Scritto: Domenica, 14 Giugno 2020 16:13 Ultima modifica: Domenica, 14 Giugno 2020 17:00

Curiosity ha bisogno di te


Si tratta di progetto NASA citizen science ed ha lo scopo di affinare l'algoritmo di classificazione del terreno marziano chiamato SPOC (Soil Property and Object Classification).

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Un'immagine presa dal tool AI4Mars . Un'immagine presa dal tool AI4Mars . Crediti: NASA/JPL-Caltech

Sviluppato dal Jet Propulsion Laboratory (JPL), che ha gestito tutte le missioni dei rover marziani, SPOC identifica vari tipi di terreno, creando una mappa che aiuta il team nel selezionare il percorso migliore.
Lo strumento è messo a disposizione del pubblico attraverso il tool online AI4Mars.

"In genere, per addestrare un algoritmo di apprendimento sono necessarie centinaia di migliaia di esempi", ha affermato Hiro Ono, ricercatore di intelligenza artificiale presso il JPL. "Gli algoritmi per auto a guida autonoma, ad esempio, vengono addestrati con numerose immagini di strade, segnali, semafori, pedoni e altri veicoli. Altri set di dati contengono persone, animali ed edifici ma nessun paesaggio marziano". Una volta che avrà tutte le informazioni necessarie, SPOC sarà in grado di distinguere autonomamente tra terreno coesivo, rocce alte o piatte e dune di sabbia pericolose,.
"In futuro, speriamo che questo algoritmo possa diventare abbastanza accurato da svolgere altri compiti utili, come calcolare le probabilità che le ruote di un rover scivolino su superfici diverse", ha detto Ono.

Gli ingegneri al JPL potranno trarre maggiori benefici da uno SPOC ben addestrato (che, forse, vuole ricordare sottilmente la logica schiacciante del signor Spock di Star Trek!).
Al momento sono necessarie dalle quattro alle cinque ore per elaborare un'unità (che ora viene eseguita virtualmente e che richiede a più persone di scrivere e rivedere centinaia di righe di codice), sia che si tratti di un selfie o di consegnare i campioni da analizzare al SAM. Ed al termine di ogni operazione, l'antenna ad alto guadagno deve tornare a puntare verso la Terra per inviare dati e ricevere i comandi successivi.
"La generazione automatica delle etichette del terreno ci farebbe risparmiare tempo e ci aiuterebbe a essere più produttivi", ha affermato Stephanie Oij uno dei planner di Curiosity.

Ultimamente il rover, dopo mesi tranquilli, si sta scatenando in una serie di drive piuttosto lunghi, Ufficiosamente, ha percorso più di 100 metri in direzione nord-est durante l'ultima guida, stabilendo il record degli ultimi cinque anni di missione.
Per maggiori informazioni, seguite il Mission Log curato dal collega Marco Di Lorenzo.

 

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Read 187 times Ultima modifica Domenica, 14 Giugno 2020 17:00
Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing.
Dedico il tempo libero alla mia dolcissima bimba Sofia Vega, a questo sito (creato nel 2012 in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte) ed al processing delle immagini raw scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

https://twitter.com/EliBonora | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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