Scritto: Giovedì, 20 Settembre 2012 05:48 Ultima modifica: Mercoledì, 13 Agosto 2014 21:11

Il primo vero target di Curiosity


Durante il suo cammino, Curiosity ha identificato la roccia giusta per effettuare i primi veri test con il suo braccio robotico.

Ora il rover si trova a circa 2,5 metri dal singolare target, a metà strada tra il punto di atterraggio Bradbury Landing e Glenelg.

Nei prossimi giorni il team prevede di "toccare con mano" il primo vero target: verranno utilizzati sia lo spettrometro Alpha Particle X-Ray che il laser e la ChemCam per identificare gli elementi che la compongono. Questo consentirà di eseguire dei test completi e sul campo di ogni strumento.

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CURIOSITY sol 43 NavCam anaglyph

CURIOSITY sol 43 NavCam Right anaglyph target
"Courtesy NASA/JPL-Caltech" processing 2di7 & titanio44

Durante il suo cammino, Curiosity ha identificato la roccia giusta per effettuare i primi veri test con il suo braccio robotico.

Ora il rover si trova a circa 2,5 metri dal singolare target, a metà strada tra il punto di atterraggio Bradbury Landing e Glenelg.

CURIOSITY sol 43 NavCam

CURIOSITY sol 43 Navcam Right
"Courtesy NASA/JPL-Caltech" processing 2di7 & titanio44

Nei prossimi giorni il team prevede di "toccare con mano" la roccia: verranno utilizzati sia lo spettrometro Alpha Particle X-Ray che il laser e la ChemCam per identificare gli elementi che la compongono. Questo consentirà di eseguire dei test completi e sul campo di ogni strumento.

La roccia è stata chiamata "Jake Matijevic", ingegnere capo della missione NASA Mars Exploration Rovers morto il 20 agosto di quest'anno all'età di 64 anni.

Curiosity ha guidato per sei giorni di seguito, percorrendo distanze giornaliere che variano da 22 metri a 37 metri.

Una volta giunti a Glenelg, il team prevedere di utilizzare tutte le capacità del rover per analizzare il suolo.
L'area viene considerata particolarmente interessante in quanto in questo punto si intersecano tre diversi tipi di terreno dalla composizione insolita. La luce e il colore catturati nelle immagin infatti,i suggeriscono che il calore del giorno venga trattenuto per un tempo considerevole anche durante la notte.

John Grotzinger, scienziato del California Institute of Technology a Pasadena, ha dichiarato che, man mano che il rover si avvicina a Glenelg queste diversità si fanno sempre più evidenti e in particolare si notano delle sottili bande scure di origine ignota.

Tramite la MastCam gli scienziati stanno già cercando di individuare gli obiettivi di maggiore interesse: le striature scure ora visibili sulle rocce stanno aumentando la curiosità.

Curiosity Traverse Map Through Sol 43

Curiosity: la strada percorsa fino al sol 43
Image credit: NASA/JPL-Caltech/Univ. of Arizona

La mappa mostra il percorso effettuato da Curiosity fino al sol 43, 19 settembre 2012.

La scala presente sull'immagine permette di verificare la distanza percorsa dal rover sol dopo sol, a partire dal punto dell'atterraggio a Bradbury Landing.
Con il sol 43 Curiosity ha camminato complessivamente per 290 metri.

Per creare la mappa è stata utilizzata una foto scattata dallo strumento High Resolution Imaging Science Experiment (HiRISE) a bordo del NASA Mars Reconnaissance Orbiter.

Letto: 5034 volta/e Ultima modifica Mercoledì, 13 Agosto 2014 21:11
Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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