Scritto: Mercoledì, 23 Ottobre 2019 05:53 Ultima modifica: Venerdì, 25 Ottobre 2019 05:43

Abbiamo già trovato vita su Marte? In evidenza


Ne è convinto Gilbert Levin , ex scienziato NASA, che lavorò alla storica missione della Viking nel 1976.

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Viking 1976 . Chryse Planitia Viking 1976 . Chryse Planitia Credit: NASA/JPL - Processing: Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

Levin ha pubblicato la sua opinione, nero su bianco, sulla rivista Scientific American, con un articolo dal titolo "I'm Convinced We Found Evidence of Life on Mars in the 1970s." ma le sue convinzioni hanno una lunga storia.

Levin era il ricercatore capo dell'esperimento Labeled Release (LR), uno dei quattro esperimenti biologici a bordo delle sonde Viking durante il quale il campione di suolo marziano raccolto veniva mescolato con sette molecole nutrienti "etichettate" con un isotopo radioattivo del carbonio (C14), sciolte in acqua. Se batteri o altre forme di vita avessero metabolizzato i nutrienti, avrebbero rilasciato metano o anidride carbonica anch'esse radiative, confermando implicitamente la presenza di forme di vita. L'esperimento fu condotto da entrambi i lander: il primo usò un po' di terreno esposto alle luce del Sole ed alle intemperie marziane, il secondo lo prelevò da sotto una roccia (quindi protetto dai raggi UV, potenzialmente nocivi per ogni forma di vita n.d.r.). Per tutte e due le Viking i risultati furono positivi solo alla prima applicazione. Quando la prova venne ripetuta una settimana più tardi non ci fu alcuna reazione ed alcuna prova di molecole organiche nel suolo di Marte.

Per la NASA, quindi, si trattò solo di un falso positivo perché i dati vennero distorti da una "proprietà non biologica" del suolo marziano, un ossidante o più ossidanti non ancora ben identificati. Di contro, Levin promuove da anni il suo lavoro e le sue teorie con propaganda e pubblicazioni.

Nel suo nuovo documento, Levin racconta come entrambe le Viking, atterrate ad oltre 6.000 chilometri di distanza l'una dall'altra, restituirono risultati positivi, supportati da cinque diversi controlli: l'andamento dei dati confermava il rilevamento della respirazione microbica sul Pianeta Rosso ed era simile a quello prodotto dai test LR effettuati sui suoli terrestri. "Sembrava che avessimo risposto a quell'ultima domanda", fa notare Levin [Esiste vita su Marte? n.d.r.]. Eppure, quando il Viking Molecular Analysis Experiment non riuscì a rilevare alcuna molecola organica, la NASA concluse che l'LR aveva trovato una sostanza che imita la vita ma non la vita.
"Inspiegabilmente nel corso dei 43 anni trascorsi dalle Viking, nessuno dei successivi lander della NASA su Marte ha portato uno strumento di rilevamento della vita come LR per dare seguito a questi entusiasmanti risultati", fa notare Levin ed, in effetti... come dargli torto!?!?
"L'Agenzia lanciò invece una serie di missioni su Marte per determinare se esisteva un habitat adatto alla vita e, in tal caso, portare campioni sulla Terra per l'esame biologico".
"D'altra parte, sarebbe quasi un miracolo se Marte fosse sterile".

Secondo Levin, l'esperimento LR ideato da lui stesso, era nato per essere sensibile alle popolazioni microbiche molto basse postulate per Marte; ogni test continuò per sette giorni sotto stretta sorveglianza ed i parametri furono tenuti sotto controllo, tra cui l'emissione di calore per determinare se qualsiasi risposta ottenuta fosse biologica o chimica.
"Sono state fatte diverse migliaia di prove, sia prima che dopo le Viking, con terreni terrestri e colture microbiche, sia in laboratorio che in ambienti naturali estremi. Non è mai stato ottenuto alcun risultato falso positivo o falso negativo. Ciò supporta fortemente l'affidabilità dei dati LR su Marte", continua Levim.

