In meno di un anno di missione, Curiosity ha già confermato la presenza di diversi episodi d'acqua nel cratere Gale: l'evidenza è in diverse tracce minerali intrappolate nelle rocce e in conglomerati contenenti vera e propria ghiaia di fiume.

Secondo nuovi studi, nel cratere esistevano, eoni di anni fa, tre profondi laghi: se così fosse, le possibilità che quell'ambiente fosse in grado di sostenere la vita, aumenterebbe notevolmente.

Successive analisi e revisioni hanno confermato i risultati già pubblicati a settembre 2012: le rocce esaminate da Curiosity durante i primi sol di permanenza su Marte contengono ghiaia di fiume.

Le dimensioni e la forma dei ciottoli incorporati nei conglomerati vanno da un granello di sabbia ad una pallina da golf e questo ha permesso ai ricercatori di calcolare la quantità e la velocità dell'acqua che una volta scorreva in quel punto.

Dopo aver forato il suolo marziano per la seconda volta, nella patch di terreno chiamata Cumberland, lo scorso il 19 maggio (sol 279), siamo in attesa che la polvere prelevata venga consegnata alla CheMin (Chemistry and Mineralogy) e al SAM (Sample Analysis at Mars) per ulteriori esami, così come era avvenuto per la prima perforazione su John Klein.

Dopo giorni di studio e scatti ravvicinati con il MAHLI, il 19 maggio, durante il sol marziano 279, Curiosity ha utilizzato il trapano per la seconda volta, prelevando un campione di polvere dalla roccia chiamata Cumberland.

Nel prossimi giorni la polvere verrà consegnato agli strumenti del rover.

Il team della missione NASA Mars Science Laboratory ha selezionato un'altra roccia per la seconda perforazione con il trapano di Curiosity.

Il prossimo target è una patch di terreno chiamata Cumberland e si trova molto vicino a John Klein, dove il rover ha utilizzato il trapano per la prima volta.

Il monte Sharp, l'enorme tumulo di 5, 5 chilometri che sorge al centro del cratere Gale, dove da agosto dello scorso anno opera il rover della NASA Curiosity, si potrebbe esser formato a seguito dell'azione del vento e non dell'acqua: se il risultato di questo nuovo studio fosse corretto, le aspettative sull'abitabilità passata del cratere Gale, e di Marte, si ridurrebbero notevolmente.

Nel nostro ultimo report sulle attività dei rover, prima dell'inizio della congiunzione Marte - Sole e del blackout delle comunicazioni tra Marte e la Terra, avevamo anticipato che tra le immagini del sol 227 e del sol 232, erano apparsi una serie di piccoli fori all'interno del foro effettuato con il trapano di Curiosity su John Klein.

Quale immagine scegliere per rappresentare gli ultimi risultati rilasciati ieri nel corso del Lunar and Planetary Science Conference tenutosi in Texas?
Curiosity ha ottenuto ulteriori prove che l'acqua una volta scorreva copiosa nel cratere Gale e le sue tracce sono rimaste intrappolate nelle vene minerali all'interno delle rocce.

Dopo dibattiti e correnti di pensiero, arriva la conferma ufficiale: Marte poteva sostenere la vita.

Ieri si è tenuto il briefing sui risultati del primo campione di roccia marziana prelevato dal target John Klein.
I dati hanno evidenziato zolfo, azoto, idrogeno, ossigeno, fosforo e carbonio, alcuni degli ingredienti chimici fondamentali per la vita.

Dopo i problemi tecnici del 28 febbraio, per Curiosity la situazione si è complicata nuovamente: una tempesta solare si è scatenata il 5 marzo ed è diretta verso Marte.
Così, il team di missione è stato costretto a mettere il rover in standby, ritardando ulteriormente lo sforzo per la completa ripresa delle attività.

Il 28 febbraio scorso alle 10:30 UTC il team di missione aveva intenzionalmente ridotto le attività di Curiosity, ponendolo in safe mode, a seguito di un problema manifestatosi sulla memoria flash del computer principale.

Il lavoro di diagnostica in una simulazione di test al JPL aveva indicato che la situazione aveva coinvolto una posizione di memoria corrotta sul computer side-A usata per allocare dei file di memoria.

Il 28 febbraio Curiosity ha manifestato un problema alla memoria del computer principale che ha costretto il team di missione a spostarsi su quello secondario. E così ora, nel corso dei prossimi giorni, la squadra terrà il rover in safe mode in attesa di risolvere l'anomalia.

Come preannunciato, Curiosity è alle prese con l'analisi del primo campione prelevato dalla roccia marziana John Kleinl'8 febbraio scorso durante il sol 182. Il materiale è stato suddiviso e consegnato venerdì 22 febbraio alla Chemistry and Mineralogy (CheMin), sabato 23 Sample Analysis at Mars (SAM).

Seguici!

Newsletter

Abilita il javascript per inviare questo modulo

NEO news

NEO News

Notizie e aggiornamenti sugli asteroidi che passano vicini a noi, sulla loro catalogazione e...

StatisticaMENTE

ISS height

ISS height

Andamento dell'orbita della Stazione Spaziale Inte...

HST orbit

HST orbit

Aggiornamento del 4 Luglio [Last update:...

Curiosity odometry

Curiosity odometry

Aggiornato il 30 Giugno [updated on Jun...

Insight statistics

Insight statistics

[aggiornato al 29/6/20 - Sol 564] Meteor...

OSIRIS REx operations

OSIRIS REx operations

(aggiornato il 24/6/20). Le manovre della sonda am...

[LIBRO] Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno

Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno di Elisabetta BonoraLa pubblicazione ripercorre le gesta della missione interplanetaria NASA / ESA / ASI Cassini–Huygens, che esplorò Saturno e le sue lune dal 2004 al 2017. Le principali fasi del progetto, del lungo viaggio durato sette anni e della missione ultradecennale sono raccontate con semplicità e passione allo scopo di divulgare e ricordare una delle imprese spaziali robotiche più affascinanti ideate dall’uomo. Le meravigliose foto scattate dalla sonda nel sistema di Saturno, elaborate e processate dall’autrice, sono parte centrale della narrazione. Immagini uniche che hanno reso popolare e familiare un angolo remoto del nostro Sistema Solare. 244 pagine.

Acquista