Scritto: Sabato, 15 Settembre 2012 07:31 Ultima modifica: Lunedì, 30 Dicembre 2013 11:04

Blueberries? No! Il rover della NASA Opportunity alle prese con un nuovo mistero geologico


Da quando il longevo rover della NASA Opportunity è arrivato su Marte nel 2004, le cosiddette "blueberries" o "mirtilli marziani" hanno caratterizzato il suolo fotografato dal rover.

Ora, recenti immagini del Microscopic Imager evidenziano un affioramento apparentemente simile alle ormai note sferule di ematite ma secondo i ricercatori, in realtà completamente diverso: un vero puzzle geologico.

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OPPORTUNITY sol 3067 Microscopic Imager

OPPORTUNITY sol 3067 Microscopic Imager
"Courtesy NASA/JPL-Caltech" processing 2di7 & titanio44

Da quando il longevo rover della NASA Opportunity è arrivato su Marte nel 2004, le cosiddette "blueberries" o "mirtilli marziani" hanno caratterizzato il suolo fotografato dal rover.

Ora, recenti immagini del Microscopic Imager evidenziano un affioramento apparentemente simile alle ormai note sferule di ematite ma secondo i ricercatori, in realtà completamente diverso: un vero puzzle geologico.

Opportunity sta indagando sul promontorio chiamato Kirkwood nella zona di Cape York, sul bordo occidentale del cratere Endeavour.

La misura delle sferule è di circa 3 millimetri di diametro: l'analisi è ancora ad uno stato preliminare ma indica che non presentano ferro come i tipici mirtilli marziani.

Le berries trovate ovunque da Opportunity sono concentrazioni formate dall'azione dell'acqua sui minerali presenti nelle rocce, la prova dell'esistenza di un ambiente umido in passato su Marte.

Il rover oltre ad utilizzare il Microscopic Imager per raccogliere informazioni fotografiche di Kirkwood, ha analizzato la composizione utilizzando lo spettrometro Alpha Particle X-Ray.

Le nuove sferule sembrano essere "croccanti fuori e morbide all'interno", dice Steve Squyres della Cornell University a Ithaca (NY): sono diverse per la concentrazione, per la struttura, per la composizione e la distribuzione.

Opportunity quindi, dopo tanti anni di attività ha regalato nuovamente un'emozionante scoperta: in questo momento ogni ipotesi è ancora da valutare.

Letto: 3966 volta/e Ultima modifica Lunedì, 30 Dicembre 2013 11:04
Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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