Scritto: Giovedì, 14 Gennaio 2021 07:34 Ultima modifica: Giovedì, 14 Gennaio 2021 13:51

La Cina vuole anche Giove


Dopo aver riportato con successo campioni della Luna sulla Terra ed avere una sonda che sta per atterrare su Marte, la Cina sta pianificando anche una visita a Giove. La missione, da lanciare entro il decennio, potrebbe includere un lander diretto su Callisto.

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La Cina vuole anche Giove Crediti: NASA/JPL/ DLR(German Aerospace Center)

I progetti presentati sono due: entrambi si propongono di svelare i misteri del gigante gassoso utilizzando una sonda principale e veicoli più piccoli (tipo CubeSat) con incarichi specifici.
Uno degli obiettivi principali è studiare le dimensioni, la massa e la composizione dei satelliti irregolari di Giove, spesso in orbite distanti, ellittiche e persino retrograde, integrando la scienza di altre missioni come Europa Clipper e Lucy della NASA e JUICE dell'ESA.
Si chiamano rispettivamente Jupiter Callisto Orbiter (JCO) e Jupiter System Observer (JSO). Alla fine, probabilmente ne andrà avanti uno solo.

Tutti e due le missioni verrebbero lanciate nel 2029 ed arriverebbero nell'orbita gioviana nel 2035, dopo un gravity assist da Venere e due dalla Terra.

 

Jupiter Callisto Orbiter

Questa missione propone almeno un paio di spunti davvero intriganti. Per cominciare, prima di entrare in orbita polare attorno a Callisto, il JCO sorvolerebbe diversi satelliti irregolari di Giove; in secondo luogo, potrebbe includere un lander. L'atterraggio su Callisto costituirebbe una prima assoluta tutta made in Cina, come la missione Chang'e 4 è stata la prima ad atterrare sul lato lontano della nostra Luna.

Callisto è la più esterna delle quattro lune galileiane, la terza più grande del Sistema Solare e la seconda più grande del sistema gioviano, dopo Ganimede.
Ha una sottile atmosfera con piccole quantità di ossigeno, il suo interno è meno influenzato dai riscaldamenti mareali rispetto agli altri satelliti medicei e la sua superficie è una delle più craterizzate del Sistema Solare. Probabilmente è nata dal materiale residuo derivante dalla formazione di Giove e da allora, non deve aver subito troppe trasformazioni, a parte i molteplici impatti con asteroidi che ne hanno modellato l'aspetto. Questo satellite, pertanto, preserva un pezzo di storia del nostro Sistema Solare ed è un posto ideale per far atterrare un lander in cerca di scienza. È anche la luna gioviana meno impegnativa su cui atterrare: c'è bisogno di meno carburante per raggiungerla e si trova fuori dell'intenso campo di radiazioni di Giove.

 

Jupiter System Observer

Questa missione si concentrerebbe, invece, su Io. Eseguirà diversi fly-by attorno al satellite per studiare le origini del suo vulcanesimo. Inoltre, studierà la massa, la densità, la dinamica e la composizione chimica ed isotopica dei satelliti irregolari.

A fine missione, la sonda potrà essere inviata nel punto di Lagrange L1 del sistema Sole-Giove, in modo tale da prolungare la permanenza nel sistema gioviano. Da questo punto di vista unico, dove nessun veicolo spaziale è mai stato prima, JSO monitorerà il vento solare al di fuori del campo magnetico di Giove ed osserverà da lontano le lune irregolari del pianeta per un lungo periodo.

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Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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