Scritto: Giovedì, 23 Marzo 2017 14:47 Ultima modifica: Giovedì, 23 Marzo 2017 16:46

Curiosity: primi danni alle nervature delle ruote


Un recente controllo visuale sulle ruote di Curiosity, ha messo in evidenza alcuni punti di distacco nel "sistema portante" di nervature.

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Tre immagini del MAHLI riprese ne sol 1641 con indicati i punti di distacco delle nervature.
Tre immagini del MAHLI riprese ne sol 1641 con indicati i punti di distacco delle nervature.
Crediti: NASA/JPL-Caltech/MSSS - Processing: Marco Di Lorenzo (DILO)

Le ruote del rover iniziarono a mostrare le prime evidenti punzonature solo dopo 60 sol di missione e ad ottobre 2013, arrivarono i primi fori veri e propri nel rivestimento di alluminio (avevo dedicato un approfondimento all'argomento). Tuttavia, la NASA non ha mai manifestato una vera e propria preoccupazione, pur prediligendo un atteggiamento prudenziale nella guida e nell'affrontare i terreni più duri ed accidentati. Da allora, la situazione è stata sempre tenuta sotto controllo, sia con prove di laboratorio che con sequenze di immagini di routine, riprese dalla fotocamera MAHLI posizionata sul braccio robotico di Curiosity. Il vero tessuto portante delle ruote, il sistema di nervature a zig-zag simili ai "tacchetti" delle scarpe da calcio, è infatti sempre rimasto integro, almeno fino al controllo del 27 gennaio 2017.

Il distacco sembra aver colpito maggiormente la ruota centrale sinistra:
"Anche se ce lo aspettavamo, questo danno è il segno che la ruota mediana sinistra è vicina al traguardo", ha dichiarato il project manager della missione Jim Erickson.
In ogni caso, "la vita operativa di tutte e sei le ruote è più che sufficiente per raggiungere tutte le destinazioni ancora previste dalla missione".
I test hanno infatti dimostrato che nel momento in cui si interrompono tre nervature o costole in una ruota, allora questa ha raggiunto il sessanta per cento della sua vita utile, un dato che a Curiosity ormai non dovrebbe più interessare visto che è molto vicino al Monte Sharp, la sua meta finale.

Il project scientist della missione Ashwin Vasavada ha commentato: "questo è un passaggio atteso nel ciclo vitale delle ruote ma, a questo punto, non cambia i nostri piani scientifici e non diminuisce le nostre possibilità di studiare le transizioni mineralogiche chiave più in alto sul Monte Sharp".

Schema della missione Curiosity

Crediti: NASA/JPL-Caltech

Il 20 marzo, Curiosity ha raggiunto i 16 chilometri percorsi dal luogo dell'atterraggio mentre continua ad esplorare le dune di sabbia della formazione Murray.
Le prossime mete saranno l'unità di ematite "Vera Rubin Ridge", un'unità di argilla ed una di solfato subito sopra. Potrete continuare a seguire le attività quotidiane del rover con i Mission Log di Marco Di Lorenzo.

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Letto: 3702 volta/e Ultima modifica Giovedì, 23 Marzo 2017 16:46

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Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore e l'image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno" (segui su LinkedIn le mie attività professionali).
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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