D'altra parte la NASA sta studiando con interesse l'intrigante evoluzione del metano marziano che è stato rilevato diverse volte da Curiosity nel cratere Gale e dalle sonde in orbita e potrebbe indicare la presenza di forme di vita (ma anche su questo tema c'è un lungo dibattito in corso).

A sostegno della sua teoria, Levin propone una serie di punti (su cui vale la pena di rifletter).

  • Viking, Pathfinder, Phoenix e Curiosity hanno trovato prove di acqua su Marte che, oggi, potrebbe sostenere la vita di microorganismi;
  • I campioni prelevati dalle Viking non si sono attivati a causa degli UV perché il terreno prelevato da sotto una roccia era attivo come quello esposto;
  • Molecole organiche complesse sono state segnalate su Marte dagli scienziati di Curiosity, incluso eventualmente il cherogeno, che potrebbe essere di origine biologica;
  • Phoenix e Curiosity hanno trovato prove che l'antico ambiente marziano potrebbe essere stato abitabile
  • L'eccesso di carbonio-13 rispetto al carbonio-12 nell'atmosfera marziana è indicativo dell'attività biologica, che preferisce ingerire quest'ultima;
  • L'atmosfera marziana è in disequilibrio: la sua CO2 avrebbe dovuto essere convertita in CO da molto tempo dalla luce UV del Sole; quindi la CO2 viene rigenerata probabilmente da microrganismi, come sulla Terra;
  • I microrganismi terrestri sono sopravvissuti nello spazio esterno al di fuori della ISS
  • Il materiale eiettato da impatti con meteoriti e corpi cometari contenente forme microbiche è probabilmente arrivato su Marte dalla Terra;
  • Il metano è stato misurato nell'atmosfera marziana ed i metanogeni potrebbero esserne la fonte;
  • La rapida scomparsa del metano dall'atmosfera marziana richiede altri processi attivi, eventualmente dovuti alla presenza di metanotrofi che potrebbero coesistere con i metanogeni sulla superficie marziana;
  • Ciuffi di luce generati dall'accensione spontanea del metano sono stati registrati su Marte e fotografati;
  • La formaldeide e l'ammoniaca, ciascuna forse indicativa di attività biologica, sono state trovate nell'atmosfera marziana;
  • Un'analisi indipendente del segnale LR lo ha dichiarato come biologico;
  • Le analisi spettrali a sei canali del sistema di imaging delle Viking hanno rilevato che il lichene terrestre e le macchie verdi sulle rocce di Marte hanno lo stesso colore, saturazione, tonalità e intensità;
  • Una caratteristica simile a un verme era presente in un'immagine di Curiosity;
  • Curiosity ha scoperto grandi strutture simili a stromatoliti terrestri (formate da microrganismi); un'analisi statistica delle loro complesse caratteristiche ha mostrato una probabilità inferiore allo 0,04 per cento che la somiglianza sia stata creata solo dal caso;
  • Nessun fattore avverso alla vita è stato trovato su Marte.

"In sintesi, abbiamo: risultati positivi da un test microbiologico ampiamente utilizzato; risposte di supporto da controlli forti e vari; duplicazione dei risultati di LR in ciascuno dei due siti vichinghi; replica dell'esperimento nei due siti; e l'incapacità di 43 anni di qualsiasi esperimento o teoria di fornire una spiegazione non biologica definitiva dei risultati di Viking LR", riassume in modo forte e provocatorio Levin.

Devo dire la verità, pur condividendo il legittimo dubbio che l'esperimento LR abbia effettivamente trovato vita su Marte, alcune delle affermazioni di Levin mi lasciano perplessa e ho provato a contattarlo via e-mail.
Per esempio, ho chiesto indicazioni circa la citazione secondo cui su Marte ci sarebbero "ciuffi di luce generati dall'accensione spontanea del metano" sulla quale mi vengono in mente almeno un paio di domande: quando e dove è successo? Esiste abbastanza ossigeno nell'atmosfera di Marte per sostenere la combustione? Per rispondere al primo quesito, Levin mi ha fornito tutti i riferimenti. L'annotazione si riferisce ai sol 588 e 589 dell'aprile 2014 quando in alcune immagini riprese da Curiosity apparivano degli strani sbuffi bianchi. Ne avevamo parlato anche noi: le immagini interessate dal fenomeno furono diverse.

