Elisabetta Bonora

Elisabetta Bonora

Domenica, 17 Marzo 2013 09:50

La Storia Infinita: il bosone di Higgs

Se sembra Higgs, agisce come Higgs e decade come Higgs allora probabilmente è Higgs!
Così, il 14 marzo è arrivata la conferma: la particella annunciata lo scorso 4 luglio 2012, era il Bosone di Higgs.

E' sabato mattina, mi alzo e mi preparo una bella tazza di caffè. Come sempre accendo il computer per leggere le ultime notizie e fare il consueto tour tra i siti scientifici alla ricerca dell'ultima scoperta.
Digito www.nasa.gov e non appena il browser carica la home page, ho un sussulto: tra le sei top news in alto a sinistra spicca un panorama del monte Sharp ottenuto con le immagini di Curiosity.

Nella vorticosa atmosfera di Giove, le zone senza nuvole sono essenzialmente una rarità tanto da essere definite "Hot Spot". Fino ad oggi, non si è mai saputo molto sulla loro formazione e distribuzione, in particolare sul motivo per cui si formano prevalentemente intorno all'equatore.

Ora, utilizzando le immagini della sonda della NASA Cassini, gli scienziati hanno identificato, per la prima volta, l'onda responsabile dei movimenti presenti nelle tipiche correnti a getto atmosferiche e degli Hot Spot di Giove, ritrovando un modello già visto anche nelle dinamiche terrestri.

La vegetazione alle latitudini più settentrionali del nostro pianeta assomiglia sempre di più a quella delle latitudini più a sud: questo sarebbe il risultato di uno studio finanziato dalla NASA, basato su 30 anni di osservazioni.

Un team internazionale di ricercatori universitari e scienziati della NASA hanno esaminato la relazione tra i cambiamenti di temperatura della superficie terrestre e la crescita della vegetazione dai 45 gradi di latitudine nord fino al Mar Glaciale Artico.

Dopo dibattiti e correnti di pensiero, arriva la conferma ufficiale: Marte poteva sostenere la vita.

Ieri si è tenuto il briefing sui risultati del primo campione di roccia marziana prelevato dal target John Klein.
I dati hanno evidenziato zolfo, azoto, idrogeno, ossigeno, fosforo e carbonio, alcuni degli ingredienti chimici fondamentali per la vita.

Mentre il rover di ultima generazione Curiosity è alle prese con un problema al computer principale, in via di risoluzione, poco più in la, su Marte, Opportunity continua ad esplorare la zona di Matijevic Hill, cercando di caratterizzare l'area nel miglior modo possibile, prima di intraprendere un nuovo percorso verso sud, fino all'area selezionata dal team di missione per trascorrere il prossimo inverso marziano.

I lavori di Opportunity a Matijevic Hill dovrebbero concludersi in un paio di settimane in modo che il rover sia sulla strada per Solander Point non più tardi del 9 maggio.

Grazie allo SHARAD (Shallow Subsurface Radar), lo strumento radar dell'ASI (Agenzia Spaziale Italiana) montato a bordo della sonda NASA Mars Reconnaissance Orbiter (MRO), gli scienziati hanno potuto ricostruire, per la prima volta, in 3D, i canali sotterranei di Marte, creati da violenti inondazioni.

Nel corso degli anni, MRO ha restituito numerose immagini di canali marziani, attribuiti alle inondazioni degli ultimi 500 milioni di anni, periodo durante il quale, Marte è sempre stato considerato freddo e secco.

In base a quanto riportato da Analytical Graphics, Inc. (AGI), il Center for Space Standards and Innovation (CSSI) ha stabilito che il 22 gennaio 2013 i detriti spaziali del satellite cinese FENGYUN 1C hanno colpito il satellite russo BLITS (Ball Lens In The Space), di 7,5 chilogrammi.

La collisione ha modificato l'orbita del satellite russo, insieme alla sua velocità di rotazione ed altitudine.

Dopo i problemi tecnici del 28 febbraio, per Curiosity la situazione si è complicata nuovamente: una tempesta solare si è scatenata il 5 marzo ed è diretta verso Marte.
Così, il team di missione è stato costretto a mettere il rover in standby, ritardando ulteriormente lo sforzo per la completa ripresa delle attività.

Se si potesse assaggiare un po' della superficie di Europa, satellite di Giove, allora si avrebbe un'idea anche del sapore del mare sottostante.

Un nuovo documento di Mike Brown, astronomo del California Institute of Technology in Pasadena, e Kevin Hand, del NASA Jet Propulsion Laboratory, spiega come il vasto oceano di acqua salata sotto i ghiacci di Europa, si faccia strada ed interagisca con l'esterno.

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