Scritto: Sabato, 02 Ottobre 2021 08:44 Ultima modifica: Mercoledì, 06 Ottobre 2021 16:21

Prime immagini di Bepi da Mercurio!


Avvenuto con successo il primo swing-by della sonda euro-giapponese con il pianeta più interno del Sistema Solare, ecco le prime immagini. Aggiornamento

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La prima immagine pubblicata di Mercurio La prima immagine pubblicata di Mercurio Credits: ESA/BepiColombo/MTM, CC BY-SA 3.0 IGO

Oggi cade il 101° anniversario della nascita di Giuseppe 'Bepi' Colombo, lo scienziato italiano che, tra le altre cose, studiò la rotazione di Mercurio; non ci poteva essere occasione migliore per festeggiarne la memoria grazie al successo della sonda a lui intitolata! La notte passata, infatti, la BepiColombo ha effettuato il primo dei sei sorvoli previsti su Mercurio, ciascuno destinato ad affinare la traiettoria in vista dell'entrata in orbita definitiva attorno al pianeta nel 2025 (si veda il filmato in fondo all'articolo). In pratica, dopo due anni di "caduta" verso il Sole, la sonda userà questa strategia per smaltire il suo eccesso di energia e venire quindi catturata dalla gravità del pianeta.

Bepi Sorvoli

Due mappe che mostrano la proiezione sulla superficie di Mercurio dei 6 "swing-by" previsti (M1 è quello appena avvenuto); i colori delle tracce indicano la distanza dalla superficie (mappa in alto) e le condizioni di illuminazione (mappa inferiore) - Credits: Valeria Mangano et al. [2021]

Come spiegato nel recente articolo di Elisabetta Bonora, durante il sorvolo non è stato possibile acquisire immagini ad alta risoluzione con la fotocamera scientifica principale, essendo questa schermata dal modulo di trasferimento mentre la navicella è in configurazione di crociera. Tuttavia, due delle tre telecamere di monitoraggio (MCAM) di BepiColombo hanno ripreso immagini ad ampio campo, durante la fase di allontanamento dal pianeta. Le prime sono giunte a terra già intorno alle 8 di stamane ma risultavano sovraesposte e non sono state rese pubbliche, in attesa di altre scattate con settaggio differente (tempo di esposizione minore).

Quella che vediamo in apertura è la prima immagine, pubblicata in rete verso le 10:30 e scattata dalla "Mercury Transfer Module’s Monitoring Camera 2" dieci minuti dopo il massimo avvicinamento, da una distanza di 2418 km. Essa mostra una porzione dell'emisfero settentrionale illuminato lateralmente (il Nord è in basso a destra) e si distinguono le pianure di Sihtu e Rudaki e il contorno dei crateri Calvino e Lermontov.

Qui sotto, invece, un'altra immagine pubblicata poche ore dopo, stavolta dalla MCAM-3; essa ritrae l'emisfero meridionale da quasi 2700 km di altezza e, nell'inserto, sono riportati anche i nomi delle principali strutture in vista. Rispetto all'originale, sono stati rimossi quasi completamente gli artefatti in alto a sinistra, dovuti allo "smearing" del CCD.

seconda

 Credits: ESA/BepiColombo/MTM - Processing: Marco Di Lorenzo

 Altre due immagini, insieme alla versione con didascalie della prima, sono disponibili ora in questo link dell'ESA.

SwingBy1

Il personale nel centro di controllo ESOC esulta al momento del massimo avvicinamento - Credits: ESOC/ESA 

Questo primo sorvolo di Mercurio è avvenuto alle 3:34 (ora italiana) a soli 198 km dalla superficie del pianeta; grazie al "gravity assist", esso modificherà la velocità del veicolo spaziale di 2,1 km/s rispetto al Sole. La delicata manovra ha richiesto mesi di meticolosa pianificazione da parte degli esperti di Flight Dynamics al controllo missione dell'ESA a Darmstadt, in Germania. Già una settimana dopo l'ultimo sorvolo di Venere, il 10 agosto, era stata eseguita una manovra di correzione di rotta, in vista questo primo sorvolo di Mercurio. Per il futuro sviluppo della missione, era essenziale che questo "swing-by" avvenisse in modo estremamente preciso, assicurando che il veicolo spaziale rimanesse sulla giusta traiettoria di avvicinamento; qui ogni chilometro fa la differenza! A complicare le cose, BepiColombo si trova a più di 100 milioni di chilometri dalla Terra, viaggia a una velocità di 54 km/s rispetto al Sole, con segnali che impiegano 350 secondi (quasi sei minuti) per viaggiare da noi alla missione, a la velocità della luce.

“Grazie alla notevole precisione delle misurazioni della nostra rete di stazioni di terra e antenne in tutto il mondo e ai continui sforzi del Flight Dynamics Navigation Team, la nostra attuale conoscenza della posizione di BepiColombo è precisa entro 500 metri e conosciamo la sua velocità fino a il millimetro al secondo”, spiega Frank Budnik, Flight Dynamics Manager di BepiColombo presso il Centro operativo ESOC dell'ESA.

Aggiornamento: il 4 ottobre, ESA ha reso pubblico il filmato che riportiamo qui sotto, con la sequenza completa di allontanamento ripresa delle telecamere MCAM.

Letto: 418 volta/e Ultima modifica Mercoledì, 06 Ottobre 2021 16:21

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Credits: ESA
Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

https://www.facebook.com/marco.lorenzo.58 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

2 commenti

  • Comment Link Marco Di Lorenzo (DILO) Lunedì, 04 Ottobre 2021 07:18 posted by Marco Di Lorenzo (DILO)

    Claudio, ripensandoci hai ragione, dato che non sono le prime immagini inviate, in assoluto, dalla sonda... ma ormai non vale più la pena cambiare il titolo! Per quanto riguarda la faccenda del lungo e tortuoso tragitto di BepiColombo, è vero che si sarebbero potuti accorciare i tempi con una manovra iniziale più energetica ma, come già avvenuto nelle precedenti missioni di Mariner-10 e Messenger, si è preferito "risparmiare" ovvero privilegiare la massa del carico utile a danno di una manovra più lunga e complessa, sfruttando diversi gravity assist per smaltire l'energia derivante dal penetrare nel "pozzo gravitazionale" del Sole.

  • Comment Link Claudio Costerni Domenica, 03 Ottobre 2021 21:52 posted by Claudio Costerni

    Marco, secondo me sarebbe stato più giusto, carino e curioso, scrivere:
    Prime immagini di Mercurio da Bepi!
    Non trovi?
    Mi ero chiesto e mi chiedo ancora perché, o se, è davvero inevitabile, per una missione verso Mercurio, attendere anni per poter entrare in orbita, nell'orbita circolare, finale, voluta.
    Un po' lo so, un po' non lo so.
    Se fosse già stato spiegato, non lo ricordo, o non l'ho letto, per favore segnalamelo.
    Intendo dire, è fondamentalmente un problema di grandezza/potenza del razzo e di costi per questa sonda che erano da tener bassi nel progetto, bassi relativamente parlando, oppure è un limite della tecnologia che in ogni caso non potrebbe far meglio, o molto meglio di così, cioè non è possibile essere più veloci ed evitare tanti lunghi giri per le frenate gravitazionali, prima di arrivare all'orbita programmata?

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