Due dettagli dei "ciuffi" ripresi su Marte da Curiosity

Due dettagli in cui appaiono i "ciuffi" ripresi da Curiosity.
Credit: NASA/JPL-Caltech

In ogni foto ripresa, l'anomalia appare diversa dai soliti raggi cosmici ripresi dalle fotocamere dei rover su Marte e sembra "uscire" dal terreno. Ricordo che una delle spiegazioni più diffuse era che potesse trattarsi di uno scintillio dovuto a qualche roccia luccicante perché lo sbuffo era sempre in una sola delle delle foto stereo, destra e sinistra, scattate simultaneamente dalla Navigation Camera, riprese simultaneamente ma con un angolo di visuale leggermente diverso (quindi un qualcosa di riflettente potrebbe apparire tale visto da un'angolazione ma non da un'altra). Tuttavia, anche nel nostro articolo si citava una possibile attività di degassamento ma se fosse realmente accensione spontanea del metano, rimarrebbe il problema della combustione. É bene ricordare che quest'ultima è un'ossidazione rapida che avviene con emissione di luce e calore (la fiamma) durante la quale l'energia chimica diventa energia termica. Affinché si verifichi, è necessario che si raggiunga, almeno in un punto della massa gassosa, la temperatura di ignizione che nel metano è di 537 °C e sicuramente una certa quantità di gas dovrebbe essere presente per sostenere la combustione.
In merito alla seconda domanda (esiste abbastanza ossigeno nell'atmosfera di Marte per sostenere la combustione?), secondo Levin la risposta è affermativa perché "l'ossigeno può venire dalla polvere di perclorato che vortica nell'aria", come mi ha scritto via e-mail.

Oltre a questo ci sono poi due questioni che riguardano da vicino il mio campo, l'image processing: per esempio, bisognerebbe dettagliatamente discutere delle patch verdi che spesso spuntano nelle immagini delle Viking, dei rover Spirit ed Opportunity e di Curiosity, ritenute da Levin possibili licheni (seppur è stato dimostrato diverse volte che funghi e licheni potrebbero sopravvivere sul Pianeta Rosso); oppure, sarebbe utile sapere quale immagine di Curiosity mostra "una caratteristica simile a un verme", anche se di texture veramente curiose, fantasiose ed accattivanti ne abbiamo viste molte nelle immagini di ogni missione.

Di fatto, allo stato attuale non ci sono prove di vita su Marte ma non ci sono neppure prove che non ci sia.
La NASA, dal canto suo, ha già annunciato che il suo lander Mars 2020 non conterrà un test di rilevamento della vita.
"Io e il mio co-ricercatore abbiamo formalmente e informalmente proposto che l'esperimento LR, modificato con una capacità di rilevare il metabolismo chirale, sia inviato su Marte per confermare l'esistenza della vita", ha detto Levin.
"Inoltre, il Chiral LR (CLR) potrebbe confermare ed estendere i risultati del Viking LR. Potrebbe determinare se una vita rilevata fosse simile alla nostra o se ci fosse una genesi separata. Questa sarebbe una scoperta scientifica fondamentale a sé stante. Un CLR piccolo e leggero è già stato progettato e il suo principio è stato verificato da test. Potrebbe essere prontamente trasformato in uno strumento a bordo di una sonda.".

Nel frattempo, la NASA si è affrettata mettere le cose in chiaro: "l'opinione generale collettiva della grande maggioranza della comunità scientifica non crede che i risultati degli esperimenti Viking siano prove straordinarie", ha detto il portavoce Allard Beutel a Fox. "Sebbene non abbiamo ancora trovato segni di vita extraterrestre, la NASA sta esplorando il sistema solare per aiutarci a rispondere a domande fondamentali, incluso se siamo soli nell'universo".

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Read 712 times Ultima modifica Venerdì, 25 Ottobre 2019 05:43
Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing.
Dedico il tempo libero alla mia dolcissima bimba Sofia Vega, a questo sito (creato nel 2012 in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte) ed al processing delle immagini raw scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

https://twitter.com/EliBonora | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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