Scritto: Martedì, 13 Aprile 2021 18:54 Ultima modifica: Domenica, 02 Maggio 2021 23:27

Firefly Alpha, la prima 'lucciola' è sulla rampa di Vandenberg


Il numero di vettori spaziali di piccola portata continua ad affollarsi. Ora è la volta di Alpha della Firefly, una nuova compagnia commerciale americana che spera di debuttare in orbita entro l'anno.

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Nelle foto il primo razzo vettore Alpha di Firefly mentre viene issato sulla rampa di Vandenberg. Credit: Nelle foto il primo razzo vettore Alpha di Firefly mentre viene issato sulla rampa di Vandenberg. Credit: Firefly Aerospace

La Firefly Aerospace si avvicina al suo volo inaugurale. Il primo razzo Alpha di Firefly, che è giunto al sito di lancio di Vandenberg, California, a novembre 2020, è ora stato piazzato in verticale sulla rampa di lancio in preparazione per un test statico di accensione e il lancio. Il veicolo Alpha di Firefly è un razzo orbitale a due stadi alimentato a propellenti liquidi. L'RP-1, in pratica il kerosene raffinato utilizzato in aeronautica, e l'ossigeno liquido sono spinti dalle turbopompe nei quattro motori Reaver-1 del primo stadio e nel motore Lightning-1 sul secondo stadio. Questi due stadi sono in grado di trasportare 1.000 kg nell'orbita bassa terrestre bassa o 630 kg nell'orbita solare sincrona. Il razzo, realizzato in materiali compositi, è alto 29 metri ed ha un diametro di 1,8 (due metri l'ogiva protettiva del carico utile). Firefly punta di avviare, alla fine di questo mese, un nuovo processo di produzione con il quale spera di produrre fino a 24 veicoli all'anno, per una media di due lanci al mese. Questo piccolo veicolo di lancio sarà in grado di fornire più opzioni per il crescente mercato dei piccoli satelliti. Al costo di 15 milioni di dollari per lancio, in una missione dedicata, Firefly spera di ridurre il costo per raggiungere l'orbita, sia per le missioni dedicate che per quelle in condivisione.

La Firefly ('lucciola' in italiano) ha una storia breve ma travagliata. La Firefly Space Systems è stata costituita nel gennaio 2014 da Tom Markusic, P.J. King e Michael Blum e da un piccolo gruppo di imprenditori che ha autofinanziato l'azienda. Nel settembre 2014, la Firefly ha annunciato che avrebbe trasferito la propria sede da Hawthorne, in California, a Cedar Park, nel sobborgo di Austin, in Texas. A novembre 2014 si era trasferita in Texas ed è cresciuta fino a avere 30 dipendenti entro l'agosto 2014 e 43 dipendenti entro novembre dello stesso anno. La Firefly aveva uffici e strutture di ingegneria a Cedar Park, Texas e Hawthorne, California e acquistò 87 ettari di terreno per un impianto di collaudo e produzione dei motori a Briggs, Texas, 80 km a nord di Austin. Tom Markusic ha una formazione in ingegneria della propulsione e ha lavorato per altre società del cosiddetto 'NewSpace' (per differenziarle dalle storiche aziende del settore come Boeing, Lockheed ecc.) tra cui SpaceX - dove era manager presso il Texas Rocket Test Facility - e ha anche ricoperto incarichi senior presso la Virgin Galactic e la Blue Origin. Il nome della società è venuto a Markusic mentre era seduto sulla veranda sul retro di casa a guardare le lucciole, rendendosi conto che, in futuro il cielo sopra la Terra avrebbe potuto assomigliare a quello mentre le astronavi traghettavano le persone verso Marte. Sempre nel 2014, la Firefly acquistò attrezzature per l'avvolgimento di fibre per la produzione di serbatoi criogenici in materiali compositi che verranno costruiti utilizzando un processo fuori dall'autoclave. I prototipi dei serbatoi sono stati testati presso il Marshall Space Flight Center della NASA a metà del 2014. Il design di Firefly Alpha venne svelato nel luglio 2014.

firefly alpha rocket assembly

Nella foto il primo razzo vettore Alpha di Firefly mentre viene assemblato. Credit: Firefly

A novembre 2014 l'obiettivo di Firefly era di avere un flusso di cassa positivo entro il 2018, sulla base delle attività previste per piccoli satelliti. La Firefly aveva firmato un accordo con Space Florida per il lancio dalle coste della Florida, la 'Space Coast'. Firefly eseguì il suo primo test di accensione del motore a razzo presso il "Firefly Rocket Engine Research 1" (FRE-R1) il 10 settembre 2015. Nel dicembre 2014, l'ex datore di lavoro di Tom Markusic, la Virgin Galactic, affermò che egli aveva fornito illegalmente la proprietà intellettuale di Virgin al team di sviluppo di Alpha. Virgin affermò inoltre che Markusic aveva "distrutto i dispositivi di archiviazione, smaltito i computer e riformattato i dischi rigidi per coprire le tracce della sua appropriazione indebita delle informazioni di Virgin Galactic". Nell'agosto 2016, un arbitro indipendente confermò che Markusic aveva distrutto le prove. Successivamente, un importante investitore europeo fece marcia indietro, lasciando la Firefly senza i soldi sufficienti per procedere. La società licenziò tutto il suo personale nell'ottobre 2016. Secondo Markusic, l'inconveniente dell'investitore non era legato al contenzioso ma alla Brexit. Nello stesso mese, la Virgin Orbit ha intentato una causa presso la Corte Superiore della contea di Los Angeles contro Firefly e due dei suoi responsabili. Entro il 1° dicembre 2016, la Firefly Space Systems aveva cessato definitivamente i lavori di ingegneria. Nel marzo 2017, venne annunciato che "praticamente tutte" le attività di Firefly sarebbero state vendute all'asta, organizzata dalla EOS Launcher, Inc., che aveva precedentemente acquistato una cambiale da 1 milione di dollari emessa da Firefly a Space Florida per indurla a chiudere il contenzioso.

