Scritto: Martedì, 04 Giugno 2013 08:02 Ultima modifica: Martedì, 04 Giugno 2013 09:40

Curiosity report: a Cumberland dopo il foro un colpo di spazzola


In meno di un anno di missione, Curiosity ha già confermato la presenza di diversi episodi d'acqua nel cratere Gale: l'evidenza è in diverse tracce minerali intrappolate nelle rocce e in conglomerati contenenti vera e propria ghiaia di fiume.

Secondo nuovi studi, nel cratere esistevano, eoni di anni fa, tre profondi laghi: se così fosse, le possibilità che quell'ambiente fosse in grado di sostenere la vita, aumenterebbe notevolmente.

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Curiosity Horizon SOL 3 "before us"

Curiosity Horizon SOL 3 "before us"
Once upon a time, in a faraway place, there was a water mirror....
"Courtesy NASA/JPL-Caltech." processing 2di7 & titanio44

In meno di un anno di missione, Curiosity ha già confermato la presenza di diversi episodi d'acqua nel cratere Gale: l'evidenza è in diverse tracce minerali intrappolate nelle rocce e in conglomerati contenenti vera e propria ghiaia di fiume.

Secondo nuovi studi, nel cratere esistevano, eoni di anni fa, tre profondi laghi: se così fosse, le possibilità che quell'ambiente fosse in grado di sostenere la vita, aumenterebbe notevolmente.

Nonostante recenti teorie considerino la formazione del Monte Sharp legata all'azione eolica piuttosto che alla presenza di acqua, le immagini del NASA Mars Reconnaissance Orbiter e del Mars Odyssey avevano confermato la presenza di grandi strutture geologiche caratteristiche ("boxwork"), posizionate a circa 880 metri dal fondo del cratere Gale, sulle pendici dell'Aeolis Mons: queste formazioni, ritenute di origine sedimentaria, erano state determinanti per la scelta del sito di atterraggio e dell'obiettivo primario della missione.

Gale Crater boxwork

Credit: NASA/University of Arizona/JPL-Caltech

John Grotzinger aveva detto: "Esse sono indicative di ampie cementazioni da acque sotterranee e rappresentano un ambiente possibilmente abitabile dove possono essere state conservate molecole organiche".

Le boxwork formano un vero e proprio disegno, una sorta di rete, con una stratigrafia che interessa uno spessore di circa 40 metri: le creste sono di colore più chiaro, separate da depressioni, poco profonde riempite da sedimenti più scuri. I crinali, larghi in genere di 4 o 5 metri, separano delle cavità profonde fino a 0,50 metri ma vi sono anche pareti ripide fino a 3,5 metri di altezza.

L'acqua necessaria per creare strutture simili, non sarebbe stata poca.

Così, mentre ufficialmente la zona abitabile sarebbe finora identificata con Yellowknife Bay, gli studiosi credono di aver scoperto le prove della presenza di 3 laghi nella storia del cratere Gale: uno ad un livello più alto, avrebbe inizialmente riempito gran parte del cratere lasciando il Monte Sharp come una sorta di isola; un lago profondo fino a 650 metri sul lato sud del Monte Sharp; un terzo lago al livello delle boxwork, profondo 170 metri, sul lato settentrionale ed orientale del Monte Sharp.

Gale Crater Lakes

Credit: NASA/JPL-Caltech

L'interpretazione per questi tre livelli di laghi è che l'acqua sia rimasta nel cratere sufficientemente a lungo affinché il livello è sceso progressivamente, andando a riempire altre zone.
I tre livelli avrebbero saturato i depositi sulle pareti del Monte Sharp e del cratere: poiché il livello dell'acqua sarebbe progressivamente diminuito, la zona di atterraggio di Curiosity, sarebbe stata una delle ultime ad asciugare.

Così, se già i primi risultati sul campione di polvere prelevato dalla roccia John Klein erano stati confortanti, confermando minerali argillosi formatesi in un ambiente di acqua dolce, ora non ci resta che aspettare eventuali conferme o smentite dalle analisi sul secondo campione prelevato da Cumberland.

Cumberland Map

Credit: NASA/JPL-Caltech/Univ. of Arizona

Forse ne sapremo qualcosa di più a breve: per mercoledì 5 giugno è programmata una conferenza stampa sugli aggiornamenti di missione.

Cumberland si trova 2,75 metri ad ovest rispetto a John Klein: entrambe le rocce sono piatte con venature chiare e una superficie irregolare, inserite nel pavimento di Yellowknife Bay.

Dopo aver prodotto un foro di circa 1,6 centimetri di diametro per 6,6 centimetri di profondità, da cui si è generata una polvere apparentemente di colore un po' diverso rispetto al grigio materiale della trapanatura su John Klein, e una strana sequenza ripresa con la MastCam left durante il sol 289, per la quale speriamo vengano pubblicati maggiori dettagli, il team ha deciso di spazzolare una piccola area vicino al foro.

Il target è stato ripreso dal Mars Hand Lens Imager (MAHLI), il 1 giugno 2013, prima e dopo la spazzolatura:

Curiosity 0291MH0277001000C0_DXXX

Curiosity 0291MH0277001000C0_DXXX
"Courtesy NASA/JPL-California Institute of Tecnology" processing 2di7 & titanio44

Curiosity 0291MH0277001003C0_DXXX

 Curiosity 0291MH0277001003C0_DXXX
"Courtesy NASA/JPL-California Institute of Tecnology" processing 2di7 & titanio44

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Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing.
Dedico il tempo libero alla mia dolcissima bimba Sofia Vega, a questo sito (creato nel 2012 in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte) ed al processing delle immagini raw scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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