Scritto: Martedì, 28 Febbraio 2017 05:46 Ultima modifica: Martedì, 28 Febbraio 2017 10:48

I venti marziani cambiano il volto del pianeta sotto gli occhi di Curiosity


Durante l'ultima campagna al campo di dune Bagnold, sul fianco nord-occidentale del Monte Sharp, Curiosity ha potuto osservare con i propri occhi come il vento cambia il volto di Marte.

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Una vista 360 sul campo di dune, ripresa dalla NavCam di Curiosity il 5 febbraio 2017. Una vista 360 sul campo di dune, ripresa dalla NavCam di Curiosity il 5 febbraio 2017. Crediti: NASA/JPL-Caltech

Il vento ha scolpito il volto del pianeta per miliardi di anni e continua a farlo oggi.
Il Gale è un bacino di quasi 160 chilometri di diametro scavato da un impatto più di 3,6 miliardi di anni fa. Nel corso degli anni è stato parzialmente riempito da sabbia, limo e detriti, in parte trasportati da un sistema di canali che un tempo dovevano tagliare fianchi del cratere, depositi che andarono a contrastare gli effetti dell'erosione eolica.
Una delle prime teorie proposte, suggeriva che l'alto tumulo centrale, il Monte Sharp, fosse stato modellato dai venti mentre il bacino era completamente riempito. Una nuova ricerca, in accordo con i modelli eolici orbitali della zona, ha calcolato il volume di materiale rimosso: 64.000 chilometri cubi moltiplicato per un miliardo di anni o più. Ma altri dati, ancora più mirati, arrivano da Curiosity che, per la seconda volta nel corso della sua missione, si trova ad indagare un campo di dune attive.

Il rover incontrò il primo campo di sabbia tra la fine 2015 e l'inizio 2016.
Le immagini orbitali ad alta risoluzione riprese con la fotocamera HiRISE a bordo della sonda Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) avevano mostrato che queste dune si spostano di circa un metro ogni anno terrestre e che la loro composizione non è uniforme. Gli scienziati usano il loro movimento per studiare la circolazione dei venti all'interno del cratere, mettere a punto i modelli meteorologici e comprendere come si ordinano di conseguenza le particelle di sabbia su un pianeta con meno atmosfera e gravità rispetto al nostro.

Le dune che Curiosity sta analizzando ora, però, hanno una forma diversa rispetto alla mezzaluna della campagna precedente: sono nastriformi e lineari.
"In queste dune lineari, la sabbia viene trasportata lungo il percorso del nastro, mentre il nastro può oscillare avanti e indietro da un lato all'altro", ha spiegato nel report Nathan Bridges, del team Curiosity presso la Johns Hopkins University Applied nel Maryland .

Gli effetti del vento sulle dune di sabbia ripresi dal Mars Descent Imager (MARDI) di Curiosity

Gli effetti del vento sulle dune di sabbia ripresi dal Mars Descent Imager (MARDI) di Curiosity.
Crediti: NASA/JPL-Caltech/MSSS

Inoltre, ora nel cratere Gale è estate, il periodo dell'anno più ventoso, il momento migliore dell'anno marziano per studiare dune di sabbia attive.
"Stiamo tenendo Curiosity impegnato in una zona sabbiosa mentre intorno soffia un sacco di vento. Vogliamo scoprire come vengono smistati i granelli con composizioni diverse. Questo ci aiuta ad interpretare le dune moderne ed antiche di Marte", ha detto il Project Scientist della missione Ashwin Vasavada.

Un dust devil passa davanti alla NavCam di Curiosity il 4 febbraio 2017

Un dust devil passa davanti alla NavCam di Curiosity il 4 febbraio 2017

Un altro dust devil in lontananza il 17 febbraio 2017

Un altro dust devil in lontananza il 17 febbraio 2017
Crediti: NASA/JPL-Caltech/TAMU

Dopo aver completato le osservazioni pianificate, Curiosity procederà verso il "Vera Rubin Ridge", a sud ed in salita (potete seguire gli spostamenti del rover con i "Mission Log" di marco Di Lorenzo), dove il Mars Reconnaissance Orbiter ha identificato depositi di ematite.
Mentre il rover è impegnato con le dune di sabbia, il team continua a lavorare sull'anomalia intermittente manifestata in diverse occasioni dal trapano per la raccolta di campioni. I test diagnostici continuano a puntare il dito su uno dei meccanismi frenanti che regolano il movimento della punta, forse bloccato da un detrito. Nel frattempo, si è aggiunto un altro piccolo inconveniente che coinvolge la fotocamera Mars Hand Lens Imager (MAHLI) il cui copriobiettivo, dopo essere stato chiuso per precauzione e proteggere le ottiche dalla polvere eccessiva, è rimasto bloccato in posizione semi-aperta dal 24 febbraio.

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Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing.
Dedico il tempo libero alla mia dolcissima bimba Sofia Vega, a questo sito (creato nel 2012 in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte) ed al processing delle immagini raw scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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