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La missione congiunta NASA-ESA-ASI Cassini ha osservato il sistema di Saturno per oltre nove anni.
Ora, un'analisi dettagliata dei dati concentrata sulle osservazioni della grande luna di Saturno, ha confermato che la densità della ionosfera di Titano è direttamente connessa ai cicli dell'attività solare.

Pubblicato in Cassini

Dopo aver rischiato un brusco stop a causa dello shutdown che i primi di ottobre ha coinvolto gli Stati Uniti, la sonda Mars Atmosphere and Volatile EvolutioN (MAVEN) della NASA è quasi pronta per iniziare una nuova missione alla volta del Pianeta Rosso.

La partenza è schedulata per lunedì 18 novembre, alle 19:28 ora italiana, ma la finestra di lancio si estende fino al 7 dicembre.

Pubblicato in MAVEN

Il satellite dell'ESA GOCE (Gravity Field and Steady State Ocean Circulation Explorer) è in "caduta libera" dal 21 ottobre e presto i suoi detriti potrebbero arrivare sulla Terra tra la seconda e la terza settimana di novembre.

Questo sarà il primo rientro incontrollato di un satellite dell'ESA dalla missione Isee-2, nel 1987.

Pubblicato in Missioni Spaziali

Un nuovo studio, basato sui controversi meteoriti marziani, suggerisce che l'atmosfera densa di Marte di 4 miliardi fa non è sfuggita nello spazio ma sarebbe rimasta intrappolata nelle rocce.

Tim Tomkinson, autore principale della ricerca e geochimico presso l'Università di Glasgow nel Regno Unito, insieme al suo team, ha sondato la storia dell'atmosfera del Pianeta Rosso da un frammento del famoso meteorite "Lafayette", del sottogruppo delle Nakhli, cosiddetto dall'omonima città nello Stato dell’Indiana (USA) dove fu trovato nel 1931.

Pubblicato in Spazio & Astronomia

L'India sta per diventare, dopo la Russia, l'Europa e gli Stati Uniti, il quarto stato ad inviare una sonda su Marte.

L'annuncio risale al 15 agosto 2012 in occasione della celebrazione dell'indipendenza del paese dagli Inglesi, quando il primo ministro Manmohan Singh aveva dichiarato:
"In questa missione, la nostra sonda andrà vicino a Marte e raccogliere importanti informazioni scientifiche. Questo veicolo spaziale su Marte, sarà un passo enorme per noi nel campo della scienza e della tecnologia".

Pubblicato in MOM

Ormai da diversi anni elaboriamo per hobby le immagini delle sonde e dei rover attivi nel nostro Sistema Solare. Molto del nostro lavoro è concentrato su Marte.
A volte ci rendiamo conto di riuscire a percepire alcuni dettagli ancor prima di enfatizzarli.
Può sembrare un fatto curioso ma è come se i nostri occhi avessero acquistato una sensibilità in perfetta sincronia con l'ambiente extraterrestre.

Pubblicato in MSL - Curiosity

Gli asteroidi troiani nell'orbita di Marte sarebbero la testimonianza di un'antica collisione.

Il nuovo studio, a cura di Dr. Apostolos Christou, un astronomo ricercatore presso l'Osservatorio di Armagh nell'Irlanda del Nord (Regno Unito), è stato presentato la scorsa settimana alla Division for Planetary Sciences of the American Astronomical Society a Denver.

Pubblicato in Spazio & Astronomia
Mercoledì, 09 Ottobre 2013 06:18

Le nuvole di Marte ricreate sulla Terra

A prima vista le nuvole di Marte potrebbero essere considerate simili a quelle terrestri: le immagini riprese dalle sonde e dai rover (OPPORTUNITY SOL 2847: UNO SGUARDO AL CIELO) al lavoro sul Pianeta Rosso raffigurano vaporosi ciuffi ad alta quota simili ai cirri.

Gli scienziati, conoscendo la composizione atmosferica di Marte, ipotizzano che queste nubi siano costituite per lo più da cristallo di ghiaccio d'acqua e di anidride carbonica ma senza poter condurre una ricerca sul posto, rimane abbastanza difficile ipotizzare a quali condizioni si possono formare.

Pubblicato in Spazio & Astronomia

L'antica superficie di Marte potrebbe esser stata ripetutamente scossa da supervulcani giganti che avrebbero scatenato colossali ed esplosive eruzioni in grado di cambiare per sempre il volto del pianeta.

Esaminando un'antica zona di Marte, Arabia Terra, gli scienziati hanno scoperto quelli che potrebbero essere i resti di un supervulcano, ossia di un vulcano in grado di produrre fino a 1000 chilometri cubi di materiale durante la sua attività

Pubblicato in Spazio & Astronomia

Kepler-7b è un gigante gassono in orbita attorno alla stella Kepler-7, nella costellazione della Lira.
E' un pianeta molto luminoso, tanto che gli astronomi, nonostante la sua considerevole distanza (oltre 1000 anni luce dalla Terra), hanno potuto fruttare i dati dei telescopi spaziali della NASA, Spitzer e Keplero, per creare la prima mappa del sistema nuvolo di un pianeta extrasolare.

Pubblicato in Spazio & Astronomia

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