Scritto: Sabato, 31 Ottobre 2020 06:20 Ultima modifica: Sabato, 31 Ottobre 2020 09:06

Artemis: ESA e NASA firmano l'accordo per il Gateway


Le due agenzie spaziali hanno formalizzato l'accordo martedì scorso a seguito del quale, la NASA si impegna ad utilizzare astronauti europei per le missioni Artemis.

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Artemis: ESA e NASA firmano l'accordo per il Gateway Crediti: NASA

Per gli Stati Uniti siglare collaborazioni con altri paesi è un passo fondamentale per la realizzazione del programma.
"Questa partnership sfrutta l'eccezionale cooperazione stabilita sulla Stazione Spaziale Internazionale mentre ci spingiamo verso la Luna", ha detto l'amministratore della NASA Jim Bridenstine. "Il Gateway continuerà ad espandere la cooperazione della NASA con partner internazionali come l'ESA, assicurando che il programma Artemis si traduca in un'esplorazione sicura e sostenibile della Luna dopo l'allunaggio umano iniziale e oltre".

 

Cosa farà l'ESA

In base a questo accordo, l'ESA contribuirà con moduli abitativi e di rifornimento e a potenziare le comunicazioni lunari. Sarà, inoltre, responsabile delle operazioni inerenti agli elementi forniti. L'agenzia europea consegnerà anche due moduli integrativi, European Service Modules (ESMs), per la capsula Orion. Vediamo in dettaglio.

Orion ESM

Una rappresentazione artistica della navicella Orion con il modulo di servizio ESA. Si trova attaccato subito sotto la capsula e fornisce propulsione, potenza, controllo termico, acqua e aria.
Crediti: ESA–D. Ducros

I moduli ESMs non sono una novità. Il primo, realizzato, è già integrato nella capsula Orion presso il Kennedy Space Center della NASA, il secondo ed il testo sono già in produzione, commissionati alla Airbus. Questi forniscono elettricità, acqua, ossigeno e azoto oltre a mantenere il veicolo spaziale alla giusta temperatura e in rotta. Sono in sostanza un'evoluzione degli ATV (Automated Transfer Vehicle), le navicelle automatizzate che attraccano alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). 

I moduli per il Gateway sono, invece  I-Hab (International Habitation Module) e ESPRIT (European System Providing Refueling, Infrastructure and Telecommunications).

esa l habitat pillars

Il primo, che dovrebbe essere lanciato nel 2026, è una sezione abitativa che sarà realizzata dalla divisione italiana di Thales Alenia Space. Questo ospiterà due punti di attracco ed il sistema di controllo ambientale dell'avamposto ECLSS (Environmental Control and Life Support System) fornito dall'Agenzia Spaziale giapponese JAXA. Offrirà spazi per gli esperimenti scientifici in interno ed esterno e spazio vitale aggiuntivo.

esa Esprit pillars

ESPRIT sarà realizzato dalla Thales Alenia Space francese e servirà a potenziare le comunicazioni. Includerà anche un punto panoramico, simile alla "cupola" della Stazione Spaziale Internazionale. La prima componente dovrebbe essere lanciata nel 2023, la seconda nel 2027.

L'accordo prevede inoltre che l'ESA avrà tre opportunità di volo per il Gateway ma ovviamente ancora non si sa nulla circa le missioni che affronteranno i nostri astronauti, né tantomeno se metteranno piede sulla Luna.

Il Direttore Generale dell'agenzia spaziale europea, Johann-Dietrich Wörner, ha commentato: "In 20 anni di continua presenza umana sulla Stazione Spaziale Internazionale, abbiamo assistito a un livello senza precedenti di cooperazione tra le nazioni. L’esplorazione spaziale sostenibile richiede sforzi internazionali coordinati e l’Europa si è dimostrata un partner forte e affidabile".

"Il Gateway è progettato per essere integrato da funzionalità aggiuntive fornite dai nostri partner internazionali per supportare l'esplorazione sostenibile", ha affermato Kathy Lueders, del Human Exploration and Operations Mission Directorate al quartiere generale della NASA. "Ci permetterà di esplorare più superficie lunare come mai è stato fatto prima e siamo lieti che partner come l'ESA si uniranno a noi in questi sforzi rivoluzionari".

 

Il Gateway

Questo avamposto orbitante sarà assemblato in orbita attorno alla Luna e, a costruzione ultimata, risulterà circa un sesto delle dimensioni della ISS. La NASA integrerà i primi due pezzi sulla Terra, lanciando il Power and Propulsion Element (PPE) e l'Habitation and Logistics Outpost (HALO) insieme nel 2023.

Sarà una stazione spaziale cislunare, a 5 giorni di viaggio (o circa 400.000 chilometri) dalla Terra, che offrirà un punto di sosta e di appoggio per le missioni sulla Luna e Marte. A differenza della Stazione Spaziale Internazionale dove c'è sempre un equipaggio a presidiare l'avamposto, il Gateway sarà occupato solo temporaneamente dagli astronauti. Orbiterà in una cosiddetta orbita Halo (per un approfondimento si veda l'articolo di Marco Di Lorenzo "L'orbita "aureola" non rettilinea").

"Gateway è la manifestazione fisica delle partnership internazionali e commerciali che saranno il segno distintivo dell'era dell'esplorazione Artemis", ha affermato Mike Gold, amministratore associato della NASA per l'Office of International and Interagency Relations presso il quartiere generale. "Artemis sfrutterà la più grande e diversificata coalizione di esplorazione spaziale umana della storia e la firma di questo protocollo d'intesa è il primo passo in quello che sarà un viaggio storico di scoperta".

A marzo sono state selezionate le prime due indagini scientifiche che voleranno a bordo del Gateway ed altre saranno scelte in futuro.
Il Goddard Space Flight Center della NASA sta sviluppando HERMES (Heliophysics Environmental and Radiation Measurement Experiment Suite), l'agenzia europea ERSA (European Radiation Sensors Array), due stazioni metereologiche che monitoreranno il tempo spaziale e le radiazioni, dannose per gli astronauti.

"La scienza giocherà un ruolo fondamentale nel programma Artemis", ha affermato Thomas Zurbuchen, amministratore associato per il Science Mission Directorate presso la sede della NASA a Washington.
Tutti i partner internazionali del Gateway collaboreranno per condividere i dati scientifici che verranno trasmessi a Terra. 

"Il Gateway consentirà operazioni Artemis sostenute e servirà anche da catalizzatore per la ricerca e la dimostrazione di nuove tecnologie, sfruttando l'ambiente unico nell'orbita lunare", ha affermato Dan Hartman, responsabile del programma Gateway presso il Johnson Space Center della NASA a Houston. "Il contributo dell'ESA consentirà una permanenza più lunga dell'equipaggio intorno alla Luna e fornirà capacità uniche necessarie per supportare le operazioni".

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Letto: 143 volta/e Ultima modifica Sabato, 31 Ottobre 2020 09:06
Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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