Scritto: Martedì, 08 Marzo 2016 05:43 Ultima modifica: Venerdì, 12 Agosto 2016 18:06

Curiosity abbandona Namib per nuove mete verso il Monte Sharp


Curiosity ha abbandonato la spettacolare duna Namib ormai da qualche sol ma si sta aggirando sempre nell'area del campo di dune attive "Bagnold".

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Curiosity: panorama dal sito del sol 1270 Curiosity: panorama dal sito del sol 1270 Credit: NASA/JPL-Caltech - Processing: Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

Il rover ha praticamente trascorso il mese di gennaio scavando tra la sabbia scura di composizione basaltica, a base di olivina e cristalli di pirosseno. Queste dune sono di particolare interesse perché si spostano di circa un metro ogni anno terrestre: i loro movimenti possono aiutare gli scienziati a migliorare i modelli della circolazione dei venti all'interno del cratere Gale ed a comprendere come si ordinano di conseguenza le particelle di sabbia su un pianeta con meno atmosfera e gravità rispetto alla Terra.

Curiosity stavolta ha davvero lasciato il segno: il suo campo di lavoro ricorda più un'area giochi! Anche Lauren Edgar, geologo dell'USGS Astrogeology Science Center e membro del team MSL, ha commentato sul blog di missione: "E' divertente guardare la sabbia disturbata nell'area di lavoro e rendersi conto di quanto abbiamo fatto qui. Lo vedo solo io, o sembra una grande sabbiera piena di cucchiaiate, discariche e segni di ruote?"

L'analisi ha incluso anche una novità.
Durante il sol 1242 (3 febbraio 2016) il MAHLI è stato utilizzato per scattare una foto ai granelli di sabbia, la più ravvicinata mai ottenuta su Marte, con una risoluzione di 15,6 micrometri per pixel.

MAHLI 1241MH0005720010403583C00 DXXX

L'immagine mostra i grani setacciati di un campione prelevato dalla duna Namib, con dimensione compresa tra i 150 micron e 1 millimetro.
Credit: NASA/JPL-Caltech

Questo scatto è stato possibile grazie all'abilità del team.
La lente del MAHLI è protetta esternamente da due sonde che sporgono di 19 millimetri oltre il vetro della fotocamera: se queste toccano la roccia, il software blocca ogni altra operazione ma non sono abbastanza sensibili per lavorare con la sabbia. Così, gli ingegneri devono praticamente regolarsi "alla cieca", dimostrando tutta la loro abilità in ogni scatto ottenuto a Namib. Dall'altra parte, questa situazione ha permesso di osare un po' di più e, in accordo con quanto riportato da Emily Lakdawalla nel suo blog, il vetro del MAHLI è stato avvicinato fino a 24,8 millimetri dalla superficie di sabbia, con le due sonde a soli 5,8 millimetri di distanza dal terreno. Un vero record!

L'immagine fa parte di alcune sequenze riprese durante l'ultimo giorno di lavoro presso la duna Namib.

Curiosity MAHLI sol 1242 stack

Curiosity MAHLI sol 1242 stack
A sinistra una nostra elaborazione ottenuta dallo stack dei frame a destra, ripresi dal MAHLI durante il sol 1242 (3 febbraio 2016) nell'area di lavoro della duna Namib.
Credit: NASA/JPL-Caltech - Processing: Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

Purtroppo, dopo aver raccolto due "scoop" e aver sperimentato con successo un metodo di setacciamento complesso per poter inviare al laboratorio SAM (Sample Analysis at Mars) solo grani più grandi di 150 micron e più piccoli di 1 millimetro, le operazioni sono state segnate da un inconveniente ad un attuatore del CHIMRA (Collection and Handling for In-Situ Martian Rock Analysis), lo strumento posto sul braccio robotico del rover utilizzato per setacciare e porzionare il campione. L'anomalia, ancora irrisolta, ha costretto il team a tagliare ulteriori attività programmate e ad abbandonare il sito prima del previsto.

Gli ultimi campioni prelevati dalle dune sono stati scaricati a terra nel sol 1253 (14 febbraio 2016) per poter prendere ulteriori foto e dati ma sembra che buona parte sia stata spazzata via dal vento. Il sol seguente la ChemCam è stata utilizzata nelle prime ore dell'alba per cercare di fotografare il velo di ghiaccio d'acqua sulla superficie che in questo periodo potrebbe formarsi nel cratere Gale, dove Curiosity ha già trovato le condizioni ideali per la brina. Il team sta eseguendo anche molto monitoraggio atmosferico sia con il REMS (Rover Environmental Monitoring Station) che con foto mirate per lo studio dell'opacità atmosferica e la ricerca di nuvole.

Curiosity: mappa aggiornata al sol 1269

 Credit: NASA/JPL-Caltech/Univ. of Arizona

Ora il rover sta continuando in direzione delle pendici del Monte Sharp, aggirando il campo di dune verso ovest. Sta guidando verso l'altopiano Naukluft Plateau, riprendendo foto del paesaggio per consentire al team di pianificare il percorso migliore (potete restare aggiornati seguendo i "Mission Log" di Marco Di Lorenzo).

Curiosity sol 1269

Curiosity sol 1269 - in direzione di Naukluft Plateau
L'immagine è disponibile in full-size nella nostra gallery.
Credit: NASA/JPL-Caltech - Processing: Marco Di Lorenzo (DILO)

In apertura uno degli ultimi panorami 360 ripreso dalla MastCam che mostra il paesaggio del sol 1270 (3 marzo 2015). Le pendici del Monte Sharp sono visibili sulla destra. L'immagine è disponibile in full-size nella nostra gallery (29000x2100 pixel).

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Letto: 2378 volta/e Ultima modifica Venerdì, 12 Agosto 2016 18:06
Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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