All'inizio di questo mese, il razzo è stato completamente impilato per la prima volta nel Vehicle Assembly Building del Kennedy Space Center e la capsula Orion (la cabina dell'equipaggio) è stata posizionata in cima.
Tutto completo è alto circa 98 metri, poco meno del Saturn V.

L'amministratore della NASA Bill Nelson ha detto ai giornalisti che "con il completamento e l'integrazione del razzo Space Launch System della NASA e della navicella spaziale Orion, ci stiamo avvicinando sempre di più a intraprendere una nuova era di esplorazione umana dello spazio profondo ... Grazie a il duro lavoro del team di progettazione, produzione, test e ora di completamento dell'assemblaggio del nuovo razzo e della navicella spaziale della NASA, siamo nel bel mezzo dei preparativi per il primo lancio della missione Artemis I, aprendo la strada all'esplorazione della Luna, di Marte, e oltre per molti anni a venire”.

artemisiIl 21 ottobre scorso, la NASA ha completato l'impilamento del razzo Space Launch System e della capsula Orion.
Crediti: NASA

Il passo successivo sarà trasportare il razzo sul pad dove saranno eseguiti i test di carico del propellente e conto alla rovescia. Questo consentirà al team di fissare la data esatta del decollo.

Artemis I trascorrerà più di tre settimane nello spazio.
In orbita attorno alla Luna, proverà sistemi ed eseguirà esperimenti, incluso il Matroshka AstroRad Radiation Experiment (MARE) che testerà nuove tecnologie progettate per proteggere i tessuti umani dalle pericolose radiazioni al di fuori della magnetosfera terrestre.
MARE, a cui partecipa anche il Centro Aerospaziale Tedesco DLR, utilizzerà due finte astronaute, Helga e Zohar, costruite con ossa e organi fatti di plastica equivalenti a tessuto di diverse densità. I due manichini voleranno sedute sui sedili della Orion e, tramite appositi rilevatori di radiazioni, permetteranno di conoscere la dose di radiazioni realmente percepita dal corpo umano durante un volo verso la Luna.
Zohar indosserà AstroRad, un giubbino protettivo sviluppato dalla start-up israeliana StemRad, sponsorizzata dall'Agenzia Spaziale Israeliana.

esperimento mare artemis iCrediti: DLR

La missione trasporterà anche 10 CubeSat con diversi obiettivi scientifici e ingegneristici. Alcuni dei più interessanti includono Lunar IceCube, che cercherà il ghiaccio sulla Luna con uno spettrometro a infrarossi e NEA Scout, che dispiegherà una vela solare e navigherà verso un piccolo asteroide vicino. Un Cubesat giapponese chiamato OMOTENASHI impatterà sulla Luna con un razzo a propellente solido, mentre ArgoMoon, sviluppato dall'azienda torinese Argotec in collaborazione con l'Agenzia Spaziale Italiana (ASI), manovrerà intorno allo stadio superiore SLS, scattando immagini ad alta risoluzione.

Se Artemis I avrà successo, il volo successivo trasporterà astronauti a bordo (tutti i dettagli del programma Artemis). Artemis II sarà il "momento Apollo 8" della Generazione Artemis. La missione invierà quattro astronauti nell'ambiente lunare per la prima volta in oltre 50 anni: l'equipaggio potrà osservare l'intero globo terrestre da lontano, con la Luna sullo sfondo. La data di lancio provvisoria è fissata per settembre 2023.
L'anno seguente, o forse con qualche ritardo, Artemis III riporterà gli esseri umani a camminare sulla superficie lunare.
Le missione successive costruiranno il Gateway ed effettueranno escursioni al polo sud della Luna, con l'obiettivo di stabilire una permanenza sul nostro satellite.

Il programma Artemis testerà varie tecniche di utilizzo delle risorse in situ con l'obiettivo finale di imparare a operare nello spazio profondo per lunghi periodi, risultati che saranno necessari per un'eventuale missione umana su Marte.