivare dai crateri più profondi, dove il calore generato dall'impatto deve aver sciolto la crosta e/o deve aver lasciato risalire il ghiaccio fluido dall'interno della luna. Alcuni punti sono più brillanti, altri più sporchi soprattutto sui pendii. Tali caratteristiche diventano ancora più evidenti nell'immagine qui sotto che mostra i crateri polari al-Haddar, Shahrazad e Dunyazad da una distanza ancora più ravvicinata.

Encelado - flyby E-20 polo nord (al-Haddar, Shahrazad e Dunyazad)

Encelado - flyby E-20 polo nord (al-Haddar, Shahrazad e Dunyazad)
Credit: NASA/JPL/Space Science Institute - Processing: Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

Ecco una mappa delle zone riprese.

Encelado E-20 - mappa del sorvolo

Encelado E-20: mappa del sorvolo
Credit: NASA/JPL/Space Science Institute - Processing: Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

Dalle immagini delle sonde Voyager 1 e 2, gli scienziati si aspettavano che l'emisfero nord di Encelado fosse pesantemente modellato dai crateri ma le nuove foto della Cassini svelano una superficie ricca di contrasti: "le regioni settentrionali sono attraversate da una rete sottile di crepe che attraversa i crateri", ha dichiarato Paul Helfenstein, membro del team di imaging della Cassini presso la Cornell University, Ithaca, New York. "Queste crepe sottili sono onnipresenti su Encelado e ora abbiamo la conferma che si estendono anche nei terreni del nord".

"Abbiamo seguito una scia di indizi su Encelado per 10 anni", ha commentato Bonnie Buratti, del team scientifico della Cassini al Jet Propulsion Laboratory della NASA. "La quantità di attività sopra e sotto la superficie su questa luna è stata una grande sorpresa per noi. Stiamo ancora cercando di capire quale sia stata la sua storia e come è diventata così", ha aggiunto.

Enceladus N00249415

Enceladus N00249415 - polo nord
Questa immagine acquisita dalla Narrow Angle Camera in luce visibile (filtro verde), mostra una vista strepitosa sul polo nord di Encelado. E' stata ripresa durante il flyby E-20 del 14 ottobre 2015 da una distanza di circa 6.000 chilometri. La scala dell'immagine è 35 metri per pixel.
Credit: NASA/JPL/Space Science Institute - Processing: Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

In uscita dal flyby, la Cassini ha ripreso un altro mosaico della luna di Saturno.

Encelado E-20 - mosaico

Encelado E-20 - mosaico
Credit: NASA/JPL/Space Science Institute - Processing: Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

Spettacolari vero? Ma non è finita qui!
Il 28 ottobre un nuovo flyby porterà la Cassini a soli 49 chilometri sopra il polo sud di Encelado regalando moltissime immagini e dati sull'interno della luna, sulla possibile attività idrotermale e sull'esotico mix spray sparato dai geyser nello spazio.

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Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
In cerca di una nuova occupazione, negli ultimi anni mi sono occupata di digital advertising, web e video analytics.
Dedico il tempo libero alla mia dolcissima bimba Sofia Vega, a questo sito (creato nel 2012 in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte) ed al processing delle immagini raw scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

Sito web: https://twitter.com/EliBonora
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