Scritto: Sabato, 08 Giugno 2013 12:53 Ultima modifica: Sabato, 08 Giugno 2013 13:56

Curiosity, foto d'autore nella notte marziana


Vi siete mai chiesti come sarebbe guardare da molto lontano una fioca luce di un candela sulla Terra primitiva, quando non esistevano luci, se non quelle delle stelle e della Luna?

Al giorno d'oggi, anche nei posti più remoti del nostro pianeta, il cielo ha un chiarore non naturale ma su Marte sarebbe ancora possibile vivere un'esperienza del genere e probabilmente ci lascerebbe senza fiato.

Rate this item
(0 votes)

Vi siete mai chiesti come sarebbe guardare da molto lontano una fioca luce di un candela sulla Terra primitiva, quando non esistevano luci, se non quelle delle stelle e della Luna?

Al giorno d'oggi, anche nei posti più remoti del nostro pianeta, il cielo ha un chiarore non naturale ma su Marte sarebbe ancora possibile vivere un'esperienza del genere e probabilmente ci lascerebbe senza fiato.

Quando il rover della NASA Curiosity accende i led del MAHLI in piena notte marziana per analizzare il target designato, è sicuramente visibile da grandi distanze.

Ora, grazie alla creatività e alla curiosità del team di missione, che ha deciso di utilizzare la MastCam right per riprendere le attività notturne del Mars Hand Lens Imager (MAHLI) durante il sol 292, abbiamo un assaggio di questo scenario.

Il MAHLI ha acceso i led per illuminare il foro su Cumberland e studiare la risposta dei materiali ai vari tipi di illuminazione, così, la MastCam ha potuto scattare una suggestiva immagine della scena.

La foto originale è disponibile al seguente link mars.jpl.nasa.gov/msl/multimedia/raw/?rawid=0292MR1233000000E1_DXXX&s=292: presenta diversi "puntini" che potrebbero essere disturbi dovuti ad un esposizione più prolungata o a piccole particelle di polvere, maggiormente evidenti con queste particolari condizioni di scatto.
Bellissimo il gioco di ombre che si è creato sulla superficie della patch di Cumberland dove la luce diretta dei led ha messo in evidenza i piccoli noduli della roccia.

Noi ne abbiamo voluto creare una breve animazione ipotizzando l'adattamento del CCD alle condizioni di luce.

Questa fantastica ripresa ha scatenato la nostra immaginazione e ci siamo chiesti se, in condizioni di buona visibilità, le fotocamere ad alta definizione HiRISE a bordo dell'orbiter della NASA Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) sarebbero in grado di catturare, teoricamente, questa flebile luce sul pianeta.
E' vero che in questo caso specifico stiamo parlando di luce riflessa (vista dall'alto) ma forse se Curiosity puntasse il MAHLI verso il cielo, sarebbe possibile rilevare un piccolo spot luminoso nel buio marziano.

Sarebbe una sfida di calcoli per i team di entrambi le missioni ma forse ne varrebbe la pena, sarebbe una foto storica: la prima luce fotografata nella notte su un pianeta alieno!

Letto: 1683 volta/e Ultima modifica Sabato, 08 Giugno 2013 13:56
Alive Universe

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Lascia un commento

I campi con l'asterisco (*) sono obbligatori. Il codice HTML non è abilitato.

Seguici!

Newsletter

Abilita il javascript per inviare questo modulo

Immagine del giorno

NEO news

NEO News

Ultimo aggiornamento: 24 gennaio 2021. Notizie e aggiornamenti sugli asteroidi che passano vicini a noi, sulla...

StatisticaMENTE

ISS height

ISS height

Aggiornamento del 25 Gennaio [Last ...

COVID-19 update

COVID-19 update

Periodico aggiornamento sulla curva di contagio in...

Curiosity odometry

Curiosity odometry

Aggiornato il 22 gennaio [updated on Jan,22]...

HST orbit

HST orbit

Aggiornamento del 20 gennaio [Last updat...

Insight statistics

Insight statistics

[aggiornato al 19/1/21 - Sol 762] - Mete...

Mars Attacks!

Mars Attacks!

 Dove si trovano le tre sonde lanciate a Lugl...

[LIBRO] Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno

Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno di Elisabetta BonoraLa pubblicazione ripercorre le gesta della missione interplanetaria NASA / ESA / ASI Cassini–Huygens, che esplorò Saturno e le sue lune dal 2004 al 2017. Le principali fasi del progetto, del lungo viaggio durato sette anni e della missione ultradecennale sono raccontate con semplicità e passione allo scopo di divulgare e ricordare una delle imprese spaziali robotiche più affascinanti ideate dall’uomo. Le meravigliose foto scattate dalla sonda nel sistema di Saturno, elaborate e processate dall’autrice, sono parte centrale della narrazione. Immagini uniche che hanno reso popolare e familiare un angolo remoto del nostro Sistema Solare. 244 pagine.

Acquista