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Scritto: Lunedì, 07 Settembre 2020 06:20 Ultima modifica: Lunedì, 07 Settembre 2020 07:20

Lo spazioplano cinese fa ritorno sulla Terra


Secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa cinese Xinua, il veicolo spaziale sperimentale riutilizzabile lanciato due giorni fa, ha fatto ieri ritorno sulla Terra

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La foto di uno dei lanci del Long March 2F. La foto di uno dei lanci del Long March 2F.

Finora, le autorità spaziali cinesi non hanno lasciato trapelare alcun dettaglio su questo volo.
Tutto ciò che sappiamo è che qualcosa è stato lanciato dal Jiuquan Satellite Launch Center nel deserto del Gobi con il vettore Long March 2F: l'esperimento è stato progettato per testare le prestazioni di nuovi materiali per un veicolo riutilizzabile ed il relativo il sistema di monitoraggio e controllo, secondo Song Zhongping, un esperto militare cinese. Wang Ya'nan, capo redattore della rivista Aerospace Knowledg di Pechino, ha commentato: "Il test si concentrerebbe sulla capacità del veicolo di entrare in orbita tramite il lancio di un razzo vettore e l'affidabilità del suo ritorno sulla Terra, che sono fondamentali per un veicolo orbitale riutilizzabile".

Il ritorno dello spazioplano segreto, designato come "PRC TEST SPACECRAFT", è stato confermato anche dal sito space-track.org, un database online del governo degli Stati Uniti.

Si ipotizza già che il nuovo veicolo spaziale sia un equivalente cinese del Boeing X-37B americano, che ha iniziato la sua sesta missione il 17 maggio 2020. Questa navicella funziona in modo molto simile ad una mini-navicella spaziale, lanciata in cima a un razzo convenzionale. Il mezzo senza equipaggio opera da anni con poche spiegazioni ufficiali sulla sua effettiva missione. Tuttavia, recentemente è stato confermato che lo spazioplano è stato coinvolto in esperimenti con il Photovoltaic Radio-frequency Antenna Module (PRAM) che accogliere energia utilizzando pannelli solari e la rimanda sulla Terra sotto forma di microonde.

Secondo il sito thedrive.com, l'interesse cinese per i veicoli spaziali riutilizzabili è emerso a metà degli anni 2000, con l'obiettivo di abbattere i costi legati alla messa in orbita dei carichi utili.
Il piano si volgerebbe in tre fasi:: 1) un veicolo a decollo verticale, atterraggio orizzontale; 2) un decollo orizzontale two-stage-to-orbit con navetta ad atterraggio orizzontale; 3) uno spazioplano single-stage-to-orbit (SSTO) con decollo orizzontale e atterraggio orizzontale.

D'altra parte, il governo di Pechino ha lavorato alla progettazione di veicoli spaziali fin dagli anni '80, parallelamente all'Europa, all'Unione Sovietica ed agli Stati Uniti.
Di tanto in tanto, è stata fatta trapelare qualche informazione e le idee per qualche progetto ambizioso. Per esempio, lo spazioplano Shenlong comparve per la prima volta in una foto che lo mostrava trasportato sotto la pancia di un bombardiere H-6K, nel dicembre 2007. E potrebbe aver effettuato voli di prova atmosferici e suborbitali nel 2010 e nel 2011.

Lo spazioplano cinese Shenlong

Oppure, nel 2016, la China Academy of Launch Vehicle Technology (CALT) aveva annunciato che uno spazioplano a 20 posti avrebbe iniziato i suoi voli di test senza equipaggio nel 2020. Ma non ci sono prove che il recente lancio sia in qualche modo correlato con questo progetto. Infine, lo scorso anno la China Academy of Aerospace Aerodynamics (CAAA) aveva rilasciato le immagini dei test nella galleria del vento di uno spazioplano two-stage-to-orbit.

Galleria del vento dello spazioplano cinese two-stage-to-orbit

Lo spazioplano segreto, designato come PRC TEST SPACECRAFT, farà parte di questi ambiziosi progetti? Sarà per la Cina un'importate opportunità per compiere missioni variegate e a costi ridotti? Forse ne sapremo qualcosa di più nei prossimi mesi o forse rimarrà un mistero, almeno fino al prossimo lancio.

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Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

https://twitter.com/EliBonora | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.