Sedici giorni fa, su queste pagine, abbiamo narrato di come il modulo di risalita della missione Chang'e-6 era decollato dalla sommità del lander, con il suo prezioso carico di campioni raccolti tramite un trapano ed un braccio meccanico. Solo 49 ore prima, nella notte tra il primo e il 2 di giugno, il veicolo si era posato nel cratere Apollo, all'interno del gigantesco bacino meridionale di Aitken. Qui sotto, vediamo a sinistra una "immagine di contesto" che indica il luogo di allunaggio su una mappa altimetrica mentre, sulla destra in basso, le eccezionali riprese ad alta risoluzione effettuate dalla sonda NASA's Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) il 7 giugno; dove il lander Chang'e-6 è facilmente individuabile, attorniato da un alone chiaro di regolite sollevata dagli scarichi durante l'atterraggio e che non si vede nella porzione superiore, ripresa in precedenza. La posizione del punto di atterraggio, ricavata da queste immagini, è latitudine -41.6385° e longitude 206.0148° (con una accuratezza di 30 metri).

Il luogo di atterraggio del lander Chang'e-6 - Credits: NASA/LROC - Processing: Marco Di Lorenzo
 

 Giunto in orbita lunare, nella mattina del 6 giugno il modulo di ascesa si è poi agganciato all'orbiter (modulo di servizio) come mostrato in un video diffuso dall'agenzia spaziale CNSA e di cui qui sotto proponiamo quattro fotogrammi cruciali, opportunamente processati per ridurre le distorsioni e migliorare dinamica, dettagli e cromatismo. E' la seconda volta che questa operazione viene effettuata con successo, dopo l'impresa di Chang'e-5 nel 2020.

Docking

Il docking tra modulo di ascesa (in alto) e l'orbiter (in basso); si notino i ganci in primo piano che effettuano un "abbraccio" per rendere solidali i due veicoli - Credits: CNSA/CGTN - Processing: Marco Di Lorenzo

 Il passo successivo di questa complessa coreografia ha visto il trasferimento dei campioni lunari dentro una capsula sigillata che dovrà riportarli a Terra. Arriviamo così alla manovra avvenuta la notte passata, quando i motori del modulo di servizio si sono accesi per abbandonare definitivamente l'orbita lunare. Questa "burn" è indicato dalla linea tratteggiata verde nella figura di apertura, basata sulle effemeridi calcolate da B.Gray e pubblicate su MPEC/projectpluto, basate a loro volta su osservazioni ottiche telescopiche. Il primo "allarme" è stato fornito dai radioamatori tedeschi che hanno notato un brusco cambiamento nello spostamento Doppler nel segnale portante a 8,4 GHz (immagine sottostante).

signal

Il segnale rilevato stamane dai radioamatori evoluti. - Credits: AMSAT-DL - Processing: Marco Di Lorenzo

 Tra 4 giorni, infine, dalla sonda giunta in prossimità della Terra, si separerà la capsula per compiere un rientro con tanto di "rimbalzo" nell'alta atmosfera, per smaltire meglio l'eccesso di velocità,  come viene illustrato nella grafica seguente. Come si ricorderà, qualcosa di simile aveva fatto anche la capsula Orion nella missione Artemis-1.

Landing

Grafica sulla regione di rientro e la traiettoria schematica della capsula - Credits: Volny7/CNSA - Processing: Marco Di Lorenzo

 Ricordiamo che sul lander erano "ospitati" tre strumenti europei, tra cui l'italiano INRRI (INstrument for landing-Roving laser Retroreflector Investigations), un retroriflettore laser passivo da utilizzare per la telemetria laser del lander, simile a quelli utilizzati nelle missioni Schiaparelli e InSight e realizzato dall'INFN