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Scritto: Venerdì, 25 Gennaio 2013 05:43 Ultima modifica: Lunedì, 01 Aprile 2013 10:26

Curiosity, scatti notturni su Marte


Per la prima volta il rover della NASA Curiosity ha usato il MAHLI (Mars Hand Lens Imager) per scattare foto notturne, illuminando il soggetto con luce bianca ed ultravioletta.

Il target si chiama "Sayunei": l'area ripresa è una parte scrostata dalla ruota anteriore sinistra di Curiosity e si trova a Yellowknife Bay, nei pressi del sito dove il team di missione ha selezionato "John Klein", la roccia per il primo utilizzo del trapano del rover.

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CURIOSITY - MAHLI uv sol 165

Credit: NASA/JPL-Caltech/MSSS

Per la prima volta il rover della NASA Curiosity ha usato il MAHLI (Mars Hand Lens Imager) per scattare foto notturne, illuminando il soggetto con luce bianca ed ultravioletta.

Il target si chiama "Sayunei": l'area ripresa è una parte scrostata dalla ruota anteriore sinistra di Curiosity e si trova a Yellowknife Bay, nei pressi del sito dove il team di missione ha selezionato "John Klein", la roccia per il primo utilizzo del trapano del rover.

Prima degli scatti il rover ha calibrato la fotocamera da una distanza di 10 centimetri.

Il bersaglio di calibrazione è stato prima illuminato con il gruppo delle quattro luci bianche (due riflettono al centro dell'immagine) e successivamente con la luce ultravioletta, ad una lunghezza d'onda di 365 nanometri.

CURIOSITY - MAHLI target di calibrazione

Credit: NASA/JPL-Caltech/MSSS

CURIOSITY - MAHLI target di calibrazione

 

Credit: NASA/JPL-Caltech/MSSS

Per questo scatto la durata di esposizione è stata di un secondo.
Il rosso è il campione fluorescente del profilo di calibrazione (color crema se illuminato di bianco) realizzato in silicone vulcanizzato a temperatura ambiente, impregnato con il pigmento SpectraFluor Red.

Le immagini sono state scattate dopo il tramonto marziano del sol 165 (23 gennaio 2012).

CURIOSITY - MAHLI sol 165

Credit: NASA/JPL-Caltech/MSSS

Quella che segue è invece una nostra elaborazione.
L'area ripresa è 3,4 x 2,5 centimetri ed è illuminata dal gruppo dei due led bianchi.

CURIOSITY - MAHLI sol 165 "Sayunei" target

CURIOSITY - MAHLI sol 165 "Sayunei" target
"Courtesy NASA/JPL-California Institute of Tecnology" processing 2di7 & titanio44 

"Lo scopo di acquisire osservazioni con luce ultravioletta è quello di cercare minerali fluorescenti", ha detto Ken Edgett del Malin Space Science Systems, San Diego. "Il team scientifico sta ancora valutando le osservazioni. Se qualcosa fosse stato verde, giallo, arancione o rosso sotto la luce ultravioletta sarebbe stato un chiaro indicatore di fluorescenza".

Letto: 3583 volta/e Ultima modifica Lunedì, 01 Aprile 2013 10:26

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Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore e l'image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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