Scritto: Domenica, 17 Gennaio 2021 01:29 Ultima modifica: Domenica, 17 Gennaio 2021 06:22

SLS fallisce il test di prova dei motori


Lo stadio principale del mega-razzo SLS della NASA ha fallito il test di prova, tenutosi presso il Centro Stennis, di tutti e quattro i motori. Dopo appena 67 secondi si è avviato lo spegnimento dei motori. Il debutto in volo del razzo, previsto a novembre, è ora in pericolo.

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I quattro motori RS-25 a piena potenza durante il test. I quattro motori RS-25 a piena potenza durante il test. Credit: NASA TV/Stennis

Si è tenuto alle 23:27 italiane (le 17:27 locali) il tanto atteso Green Run Test dello stadio principale (core stage) del razzo Space Launch System della NASA. Il test è avvenuto presso il Centro NASA Stennis, vicino a Bay St. Louis, Mississippi. Lo stadio era montato sul banco di prova n.2, appositamente modificato in questi ultimi anni proprio per questo test. Per la prima volta lo stadio completo, e destinato alla missione Artemis 1, il debutto di SLS con la capsula Orion senza equipaggio, avrebbe acceso tutti e quattro i motori RS-25 per un test della durata complessiva di oltre otto minuti. Nel corso del test sarebbero state variate le potenze erogate da un massimo di 109% fino ad un minimo di 85%. Inoltre sarebbero stati anche orientati i motori in funzione per testare la possibilità di direzionabilità. I motori RS-25 sono stati ereditati dal programma Space Shuttle, ne sono rimasti disponibili 16, e leggermente modificati, nel sistema di controllo elettronico, per essere utilizzati sul primo stadio di SLS. Per la precisione i motori montati sul core stage oggi avevano i seguenti numeri di serie: E2045, E2056, E2058 ed E2060. Tutti avevano già volato più di una volta nello spazio e, per quanto riguarda E2045, aveva svolto ben 12 missioni (la prima nel gennaio 1998 e l'ultima nel luglio 2011).

Nella finestra di quattro ore per il test i momenti di pausa sono stati diversi, come è normale visto che si trattava di un primo test di questo tipo. Infine è stato dato l'ok per il conto alla rovescia finale ed alle 23:27 italiane i quattro motori si sono accesi scatenando la potenza impressionante di oltre 900 tonnellate di spinta. Gli RS-25 sono alimentati ad idrogeno ed ossigeno liquidi ed avrebbero dovuto rimanere accesi per la durata complessiva di una missione nominale, circa 8 minuti e mezzo, consumando oltre 2 milioni di litri di idrogeno liquido e 742.000 litri di ossigeno liquido dei serbatoi del core stage. Dopo una perfetta accensione però, a circa 69 secondi, i controllori del test segnalavano che uno dei quattro motori (il numero 4) stava per spegnersi. A T+78 secondi uno dei controllori menzionava la parola 'violazione' ed infine, a T+83 secondi si aveva lo spegnimento, per motivi di sicurezza, di tutti i motori. Il test completo avrebbe dovuto durare dai 485 ai 493 secondi ma, per poter raccogliere sufficienti dati ci si poteva accontentare di 250. Ora, con appena 83 secondi è chiaro che si sia trattato di un fallimento del test.

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L'enorme nube di vapore di scarico dei motori RS-25 durante il test. Credit: NASA TV/Stennis

Se lo spegnimento di questo tipo fosse avvenuto durante la missione di volo il veicolo sarebbe andato perso, anche se la capsula Orion sarebbe stata portata lontana dal razzo grazie al sistema di aborto e, nel caso di un equipaggio a bordo, questo si sarebbe salvato. Questa è una brutta battuta d'arresto per il programma (e per Boeing che costruisce il razzo e la Aerojet Rocketdyne che fornisce i motori) che, prevedeva, il lancio di Artemis 1 per novembre di quest'anno. Al momento le cause del problema non sono note e si spera che non si debba sostituire uno dei quattro motori perché, in questo caso, i tempi si allungherebbero. Una sostituzione di uno dei motori può essere eseguita presso lo stesso Stennis, dove si trovano dei ricambi, e poi decidere se eseguire o meno un secondo test prima dell'invio al Kennedy per il lancio. Se invece si trattasse di un problema minore, magari un sensore difettoso o un problema di parametri software, il test potrebbe essere ritentato dopo circa una settimana, dieci giorni. Lo stadio principale completo di Artemis 1 era stato trasportato dal sito costruttivo, il MAF (Michoud Assembly Facility in Mississippi), con un'apposita chiatta fino a Stennis nel gennaio di un anno fa. Nel corso di questi ultimi 12 mesi si sono tenuti sette test chiave per mettere alla prova ogni sistema del razzo. Tutti questi test erano stati superati brillantemente (meno il settimo, relativo al rifornimento dello stadio e conteggio alla rovescia fino ad un attimo prima dell'accensione motori, che si era concluso prematuramente ma comunque era stato considerato positivo). Quello di oggi era l'ottavo ed ultimo test prima dell'invio del booster al Kennedy Space Center, dove sarebbe stato assemblato assieme ai due razzi a combustibile solido che si trovano già lì.

Il razzo SLS ha iniziato il suo sviluppo nel 2011, sulle ceneri di Ares 5 del defunto programma lunare Constellation, a sua volta derivato da parti dello Space Shuttle. Al momento soltanto tre missioni di SLS, tutte destinate al programma lunare Artemis, sono state fissate: Artemis 1, debutto del razzo con la capsula Orion per un volo in orbita lunare. Artemis 2, primo equipaggio in orbita lunare. Infine Artemis 3 che prevede lo sbarco della prima donna e del prossimo uomo sulla superficie lunare.

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Il gigantesco core stage fissato al banco di prova per il test. Credit: NASA TV/Stennis

 Speriamo che questo intoppo non rallenti troppo il programma Artemis perché, altrimenti, la NASA rischia di portare gli astronauti sulla Luna dopo la SpaceX...

Letto: 152 volta/e Ultima modifica Domenica, 17 Gennaio 2021 06:22

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Massimo Martini

Sono appassionato di astronomia e di astronautica fin da quella notte del luglio 1969 quando, a poco più di sei anni, vidi i primi uomini mettere piede sulla Luna. La passione è cresciuta con gli anni e, sebbene non si sia trasformata in attività lavorativa, sono diventato un grande appassionato. Nel 1992, in pieno viaggio di Nozze, sono riuscito a trascinare persino la mia dolce metà al Kennedy Space Center per vedere il lancio del primo italiano nello spazio. Dal 2000 al 2017 ho realizzato e curato il sito astronautica.us che è stato sempre aggiornato ed il più possibile affidabile nelle informazioni. Purtroppo, per motivi personali sono stato costretto a chiudere il sito nel luglio 2017.
Sono stato, assieme a mia moglie, uno dei responsabili delle prime tre edizioni della convention 'AstronautiCON', che hanno visto anche la presenza di illustri ospiti nel campo astronautico. Al momento collaboro saltuariamente con la rivista del settore 'Spazio Magazine', attivamente con il sito aliveuniverse.today ed ho una rubrica fissa astronomica sul magazine locale 'Quello che c'è'.

www.astronautica.us | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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