Scritto: Martedì, 28 Giugno 2022 06:10 Ultima modifica: Martedì, 28 Giugno 2022 12:44

Carbonio organico su Marte: è di più che in alcuni luoghi della Terra


Grazie ai dati del rover della NASA Curiosity, gli scienziati hanno potuto misurare per la prima volta il carbonio organico totale, un componente chiave nelle molecole della vita.

Rate this item
(3 votes)
Curiosity MAHLI Sol 279 foro su Cumberland (https://flic.kr/p/em2JSj)
Curiosity MAHLI Sol 279 foro su Cumberland (https://flic.kr/p/em2JSj)
Crediti: NASA/JPL-California Institute of Tecnolog - Processing: Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

Abbiamo trovato da 200 a 273 parti per milione di carbonio organico. Questo è paragonabile o addirittura superiore alla quantità trovata nelle rocce in luoghi in cui c'è poca vita sulla Terra, come alcune zone del deserto di Atacama in Sud America e più di quanto sia stato rilevato nei meteoriti di Marte", ha dichiarato Jennifer Stern del Goddard Space Flight Center della NASA nel Maryland. "Il carbonio organico totale è una delle numerose misurazioni [o indici] che ci aiutano a capire quanto materiale è disponibile come materia prima per la chimica prebiotica e potenzialmente la biologia".

Sebbene la superficie di Marte oggi è piuttosto inospitale, ci sono prove che miliardi di anni fa il clima era più simile a quello terrestre, con un'atmosfera più densa e acqua liquida che scorreva in fiumi e mari. Poiché l'acqua liquida è necessaria per la vita come la conosciamo, gli scienziati ritengono che la vita marziana, avrebbe potuto evolversi se avesse avuto a disposizione ingredienti chiave a sufficienza, come il carbonio organico.

Il carbonio organico è carbonio legato a un atomo di idrogeno.
È la base per le molecole organiche che vengono create e utilizzate da tutte le forme di vita conosciute. Tuttavia, su Marte può provenire anche da fonti abiotiche, come meteoriti e vulcani, o formarsi sul posto con reazioni di superficie. Il carbonio organico è stato trovato in precedenza su Marte ma le misurazioni finora riguardavano casi specifici e, comunque, non il quantitativo totale contenuto nelle rocce come nello studio recentemente pubblicato su National Academy of Sciences.

La scoperta grazie a SAM

Questi dati sono stati ricavati dagli esperimenti del Sample Analysis at Mars (SAM), la suite a bordo del rover che scalda i campioni marziani a temperature via via più elevate. Questo esperimento ha utilizzato ossigeno e calore per convertire il carbonio organico in anidride carbonica (CO2), che viene misurata per ottenere la quantità di carbonio organico nelle rocce. Questa tecnica ad alte temperature è stata utilizzata solo una volta in 10 anni di missione di Curiosity, nel 2014, ma ha richiesto anni di analisi per comprendere i dati e inserire i risultati nel contesto delle altre scoperte della missione nel Cratere Gale. Il campione in questione proveniva dalle rocce sedimentarie a grana fine della formazione della baia di Yellowknife, interpretate come una pietra fangosa associata a un ambiente lacustre.

Il processo ha anche consentito al SAM di misurare i rapporti isotopici del carbonio, che aiutano a decifrarne la fonte. Gli isotopi sono versioni di un elemento con masse leggermente diversi a causa della presenza di uno o più neutroni extra al centro (nucleo) dei loro atomi. Ad esempio, il carbonio-12 ha sei neutroni mentre il carbonio-13 più pesante ha sette neutroni. Poiché gli isotopi più pesanti tendono a reagire un po' più lentamente degli isotopi più leggeri, il carbonio della vita è più ricco di carbonio-12. "In questo caso, la composizione isotopica può davvero solo dirci quale parte del carbonio totale è carbonio organico e quale parte è carbonio minerale", ha affermato Stern. "Sebbene la biologia non possa essere completamente esclusa, gli isotopi [di questo carbonio marziano] non possono nemmeno essere utilizzati per supportare un'origine biologica perché l'intervallo si sovrappone al carbonio igneo (vulcanico) e al materiale organico meteoritico, che sono fonti molto probabili”.

Altre informazioni su questo articolo

Letto: 134 volta/e Ultima modifica Martedì, 28 Giugno 2022 12:44

Ti è piaciuto questo articolo?

Seguici anche su Google News

Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore e l'image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

https://twitter.com/EliBonora | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Devi essere registrato e fare login per inserire un commento.

Newsletter

Abilita il javascript per inviare questo modulo

Immagine del giorno

coelum logo

NEO news

NEO News

Ultimo aggiornamento: 8 agosto 2022

StatisticaMENTE

Curiosity odometry

Curiosity odometry

Aggiornato il 7 agosto. Statistiche sull...

Perseverance odometry

Perseverance odometry

I progressi del quinto rover NASA su Marte e del s...

ISS height

ISS height

Aggiornamento del 5 agosto ...

Tiangong orbit

Tiangong orbit

Evoluzione dell'orbita della Stazione Spaziale Cin...

LIBRO CONSIGLIATO

Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno di Elisabetta Bonora