Dopo essere fallita ed essere stata liquidata nel marzo 2017, la società è stata ricreata come Firefly Aerospace da Noosphere Ventures, che ha rilevato le attività dell'ex Firefly Space Systems. Il proprietario di Noosphere Ventures, Max Polyakov, un imprenditore ucraino, si è impegnato a finanziare completamente Firefly almeno per i suoi primi due lanci. A capo esecutivo della Firefly è rimasto Markusic anche se i piani per lo sviluppo del motore sono stati significativamente modificati dalla nuova gestione e il veicolo Alpha rivisto è realizzato con un approccio più tradizionale (inizialmente avrebbe dovuto utilizzare un motore aerospike alimentato a metano). La riorganizzazione ha però ritardato lo sviluppo di circa un anno, facendo così slittare il primo lancio previsto nel secondo trimestre del 2021.

firefly reaver engines fire test

Nella foto il test di accensione, al banco di prova, dei quattro motori Reaver. Credit: Firefly

Lo sviluppo di motori e strutture è ripreso nel 2017 e Firefly Aerospace ha eseguito diversi test di accensione del suo motore Lightning-1 del secondo stadio sul suo banco di prova orizzontale. Il 17 maggio 2018, Firefly Aerospace ha aperto un centro di ricerca e sviluppo (R&S) nella città di Dnipro, in Ucraina. È stato annunciato che il centro di ricerca e sviluppo Firefly diventerà nel tempo un luogo di lavoro per oltre 150 dipendenti ed è dotato della più grande stampante 3D dell'Ucraina, destinata alla produzione industriale di parti metalliche di alta qualità. Il 10 ottobre 2018, Firefly Aerospace e lo sviluppatore di piccoli satelliti York Space Systems hanno annunciato una collaborazione per offrire ai clienti un pacchetto combinato di servizi satellitari e di lancio. Nel novembre 2018, è stato annunciato che la NASA ha selezionato Firefly Aerospace come una delle nove società in grado di fare offerte per il Commercial Lunar Payload Services (CLPS), dove la società avrebbe proposto un lander lunare robotico chiamato Firefly Genesis. Nel febbraio 2019, la società ha annunciato che avrebbe sviluppato impianti di produzione e un sito di lancio a Cape Canaveral, dove hanno affittato una rampa di lancio privata in Florida - l'ex Space Launch Complex 20 (SLC-20), che era stata utilizzata dall'aeronautica statunitense negli anni '50 fino al 1996 - e hanno anche un accordo di locazione simile sul Costa occidentale degli Stati Uniti, la SLC-2W di Vandenberg. Nel febbraio 2021, la NASA ha assegnato circa 93,3 milioni di dollari a Firefly Aerospace per sviluppare tecnologie di esplorazione per il programma Artemis Commercial Moon Delivery nel 2023. Nel futuro sono già previste delle evoluzioni del razzo, un Firefly Beta, da 8 tonnellate in LEO ed un razzo alato, Firefly Gamma, a due stadi parzialmente recuperabile per piccoli carichi.

Una compagnia quindi che si affaccia nell'affollatissimo mondo dei piccoli razzi vettori dove dovrà scontrarsi, oltre che con la già affermata Rocket Lab, anche con Astra, Relativity Space, PLD Space, Vector Launch e Virgin Orbit. Il mercato dei piccoli e piccolissimi satelliti sarà in grado di sostenerle tutte?

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Massimo Martini

Sono appassionato di astronomia e di astronautica fin da quella notte del luglio 1969 quando, a poco più di sei anni, vidi i primi uomini mettere piede sulla Luna. La passione è cresciuta con gli anni e, sebbene non si sia trasformata in attività lavorativa, sono diventato un grande appassionato. Nel 1992, in pieno viaggio di Nozze, sono riuscito a trascinare persino la mia dolce metà al Kennedy Space Center per vedere il lancio del primo italiano nello spazio. Dal 2000 al 2017 ho realizzato e curato il sito astronautica.us che è stato sempre aggiornato ed il più possibile affidabile nelle informazioni. Purtroppo, per motivi personali sono stato costretto a chiudere il sito nel luglio 2017.
Sono stato, assieme a mia moglie, uno dei responsabili delle prime tre edizioni della convention 'AstronautiCON', che hanno visto anche la presenza di illustri ospiti nel campo astronautico. Al momento collaboro saltuariamente con la rivista del settore 'Spazio Magazine', attivamente con il sito aliveuniverse.today ed ho una rubrica fissa astronomica sul magazine locale 'Quello che c'è'.

www.astronautica.us | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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