Elisabetta Bonora

Elisabetta Bonora

Un'altra roccia spaziale è stata fotografata il 10 marzo scorso dal Deep Space Network della NASA a Goldstone, California, quando l'asteroide si trovava a 2,9 distanze lunari (1,1 milioni di chilometri).

Attraverso gli echi di ritorno sulla grande antenna radar di 70 metri di diametro, gli astronomi hanno ricostruito 18 immagini di 2013 ET, questo il nome assegnato all'oggetto, di circa 40 metri di diametro.

Oggi si è generata una certa confusione di notizie in merito al viaggio della sonda della NASA Voyager 1.
Un documento accettato per la pubblicazione dall'American Geophysical Union riporta che la Voyager 1 non subisce più l'influenza del Sole ed è uscita dall'eliosfera. Ma leggendo con attenzione, si nota che i dati a cui si fa riferimento sono gli stessi resi noti dagli scienziati i primi dello scorso dicembre.

Il destino di molti veicoli spaziali è quello di far perdere le loro tracce nello spazio profondo ma le sonde gemelle della NASA GRAIL hanno avuto ben altra sorte: la loro missione si concluse con un impatto controllato sulla superficie lunare a dicembre 2012.

Quale immagine scegliere per rappresentare gli ultimi risultati rilasciati ieri nel corso del Lunar and Planetary Science Conference tenutosi in Texas?
Curiosity ha ottenuto ulteriori prove che l'acqua una volta scorreva copiosa nel cratere Gale e le sue tracce sono rimaste intrappolate nelle vene minerali all'interno delle rocce.

Lunedì, 18 Marzo 2013 05:38

NASA Cassini: ultimo flyby su Rhea

Il 9 marzo la sonda della NASA Cassini ha scattato le ultime foto ravvicinate alla grande e gelida luna di Saturno, Rhea, butterata e modellata da urti violenti.

Il flyby di sabato scorso è stato l'ultimo previsto intorno alla superficie di Rhea fino al 2017, quando la missione terminerà con una caduta controllata della sonda nell'atmosfera di Saturno.

In base ad un report pubblicato sul sito arxiv.org, strutture simili ad alghe fossili sarebbero state scoperte all'interno di alcuni frammenti di un meteorite precipitato nello Sri Lankan: secondo gli astrobiologi, una chiara prova di panspermia e del fatto che la vita esiste in tutto l'Universo.

Il 29 dicembre 2012 una palla di fuoco illuminò il cielo della provincia di Polonnaruwa nello Sri Lankan e i testimoni riferirono di aver visto diversi frammenti raggiungere il suolo. La gente del posto aveva anche segnalato un forte odore di catrame o asfalto

Domenica, 17 Marzo 2013 09:50

La Storia Infinita: il bosone di Higgs

Se sembra Higgs, agisce come Higgs e decade come Higgs allora probabilmente è Higgs!
Così, il 14 marzo è arrivata la conferma: la particella annunciata lo scorso 4 luglio 2012, era il Bosone di Higgs.

E' sabato mattina, mi alzo e mi preparo una bella tazza di caffè. Come sempre accendo il computer per leggere le ultime notizie e fare il consueto tour tra i siti scientifici alla ricerca dell'ultima scoperta.
Digito www.nasa.gov e non appena il browser carica la home page, ho un sussulto: tra le sei top news in alto a sinistra spicca un panorama del monte Sharp ottenuto con le immagini di Curiosity.

Nella vorticosa atmosfera di Giove, le zone senza nuvole sono essenzialmente una rarità tanto da essere definite "Hot Spot". Fino ad oggi, non si è mai saputo molto sulla loro formazione e distribuzione, in particolare sul motivo per cui si formano prevalentemente intorno all'equatore.

Ora, utilizzando le immagini della sonda della NASA Cassini, gli scienziati hanno identificato, per la prima volta, l'onda responsabile dei movimenti presenti nelle tipiche correnti a getto atmosferiche e degli Hot Spot di Giove, ritrovando un modello già visto anche nelle dinamiche terrestri.

La vegetazione alle latitudini più settentrionali del nostro pianeta assomiglia sempre di più a quella delle latitudini più a sud: questo sarebbe il risultato di uno studio finanziato dalla NASA, basato su 30 anni di osservazioni.

Un team internazionale di ricercatori universitari e scienziati della NASA hanno esaminato la relazione tra i cambiamenti di temperatura della superficie terrestre e la crescita della vegetazione dai 45 gradi di latitudine nord fino al Mar Glaciale Artico.

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