Dopo aver studiato Point Lake, il rover della NASA Curiosity si è diretto verso il secondo target che aveva destato particolare interesse già nel tragitto di andata, lo Shaler: un affioramento sedimentario, dove il pattern delle stratificazioni indica la presenza passata di flussi idrici.

Questo sperone era già stato ispezionato un po' più da lontano, con le foto scattate dalla NavCam e dalla MastCam, durante il sol 120 (7 dicembre 2012).

Avevamo lasciato il longevo rover della NASA Opportunity i primi di giugno, quando aveva appena iniziato il suo percorso di oltre 2 chilometri verso Solander Point, dove trascorrrà il prossimo inverno marziano.

Questa zona, molto stratificata, offrirà spunti interessanti per le attività scientifiche: il team spera di individuare altre testimonianze di ambienti adatti ad ospitare la vita.

Curiosity sta ormai studiando lo Shaler da qualche sol, peraltro anche in una posizione un po' scomoda a causa di un'inclinazione del terreno eccessiva per poter estendere in sicurezza il suo braccio robotico. Ma torniamo un po' indietro, al sol 304 quando era ancora a Point Lake.

Abbandonato Point Lake, il rover della NASA Curiosity continua il suo percorso a ritroso in direzione dello Shaler, un affioramento di lamine taglienti sovrapposte, che ha incuriosito gli scienziati fin dalle prime osservazioni durante, il viaggio di andata verso Yellowkinife Bay.

Tra gli ultimi sol pubblicati, il sol 309 (19 giugno 2013), la MastCam right del rover ha ripreso nuovamente un piccolo oggetto non contestualizzato.

La NASA ha realizzato il suo primo panorama interattivo 360° da 1,3 miliardi di pixel.

Oltre 900 immagini raccolte dalle fotocamere del rover tra il 5 ottobre e il 16 novembre 2012 quando si trovava nel sito di Rocknest, dove è stato raccolto il primo campione di polvere marziana da una piccola duna di sabbia.

Come era stato annunciato nella conferenza del 5 giungo, Curiosity ha iniziato il suo percorso a ritroso in direzione del Monte Sharp.

La prima sosta è stata Point Lake, un affioramento roccioso che durante il viaggio di andata era stato osservato da una distanza di 25 metri.

Vi siete mai chiesti come sarebbe guardare da molto lontano una fioca luce di un candela sulla Terra primitiva, quando non esistevano luci, se non quelle delle stelle e della Luna?

Al giorno d'oggi, anche nei posti più remoti del nostro pianeta, il cielo ha un chiarore non naturale ma su Marte sarebbe ancora possibile vivere un'esperienza del genere e probabilmente ci lascerebbe senza fiato.

Dopo la conferenza sugli aggiornamenti della missione Curiosity lo scorso 5 maggio, ieri si è tenuto un briefing anche sullo stato e i programmi del longevo rover Opportunity.

Sono quasi dieci anni che Opportunity è su Marte eppure sta per intraprendere un altro percorso che lo impegnerà diverse settimane: la destinazione è chiamata Solander Point, una zona molto stratificata, forse ancor più interessante di Cape York dove il rover ha lavorato negli ultimi 20 mesi.

Mercoledì 5 maggio alle 20:30 ora italiana, si è tenuto un briefing sulla missione Curiosity.
La conferenza, trasmessa in diretta audio sul canale NASA Ustream, è stata più che altro un aggiornamento sullo stato di missione e sui prossimi programmi.

Hanno partecipato Jim Erickson, project manager della missione Mars Science Laboratory; Joy Crisp, vice scienziato del progetto; Joe Melko, dei sistemi di campionamento presso il JPL.

In meno di un anno di missione, Curiosity ha già confermato la presenza di diversi episodi d'acqua nel cratere Gale: l'evidenza è in diverse tracce minerali intrappolate nelle rocce e in conglomerati contenenti vera e propria ghiaia di fiume.

Secondo nuovi studi, nel cratere esistevano, eoni di anni fa, tre profondi laghi: se così fosse, le possibilità che quell'ambiente fosse in grado di sostenere la vita, aumenterebbe notevolmente.

Successive analisi e revisioni hanno confermato i risultati già pubblicati a settembre 2012: le rocce esaminate da Curiosity durante i primi sol di permanenza su Marte contengono ghiaia di fiume.

Le dimensioni e la forma dei ciottoli incorporati nei conglomerati vanno da un granello di sabbia ad una pallina da golf e questo ha permesso ai ricercatori di calcolare la quantità e la velocità dell'acqua che una volta scorreva in quel punto.

Dopo aver forato il suolo marziano per la seconda volta, nella patch di terreno chiamata Cumberland, lo scorso il 19 maggio (sol 279), siamo in attesa che la polvere prelevata venga consegnata alla CheMin (Chemistry and Mineralogy) e al SAM (Sample Analysis at Mars) per ulteriori esami, così come era avvenuto per la prima perforazione su John Klein.

Dopo oltre nove anni sul Pianeta Rosso, con due strumenti non più operativi, il rover della NASA Opportunity è riuscito in una delle scoperte più importanti della sua carriera, identificando nella zona di Cape York, un segmeneto di 22 chilometri circa sul bordo occidentale del grande cratere Endeavour, un altro ambiente marziano favorevole alla vita.

Le analisi sulla roccia chiamata "Esperance" hanno confermato la presenza di argilla alterata da acqua neutra, uno dei luoghi più ospitali incontrati da Opportunity in questi anni di esplorazione.

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