Scritto: Mercoledì, 27 Aprile 2016 17:33 Ultima modifica: Venerdì, 12 Agosto 2016 18:01

Curiosity fora la sua decima roccia su Marte


Curiosity ha usato il trapano per la decima volta su Marte durante il sol 1320 (23 aprile 2016), forando un'affioramento dell'altopiano Naukluft, chiamato "Lubango". La roccia è un alone chiaro sulla cosiddetta unità Stimson, l'arenaria scura resistente all'erosione trovata alla base del monte Sharp.

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Curiosity, MAHLI - sol 1321 Curiosity, MAHLI - sol 1321 Credit: NASA/JPL-Caltech - Processing: Ken Kremer/kenkremer.com/Marco Di Lorenzo

Benché il rover stesse abbandonando l'altopiano Naukluft, nel sol 1316 (19 aprile 2016) il team ha deciso di tornare indietro verso Lubango, già osservato durante le attività del sol 1310 (13 aprile 2016), quando le analisi della ChemCam avevano mostrato un contenuto di silice insolitamente alto.

Qui sotto una tavola riepilogativa dei dieci fori eseguiti da Curiosity con le immagini scattate dal MAHLI sotto l'illuminazione naturale ed una versione saturata della stessa che mette in risalto analogie e differenze di colori e quindi di materiali.

Dieci fori su Marte

Dieci fori su Marte

Quello su Lubango è il decimo foro eseguito da Curiosity su Marte:
John Klein (sol 182), Cumberland (sol 279), Windjana (sol 621), Confidence Hills (sol 759), Mojave (sol 882), Telegraph Peak (sol 908), Buckskin (sol 1060), Big Sky (sol 1119), Greenhorn (sol 1137) e Lubango (sol 1320, 23 aprile 2016).

Telegraph Peak era stato l'unico altro posto studiato da Curiosity con un alto contenuto di silice nella forma di cristobalite, presente in abbondanza forse a seguito di qualche processo che ha rimosso altri elementi lasciando un arricchimento in silice, oppure formatasi altrove e sedimentata in quel punto.

Curiosity Front Hazcam a colori sol 1321

Decimo foro su Marte sul target Lubango. Curiosity Front Hazcam a colori sol 1321.
Una versione rettificata e de-saturata, ulteriormente elaborata da Marco Di Lorenzo, è disponibile nella nostra gallery.
Credit: NASA/JPL-Caltech - Processing: Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

Questo utilizzo del trapano è stato pianificato solo in una settimana: nel sol 1316 è stato deciso di procedere su Lubango; il bersaglio è stato spazzolato nel sol 1318; la fotocamera MAHLI e lo spettrometro APXS hanno analizzato il target nei sol 1319 e 1320; nel sol 1319 è stato eseguito il test di pre-carico per verificare la stabilità della roccia; nel sol 1320 è stata eseguita la perforazione, saltando la fase del mini-drill, cioè del foro di test profondo solo 2 centimetri rispetto ai 6,3 effettivi.

Questa, inoltre, non è la prima perforazione eseguita su un alone chiaro dell'unità Stimson.
Curiosity ci aveva già girato attorno in due altre occasioni: il foro su Big Sky e Greenhorn, rispettivamente fuori e dentro l'alone. Tale situazione ha probabilemnte permesso al team di operare con magiore tranquillità su un "terreno conosciuto" e quindi di procedere più celermente.

Curiosity MastCam left e right sol 1321 - Lubango anaglifo

Prendete gli occhialini 3D per questo anaglifo di Lubango!
MastCam left e right sol 1321.
Credit: NASA/JPL-Caltech - Processing: Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

Il campione prelevato è stato setacciato dal CHIMRA (Collection and Handling for In-Situ Martian Rock Analysis) ed una parte con granelli inferiori a 0,15 millimetri è stata trasferita alla CheMin per le prime analisi.
La squadra ha ora in programma di procedere a breve con un altro foro su una parte della roccia senza alone, ripetendo così l'esperimento Big Sky/Greenhorn ma questo non sarà possibile fino a quando saranno in corso le analisi sul campione attuale. C'è quindi da capire cosa bolle in pentola: se le analisi saranno meno approfondite e più veloci per passare all'attività successiva o se si aspetterà il tempo necessario per completare l'operazione, compresa la consegna del campione al SAM (Sample Analysis at Mars), prima di procedere.

Curiosity ha comunque finito di attraversare il tratto più accidentato dell'altopiano che ha destato qualche preoccupazione per lo stato delle ruote che hanno iniziato a mostrare buchi e strappi dal 2013. Il team è fiducioso: “considerate le nostre proiezioni di longevità, sono convinto che queste ruote ci porteranno a destinazione sul Monte Sharp, che era nei nostri piani fin dall'atterraggio”, ha dichiarato nel report Steve Lee, vice responsabile della missione al Jet Propulsion Laboratory della NASA.

La più recente ispezione delle ruote ha mostrato che la guida attraverso Naukluft, pur essendo stata una sfida, non ha accelerato i danni.
I fori nelle ruote per ora riguardano solo il rivestimento in alluminio e non le nervature a zig-zag che costituiscono, invece, la struttura portante e sopportano la maggior parte del peso del rover. I test eseguiti a Terra hanno mostrato che solo dopo la rottura di tre nervature le ruote saranno al 60 per cento del loro chilometraggio utile.
Inoltre, il percorso successivo dovrebbe essere meno impegnativo dato che il rover incontrerà un'unità di terreno tipo fango indurito; una zona ricca di ematite ed uno strato di minerali argillosi ed altri di solfati.
Considerata l'odometria totale, 12,7 chilometri dal giorno dell'atterraggio nel cratere Gale ad agosto 2012, le ruote dovrebbero avere ancora vita sufficiente per indagare questi obiettivi che si trovano a 7,5 chilometri dalla posizione attuale.

Per restare costantemente aggiornati sulle attività di Curiosity, non dimenticate di seguire i "Mission Log" di Marco Di Lorenzo!

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Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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